8/2/2021 COMUNICATO ASSOCIAZIONE SALVIAMO CAVALLERIZZA

1742-2021 ovvero 279 anni di storia di uno straordinario bene architettonico patrimonio Unesco dal 1997è di nuovo sui giornali.

Non per annunciare finalmente che rientrerà presto nella disponibilità dei cittadini, ma per dire che verrà privatizzata e che al suo interno ci saranno attività terziarie e uffici dirigenziali di una banca!

Non era certo questo quello che la cittadinanza ha chiesto con forza nel 2014 né quello che questa Amministrazione ha promesso in campagna elettorale.

Ancora una volta assistiamo alla prevaricazione dei poteri forti, alla mancanza di idee e di coraggio di provare a fare qualcosa di diverso e innovativo dalle precedenti giunte. La scusa della carenza di fondi, del buco di bilancio del Comune sono le uniche giustificazioni per tali scelte.

Eppure soluzioni alternative le abbiamo proposte, più e più volte, ma nessuno ha davvero voluto provare a praticarle né si è mai impegnato a cercare fondi per il restauro, ma un restauro conservativo come si addice a un bene che fa parte i un complesso più ampio detto Zona di Comando.

Ora giunti alla definitiva svendita della Cavallerizza con l’approvazione del Piano Unitario di Riqualificazione dove sono finalmente svelate le vere intenzioni di vendita, una parte dei grillini ed ex grillini stanno mostrando i muscoli e cercano di frenare una strada avviata, scritta direttamente dai diretti interessati.

Quello che fa sorridere (amaramente) leggendo gli articoli sui giornali è che un ex vicesindaco, che evidentemente vuole tornare alla ribalta, e un gruppo di 5Stellle ed ex 5 Stelle dissidenti, ora si danno battaglia mediatica per giustificare scelte che hanno portato solo pochi mesi fa ad approvare un regolamento di gestione dei beni comuni urbani che prevede tra le forme di gestione di un bene comune, la Fondazione: strumento di diritto privato con la scusa che “si privatizza per non privatizzare” uno sloganconiato dall’ideatore di quel regolamento il prof. Ugo Mattei

Parafrasando un vecchio adagio potremmo dire “i soldi non fanno la felicità”, in questo periodo così difficile dove abbiamo potuto toccare con mano quanto sia importante che beni e servizi per la collettività siano in mano pubblica, questa Amministrazione sceglie invece di dare in mano a privati un bene comune che dovrebbe rimanere nella disponibilità dei cittadini per preservarlo per le generazioni future; esattamente il motivo per cui è stato iscritto nel patrimoni Unesco

#cavallerizzapubbllica#benecomune#beneUnesco

Sponsored Post Learn from the experts: Create a successful blog with our brand new courseThe WordPress.com Blog

WordPress.com is excited to announce our newest offering: a course just for beginning bloggers where you’ll learn everything you need to know about blogging from the most trusted experts in the industry. We have helped millions of blogs get up and running, we know what works, and we want you to to know everything we know. This course provides all the fundamental skills and inspiration you need to get your blog started, an interactive community forum, and content updated annually.

3/3/2021 comunicato associazione salviamo cavallerizza

Apprendiamo dagli organi di stampa che si è costituito un Comitato per il referendum abrogativo sul PUR per la Cavallerizza Reale.Volevamo augurare ai promotori Buon Viaggio! E non si dispiaceranno se l’Associazione Salviamo Cavallerizza non aderirà all’iniziativa, non per mancanza di fiducia nei promotori, ma perché abbiamo deciso di intraprendere un’altra strada e perché ci piace continuare in azioni concrete.

Auspichiamo che questa loro proposta non venga completamente affossata dai tecnici del Comune di Torino (o peggio) come, nel 2016, il primo referendum cittadino per abrogare la delibera del Consiglio Comunale di Torino del 19-10-2009 n° 145 2009 04890/008 nella parte in cui include (e quindi cartolarizza) l’immobile n°7 “porzione di compendio ex-Cavallerizza Reale sita in via verdi 7/9” per il quale è stato rifiutato il quesito proposto con la motivazione che “tanto è quello che intendiamo fare noi come amministrazione neo insediata” (salvo poi fare un’inversione a U degna di un film poliziesco anni ’70 di bassa Lega).

Confidiamo che riescano nell’intento annunciato – la proposta di un referendum abrogativo sul PUR della ex-Cavallerizza Reale – ma continueremo a portare avanti la nostra lotta con le nostre modalità; a svolgere la nostra missione nel silenzio ma non meno decisi e combattivi.

Da sempre ci siamo impegnati in prima persona affinché la Cavallerizza Reale di Torino tornasse in mano pubblica e che fosse gestita dalla cittadinanza attraverso forme di autogestione basata sull’Uso Civico e Collettivo Urbano.

«Marciare divisi, colpire uniti.» [ Cit. Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke e altri]1Persone raggiunte0InterazioniImpossibile mettere in evidenzaMi piaceCommentaCondividi

RESIDENZE SABAUDE. DUE PESI E DUE MISURE. LA CAVALLERIZZA IN VENDITA.

Sabato scorso su La Stampa veniva annunciato in pompa magna: “Le Regge Sabaude in festa il corno è patrimonio UNESCO”. (La Stampa 18/12/2020 )

Siamo lieti di questa notizia e soprattutto che il Ministro Franceschini abbia riconosciuto che il sigillo dell’UNESCO su un un bene culturale (materiale o immateriale che sia) non è una medaglia da mettersi al collo per fare bella figura, ma un monito affinché quel bene venga preservato per le generazioni future.

Per la presentazione di questo importante riconoscimento si è scelta la Palazzina di Caccia di Stupinigi, una fra le 21 delle residenze Sabaude* che, nel lontano 1997, l’UNESCO ha riconosciuto e definito come segue: “Ciascuna di esse è contraddistinta da caratteristiche peculiari che, nel loro insieme, offrono uno straordinario affresco della storia del Piemonte e dell’Italia, con particolare riferimento agli avvenimenti che hanno portato – sullo sfondo della storia europea – alla formazione dello Stato unitario: un circuito culturale, storico, architettonico e ambientale unico, fruibile e visitabile, che ha un valore universale eccezionale e che merita la tutela a beneficio di tutta l’Umanità.”

Ci spiace che il Ministro non abbia la stessa attenzione per un altro bene delle 21 Residenze Sabaude la Cavallerizza Reale, che sta per essere messa all’asta del migliore offerente per farne l’ennesimo regalo ai privati.Volevamo ricordare al Ministro che le Residenze Sabaude, di cui la Cavallerizza Reale fa parte, sono state iscritte tutte insieme affinché si preservasse il loro valore storico. Non di meno ricordiamo che, se dovesse cadere il vincolo UNESCO su una di esse, il riconoscimento ottenuto nel 1997 decadrebbe anche per le altre.

Eppure era stato proprio l’UNESCO nel 2017, attraverso il suo organo tecnico, l’ICOMOS, a lanciare un monito al Ministero in quanto i progetti di valorizzazione presentati rischiavano non solo di snaturarne l’identità, ma anche di privare la Cittadinanza della funzione pubblica che tale bene doveva avere.Sono passati più di due anni da allora, ma sulla Cavallerizza Reale si continuano a fare speculazioni a nostro avviso vergognose. Sembra che questa amministrazione, come la precedente, abbia a cuore solo la rendita finanziaria di un bene culturale.

A nulla fino ad ora sono serviti gli sforzi di tanti Cittadini, non solo torinesi, e gli appelli di illustri intellettuali affinché non venisse privatizzato questo bene, patrimonio di tutti. Nonostante gli annunci in campagna elettorale e le promesse di riacquisizione nel patrimonio della Città della Cavallerizza Reale, oggi, come 5 anni fa, assistiamo attoniti alla svendita su commissione di un patrimonio inestimabile che riteniamo non di proprietà degli amministratori locali, ma di tutti.

Chiediamo al Ministro Franceschini e alla Sindaca Appendino di ripensarci, di prestare attenzione e ascolto a tanti Cittadini e all’UNESCO stessa, affinché della Cavallerizza Reale non sia fatta l’ennesima speculazione a vantaggio di pochi e a scapito della collettività.

Comunicato 21/12/2020

Associazione Salviamo Cavallerizza

*A Torino, fanno parte del Patrimonio Mondiale: i Musei Reali (Palazzo Reale, Biblioteca Reale, Armeria Reale, Giardini Reali, Palazzo Chiablese); il Castello del Valentino; Palazzo Carignano; Palazzo Madama; Villa della Regina; Archivio di Stato; Palazzo della Prefettura; la Cavallerizza Reale; l’ex Accademia Militare; l’ex Zecca di Stato; la facciata del Teatro Regio.Fuori città e nel resto del Piemonte si trovano: l’Agenzia di Pollenzo; Borgo Castello alla Mandria; il Castello di Agliè; il Castello di Govone; il Castello di Moncalieri; il Castello di Racconigi; il Castello di Rivoli; il Castello di Stupinigi; la Reggia di Venaria Reale.

Comunicato associazione 4/12/2020

Ieri è stato presentato – nelle Commissioni Consiliari competenti – il PUR per la Ex-Cavallerizza Reale. L’assessore Iaria ha illustrato come verrà “riqualificata”. Ancora una volta emerge l’intenzione di farne “uno spezzatino”, operazione che non ha nulla a che vedere con le proposte della Cittadinanza che – nell’ormai lontano maggio 2014 – occupò l’immobile per sottrarlo ad una speculazione edilizia certa.

“Le parti permeabili non coperte da edifici”. Con queste esatte parole sono state definite le parti destinate alla fruizione pubblica. In pratica sono stati indicati i viali e i cortili.

Sono passati oltre 6 anni dall’occupazione nel maggio 2014, ma è come se il tempo si fosse fermato. La Ex-Cavallerizza Reale, oggi come allora, è abbandonata, ferita, preda di speculatori.
Da oltre un anno è anche posta sotto sequestro e transennata. L’accesso ai suoi giardini, chiuso.

Durante la presentazione del PUR, l’assessore ha voluto precisare che sono state tenute in considerazione le osservazioni pervenute dai vari portatori di interesse. Ha citato il Comitato di scopo “Comitato Uso Civico Cavallerizza 14:45”, che è il comitato con cui la Città di Torino si appresterebbe a firmare un patto di collaborazione per l’uso del Salone delle Guardie (l’ex-biglietteria del Teatro Stabile Torino).

Ma questo comitato non potrà mai rappresentare tutte le soggettività che nel tempo hanno preso posizione, nell’interesse generale, sulla destinazione futura della Ex-Cavallerizza Reale.

Coloro che nel 2014 hanno liberato dal degrado la Ex-Cavallerizza Reale avevano come primo obiettivo di riportare questo patrimonio dell’umanità nella disponibilità di Tutt*.

La comunità di riferimento lo ha chiarito in diverse occasioni e successivamente – nel 2017 – ha intrapreso un percorso volto a far sì che la Ex-Cavallerizza Reale fosse riconosciuta dalla Città di Torino come Bene Comune Emergente e che su di essa si applicassero i principi dell’Uso Civico e Collettivo Urbano.

Questo percorso pubblico ha portato, nel maggio 2018, alla stesura di una Carta di autogoverno nella quale sono riassunti i principi attraverso i quali un Bene Comune può [e deve] essere gestito in regime di autogoverno da una comunità di riferimento.
Mai e poi mai è stato chiesto dalla Cittadinanza partecipante di sottoscrivere un “patto di collaborazione” con la Città di Torino; infatti questo strumento si ispira ai principi propri del diritto privato e da tale patto sono perciò esclusi i non sottoscrittori del medesimo.
L’Uso Civico invece si basa sul presupposto opposto: l’inclusione.
Ad essere riconosciuta dalla Città è la modalità di gestione di un Bene, dove sono le pratiche assembleari pubbliche ad essere centrali, libere, attraversabili da tutti i Cittadini.

Ci chiediamo in quale momento, in un percorso per rivendicare una Ex-Cavallerizza Reale completamente pubblica e pienamente attraversabile, si sia deciso di cambiare direzione, riducendosi ad accettare di farsi concedere un piccolo spazio a condizioni e regole scritte da altri.

La Sindaca e la sua amministrazione stanno dimostrando con i fatti di non aver mai avuto l’intenzione di supportare realmente il percorso per restituire la Ex-Cavallerizza Reale alla Cittadinanza – ma non solo, dal momento in cui si tratta di un bene tutelato dall’UNESCO dal 1997 e che fa parte del centro di comando di età barocca in uno con il Teatro Regio, l’Armeria Reale, la Biblioteca Reale, fino al Palazzo Reale ed i Giardini Reali.

Invece di sperimentare un innovativo modello di gestione di un bene comune e di restaurare il complesso con interventi conservativi hanno preferito cedere alle logiche di mercato e di sistema – nascondendosi dietro a questioni di “non fattibilità” e di “impraticabilità”.

Il bene per la Cittadinanza, per la Collettività, bisogna innanzitutto volerlo affinché diventi fattibile e praticabile.
https://cavallerizzareale.wordpress.com/…/osservazioni…/

Per approfondimenti: https://www.facebook.com/…/a.230030843…/1171392066300378
Per aspera sic itur ad astra

COMUNICATO 14/5/2020

Cavallerizza 14:45. Abiura dopo l’appropriazione indebita.
Il Re è Nudo!

Ieri è andata in scena nelle Commissioni Consiliari, ben orchestrata dall’arch. Iaria, la farsa del PURA, ovvero il Progetto Unitario di Riqualificazione Unitaria Alternativo della Cavallerizza Reale. Un progetto che, a detta dei c.d. ex ultimi occupanti della Cavallerizza Reale, doveva segnare una marcata distinzione da quello presentato dal prof. Magnaghi per CDP.

Ancora una volta, gli ultimi ex occupanti, hanno piegato ai loro piccoli interessi personali,quelli della collettività più ampia e hanno ceduto di fronte alla possibilità che nel complesso Unesco venisse insediata la sede della Fondazione di una delle più potenti banche sul territorio: la Compagnia di San Paolo.

Ieri (finalmente!) si è svelata la vera natura del Comitato di scopo: accettare qualsiasi compromesso pur di avere uno spazio in Cavallerizza.

I proponenti del PURA non sono gli unici traditori di un sogno iniziato a maggio 2014 e finito a dicembre 2018 quando all’interno degli spazi della Cavallerizza Reale sono rimasti solo pochi soggetti che hanno preferito le lusinghe del potere ai principi di lotta dei loro compagni. Così un movimento di cittadini, nato dal basso per evitare la speculazione edilizia e lo “spezzatino” di un complesso architettonico unico nel suo genere, che ha avviato una sperimentazione socio culturale di un bene comune, è stato affossato da litigi e stupide questioni personali.

In questo clima di disagio si sono inseriti due personaggi emblematici: prima il prof. Ugo Mattei ispiratore del regolamento dei beni comuni urbani della città di Torino (con il solo scopo di creare Fondazioni a go-go), poi l’ex vicesindaco prof. Guido Montanari, che pur di trovare uno spazio di visibilità, hanno iniziato a dialogare con una frangia degli ultimi ex occupanti per imporre la loro visione, sempre contrastata in precedenza, al solo scopo di creare un forte tandem spendibile per la campagna elettorale per il 2021.

Finisce nel peggiore dei modi quello che in altre realtà d’Italia sta proseguendo in maniera eccelsa: la vera sperimentazione di spazi utilizzati dai cittadini nel segno dei beni comuni. E non ci riferiamo solo all’ex Asilo Filangieri di Napoli, ma anche a Bari, a Bologna a Firenze: e l’elenco è davvero lungo.

Torino ha scelto di non seguire una strada virtuosa come hanno fatto altre realtà territoriali, ha preferito chiudersi o meglio ha lasciato campo libero ai poteri forti della città: è questa, al momento, la prima autentica vittoria del “Sistema Torino” che nella vicenda Cavallerizza ha mostrato il suo vero volto, ha trovato la sintesi unitaria del potere.

Ha colto nel segno la sen. Margherita Corrado (M5S) che ieri in aula al Senato ha dichiarato come “in certi ambienti l’emergenza sembra favorire, sviando l’attenzione, maneggi condotti in danno dell’interesse pubblico.”.

Report Assemblea 24/11/2019

REPORT INTEGRALE
“ASSEMBLEA CAVALLERIZZA 14:45 del 24/11/2019
avente per O.d.G.:
– Costituzione Forma Giuridica Comitato di Scopo
– Raccolta Adesioni
– Proposte Emendamenti al Verbale di Intesa
– Stesura di Comunicato Stampa Partecipato
– Proposte
Come da deliberazione assunta nella precedente seduta del  17/11/2019, Assemblea Cavallerizza 14:45 si è riunita in data 24/11/2019.
Dovendo  in primis constatare l’indisponibilità di una sede al coperto, in quanto l’assessore Iaria, anziché fornire indicazioni logistiche – come si era impegnato a fare nella riunione del 17/11 che lo aveva visto tra i partecipanti – non ha risposto ai solleciti in tal senso da parte di AC 14:45. È stato rintracciato solo un suo commento pubblico, sotto un post in facebook di Sistema Torino pubblicato il 24 novembre, qui di seguito riportato:
“Antonino Iaria: Per me l’assemblea è quella a cui ho partecipato la scorsa settimana, nella quale si è deciso prima di fare l’assemblea domenica e poi di rimandarla. Quindi non verrò”.
l’Assemblea Cavallerizza 14:45 ha convenuto di riunirsi – perdurando il maltempo –  sotto i portici di Piazza Castello, di fronte all’ingresso del Teatro Regio, quale luogo pubblico più convenientemente accessibile.
Durante le fasi di lavoro iniziali, i  partecipanti sono stati avvicinati dal Dirigente responsabile del Commissariato “Centro”, dr. Gianmaria Sertorio, accompagnato da alcuni suoi collaboratori, mentre altri rappresentanti delle Forze dell’Ordine, in tenuta anti sommossa, nei pressi del loro furgone cellulare presidiavano la zona.
Il dr. Sertorio ha chiesto, con estremo garbo e cortesia, ai Cittadini riuniti i motivi di quell’assembramento. Con altrettanta disponibilità e cortesia, sono state spiegate le ragioni di quella circostanza, mostrando – nella sua eloquenza – il messaggio dell’assessore sunnominato. Ragioni che, infatti, il dr. Sertorio ha mostrato di comprendere perfettamente.
È stato quindi chiesto, dai partecipanti all’Assemblea, se fosse il loro riunirsi,  civile e legittimo, la ragione di quel cospicuo (e costoso) spiegamento di forze. Il Commissario ha confermato, giustificando la circostanza come suo debito d’ufficio, avendo ricevuto una non meglio precisata “segnalazione”.
Ripresi i lavori, l’AC 14:45  ha poi deciso – considerata la capienza dei locali in questione  – di proseguire la discussione presso la Caffetteria Reale.
Di questo cambiamento di sede, si è provveduto a informare i poliziotti presenti, invitandoli a trasferirsi in Caffetteria Reale sia per poter proseguire con più agio nei loro compiti di sorveglianza, sia anche, volendo, per contribuire in quanto Cittadini ai lavori dell’Assemblea stessa.
Declinato l’invito, si è dunque preso commiato dai Tutori dell’Ordine in un clima pacato di grande affabilità.
Nel prosieguo dei lavori l’Assemblea Cavallerizza 14:45, affrontando il punto all’ordine del giorno circa la costituzione di un Comitato di Scopo o altra forma giuridica, ha unanimemente convenuto sull’opportunità di rappresentare al Prefetto di Torino, quale rappresentante istituzionale interessato, una precisazione relativa alla capacità di agire quale soggetto giuridico riconosciuta all’Assemblea Cavallerizza 14:45  dal Comune di Torino, con Mozione n. 69 del 25 Settembre 2017.
Si conviene sul fatto di inviare al Prefetto al più presto – considerati i tempi contingentati una- lettera nella quale esporre la precisazione di cui sopra. Se ne definiscono i punti essenziali da toccare e si demanda ad alcuni volenterosi partecipanti dell’Assemblea di redarla in forma finita e di inviarla il prima possibile – anche in copia, per conoscenza, ai soggetti istituzionali interessati – oltre ad avere cura di pubblicizzarla attraverso i canali mediatici a disposizione.
Si ricorda infatti come sia prerogativa dell’Assemblea far conoscere sempre e coinvolgere nelle sue attività quante più persone possibile.
A seguito delle dichiarazioni dell’assessore  Iaria durante l’assemblea cittadina del 17/11, si ritiene necessario chiedere quali siano gli estremi dell’accordo fra Amministrazione e Cassa Depositi e Prestiti, circa gli spazi che quest’ultima dovrebbe mettere a disposizione dell’Assemblea Cavallerizza14:45 per consentire i periodici incontri cittadini.
Viene ribadita la necessità che vengano promosse e predisposte dall’Amministrazione una presentazione ed una discussione pubbliche del Masterplan/Piano Unitario di Riqualificazione, commissionato da CDP, riguardante il compendio della ex Cavallerizza Reale.
Si rimarca la necessità di promuovere un piano per la tutela del compendio, nella sua unitarietà
I lavori si chiudono, riconvocando L’ASSEMBLEA CITTADINA, col medesimo O..d.G.,
PER DOMENICA 1 DICEMBRE ALLE ORE 16.00,IN LUOGO DA CONFERMARE, restando in attesa di ricevere indicazioni dall’assessore Iaria circa la disponibilità di spazi nei quali potersi riunire.
#AssembleaCittadina #assemblea
#Cavallerizza #CavallerizzaReale #UNESCO #BeneComune #Torino #Turin #Partecipazione #Cittadinanza #Delibera #UsoCivico #AssembleaCavallerizza1445 #AC1445 #SalviamoCavallerizza
#AssociazioneSalviamoCavallerizza
#CavallerizzaIrreale  #CoordinamentoBeniComuniTorino #lettera #Prefetto #Sindaca #Assessori #CDP #sgombero

24/11/2019 Prosecuzione Assemblea Pubblica

Aggiornamento.

La scorsa domenica, l’Assemblea Cavallerizza 14:45 riunita ha deliberato di riconvocarsi nuovamente questa domenica, 24 novembre 2019.

Nella notte di sabato, 23 Novembre 2019, alle 0:36 del mattino, alcuni partecipanti all’Assemblea, firmandosi come “Cavallerizza Irreale”, hanno annunciato la decisione – del tutto arbitraria, presa non si sa dove né come – di rinviare la convocazione.
Prendiamo atto, con rammarico che, evidentemente, queste persone non intendono essere parte di un percorso pubblico e partecipato.
L’Assemblea Cavallerizza 14:45 resta in attesa di conoscere dall’Amministrazione – in particolare, dall’assessore Antonino Iaria che si è pubblicamente impegnato in tal senso – in quale luogo potrà riunirsi.
Nel caso di latitanza da parte istituzionale, l’Assemblea Cavallerizza 14:45 – considerato che la prevista pioggia renderebbe impraticabile il cortile di Cavallerizza Reale – si intende COMUNQUE CONVOCATA

DOMENICA 24 NOVEMBRE alle ORE 16.00

sotto i portici di piazza Castello, di fronte al Teatro Regio e Piazzetta Carlo Mollino.

O.d.G:
– Costituzione Comitato di Scopo
– Elezione Rappresentante Legale
– Emendamenti Al Verbale di Intesa
– Comunicato Stampa partecipato

#Cavallerizza #CavallerizzaReale #UNESCO #BeneComune #Torino #Turin #Partecipazione #Cittadinanza #Delibera #UsoCivico #AssembleaCavallerizza1445 #AC1445 #SalviamoCavallerizza
#AssociazioneSalviamoCavallerizza
#CavallerizzaIrreale #CoordinamentoBeniComuniTorino #sgombero

evento fb https://www.facebook.com/events/438207427074820/

——-

Prosecuzione Assemblea pubblica del 17/11/2019 in merito alla costituzione di un soggetto giuridico per la prosecuzione delle attività presso la Cavallerizza Reale.

Domenica 24/11/2019 ore 16.00
O.d.G:

– Costituzione Comitato di Scopo
– Elezione Rappresentante Legale
– Emendamenti Al Verbale di Intesa
– Comunicato Stampa partecipato

report assemblea del 17/11 https://wp.me/p4FqpN-7i4

siamo in attesa di conoscere la sede, appena l’Assessore Iaria ci darà conferma degli spazi vi aggiorneremo.

 

 

Proposta alternativa al comitato di scopo

VERBALE DI INTESA TRA LA CITTA’ DI TORINO, LA PREFETTURA DI TORINO E LA

DELEGAZIONE PER L’ASSEMBLEA PER LA FUTURA DESTINAZIONE DEGLI SPAZI

PROPOSTA ALTERNATIVA AL COMITATO DI SCOPO PREVISTO NEL VERNALE. (LE PARTI IN ROSSO SONO LE PROPOSTE DEL COMITATO

VERBALE DI INTESA TRA LA CITTA’ DI TORINO, LA PREFETTURA DI TORINO E LA DELEGAZIONE PER L’ASSEMBLEA PER LA FUTURA DESTINAZIONE DEGLI SPAZI INDIVIDUATI ALL’INTERNO DEL COMPLESSO IMMOBILIARE DETTO DELLA “EX CAVALLERIZZA REALE”.

 

Premesso che:

Il grande complesso immobiliare sito in Torino, via Verdi 7-9, meglio conosciuta come “ex Cavallerizza Reale”, edificato tra XVII e XIX, riveste eccezionale interesse storico-architettonico, tanto che è stato dichiarato di interesse storico-architettonico particolarmente importante con D.M. del 28/05/1968 ed è iscritto dal dicembre 2007 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, come parte del sito seriale delle Residenze Sabaude.

Il 5 aprile 2003 veniva siglato un primo un protocollo di intesa tra il MEF-Agenzia del Demanio, sede centrale e la Città di Torino, che si proponeva la valorizzazione della Cavallerizza attraverso l’inserimento di numerose diverse attività, pubbliche e private.

Il 1 agosto 2005 veniva rilasciata dalla Direzione Regionale del Piemonte l’autorizzazione ad alienare il bene, condizionata al mantenimento della pubblica fruizione e alla destinazione ad attività culturali, espositive e museali, ad attività commerciali e artigianali se compatibili con il decoro monumentale e ad usi ricettivi e residenziali.

Il 21 novembre 2007 il Ministero dell’Economie e delle Finanze disponeva la vendita al Comune di Torino della parte orientale del complesso, in seguito, sempre d’intesa con l’Agenzia del Demanio, la Città approvava un programma di cartolarizzazione, e con atto del 30/12/2010, cedeva tali parti alla CCT s.r.l. – Cartolarizzazione Città di Torino, società a socio unico costituito dalla Città di Torino, ai fini della loro dismissione.

Nel 2014, alcuni gruppi ed associazioni culturali ed artistiche che hanno utilizzato il complesso, al fine di presidiarne la destinazione ad uso pubblico, hanno avviato un processo partecipativo organizzato che, peraltro, si è tradotto in una occupazione di parte del complesso, da allora destinata da alcuni occupanti anche a residenza, in assenza di titolo legittimante.

Nel 2017 Il Consiglio comunale ha approvato la Mozione n. 69/2017, 03094/002, chiedendo di richiedere alle istituzioni sovraordinate regionali, nazionali ed europee i fondi necessari a garantire il reintegro della porzione cartolarizzata della Cavallerizza reale al patrimonio della città.

Tutto ciò premesso, considerato che:

– È interesse di tutte le parti coinvolte che l’utilizzazione del complesso si svolga nel contesto dell’osservanza delle norme di legge, di rapporti condivisi e soprattutto nel quadro di piene garanzie per quanto attiene alla sicurezza e all’incolumità di qualsiasi soggetto che acceda agli spazi.

– Il complesso immobiliare versa in condizioni manutentive particolarmente delicate e necessita di importanti interventi finalizzati innanzitutto alla sua messa in sicurezza e, in una successiva fase, al suo recupero complessivo.

1.

– È interesse delle parti sottoscriventi di favorire un ampio utilizzo pubblico con iniziative aperte ai cittadini e funzioni collettive a favore del pubblico, la cui gestione potrò essere anche ricondotta al concetto di bene comune, come delineato dalle leggi e dal regolamento comunale.

– È in fase avanzata l’iter di approvazione del Regolamento dei beni comuni della Città di Torino, circostanza che consisterà di informare a tale disciplina l’utilizzazione delle parti del complesso destinate ad usi collettivi.

– Sono state attivate iniziative, anche nei confronti del Ministero competente, per il reperimento delle risorse che consentiranno di realizzare, con la massima celerità, i lavori di restauro e di messa in sicurezza sul complesso per una compiuta riqualificazione ed una pubblica fruizione di locali stessi.

– La realizzazione degli interventi di cui al punto precedente, fondamentale a garantire un impiego in sicurezza degli spazi, non potrà avere svolgimento se non al momento in cui il complesso immobiliare risulti completamente libero da persone e cose.

Le parti sottoscriventi, concordando su quanto precede, si impegnano a dare luogo alle seguenti azioni:

LA DELEGAZIONE DELL’ASSEMBLEA, in rappresentanza degli attuali utilizzatori dell’assemblea pubblica, a:

1) Creare, entro e non oltre 10 giorni dalla sottoscrizione, un comitato di scopo – o altra realtà collettiva dotata di soggettività giuridica – rappresentativo della comunità artistica di riferimento interessata alla futura destinazione di una porzione del complesso;

1) attuare la Dichiarazione di uso civico e collettivo urbano elaborata e approvata dall’assemblea Cavallerizza 14.45 a maggio 2018 con un percorso partecipato e pubblico, come da Mozione del Consiglio comunale n. 69/2017, 03094/002, e successivamente consegnata all’Amministrazione comunale;

2) provvedere – nei limiti delle proprie possibilità – di comune accordo a liberare l’intero complesso immobiliare da persone e cose, e più precisamente nel corso della corrente settimana per l’allontanamento delle persone che vi vivono e lavorano ed entro la settimana successiva per il trasferimento dei beni, al fine di consentire la messa in sicurezza degli spazi e l’avvio degli interventi di manutenzione del complesso;

3) consentire la ricollocazione di eventuali beni materiali risultanti dalla liberazione del complesso in spazi idonei messi a disposizione della Città di Torino all’espresso scopo di favorire l’avvio nei tempi più rapidi dei già citati interventi manutentivi.

IL COMUNE DI TORINO a

a) riconoscere l’uso civico e collettivo urbano, come da Mozione del Consiglio comunale n. 69/2017, 03094/002, sulle porzioni di Cavallerizza nella disponibilità della Città di Torino;

b) consentire, nelle more della realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e di manutenzione di cui alle premesse, il temporaneo svolgimento delle attività artistiche e la collocazione degli eventuali materiali che hanno trovato riferimento nel complesso in altri spazi adeguati, mediante ricorso a strumenti di assegnazione informati ai regolamenti e procedure proprie della Città di Torino;

b) coinvolgere le assemblee pubbliche il soggetto di cui al punto 1), sulla base e in osservanza delle procedure previste dal Regolamento dei beni comuni della Città di Torino, nelle decisioni relative al complesso della Cavallerizza alla porzione del complesso immobiliare che già in questa sede viene individuata nell’area “Sala delle Guardie”, come indicata nell’allegato A), e dell’uso della relativa porzione di corte, compatibilmente con le esigenze di messa in sicurezza, il medesimo spazio verrà reso disponibile non appena ultimati tali lavori, nell’ottica di assicurare la continuità dell’esperienza artistica e culturale già avviata; gli interventi predetti avranno luogo con la massima celerità, nel rispetto del quadro normativo vigente;

c) rigettare qualsiasi tentativo di privatizzazione anche parziale del complesso, ponendo dei limiti in merito alle destinazioni d’uso degli spazi che devono essere volti ad ospitare esclusivamente aree ad uso espositivo, culturale e relative a servizi pubblici.

incrementare la proprietà pubblica e massimizzare l’utilizzo pubblico delle porzioni monumentali della “ex Cavallerizza Reale”;

d) attivare ogni possibile percorso pubblico per individuare soluzioni abitative a favore delle persone in condizione di disagio, utilizzando gli strumenti delle politiche sociali e abitative della Città di Torino;

e) individuare spazi idonei a garantire la continuità delle manifestazione di particolare rilevanza (ad esempio, “Here”, “Anomalie”, “Agorà”…);

f) favorire, nelle more dei lavori di sistemazione della “Sala delle Guardie”, l’utilizzo temporaneo di spazi di prossimità per lo svolgimento, con cadenza settimanale, dell’attività assembleare, da concordare con il soggetto gestore (CDP).

LA PREFETTURA

Svolgerà costante attività di monitoraggio sullo svolgimento del percorso così concordato attraverso periodiche riunioni con i sottoscrittori del presente verbale, a garanzia di quanto convenuto, al fine di tutelare la pubblica incolumità e di favorire lo sviluppo e la coesione sociale del territorio.

LE PARTI

Si impegnano a costituire di comune accordo un Osservatorio che vigili sull’attuazione del protocollo. La composizione dell’Osservatorio assicura un’adeguata rappresentanza di tutte le anime dell’Assemblea pubblica di Cavallerizza di cui al punto 1). L’organo decide per consenso.

Si impegnano a verificare congiuntamente l’attuazione del presente verbale di intesa entro 7 giorni dalla costituzione del comitato di scopo – o altra realtà collettiva dotata di soggettività giuridica – e dall’Approvazione del Regolamento sui Beni Comuni da parte del Consiglio Comunale.

Dopo la costituzione dell’entità giuridica di cui sopra, potrà essere sottoscritto, entro la medesima data un atto confermativo del presente verbale e, ove necessario, un atto integrativo.

Si impegnano, inoltre, a istituire un tavolo permanente che, con cadenza mensile, verificherà il percorso delineato dal presente verbale.

Torino, 17 novembre 2019