Report Assemblea 24/11/2019

REPORT INTEGRALE
“ASSEMBLEA CAVALLERIZZA 14:45 del 24/11/2019
avente per O.d.G.:
– Costituzione Forma Giuridica Comitato di Scopo
– Raccolta Adesioni
– Proposte Emendamenti al Verbale di Intesa
– Stesura di Comunicato Stampa Partecipato
– Proposte
Come da deliberazione assunta nella precedente seduta del  17/11/2019, Assemblea Cavallerizza 14:45 si è riunita in data 24/11/2019.
Dovendo  in primis constatare l’indisponibilità di una sede al coperto, in quanto l’assessore Iaria, anziché fornire indicazioni logistiche – come si era impegnato a fare nella riunione del 17/11 che lo aveva visto tra i partecipanti – non ha risposto ai solleciti in tal senso da parte di AC 14:45. È stato rintracciato solo un suo commento pubblico, sotto un post in facebook di Sistema Torino pubblicato il 24 novembre, qui di seguito riportato:
“Antonino Iaria: Per me l’assemblea è quella a cui ho partecipato la scorsa settimana, nella quale si è deciso prima di fare l’assemblea domenica e poi di rimandarla. Quindi non verrò”.
l’Assemblea Cavallerizza 14:45 ha convenuto di riunirsi – perdurando il maltempo –  sotto i portici di Piazza Castello, di fronte all’ingresso del Teatro Regio, quale luogo pubblico più convenientemente accessibile.
Durante le fasi di lavoro iniziali, i  partecipanti sono stati avvicinati dal Dirigente responsabile del Commissariato “Centro”, dr. Gianmaria Sertorio, accompagnato da alcuni suoi collaboratori, mentre altri rappresentanti delle Forze dell’Ordine, in tenuta anti sommossa, nei pressi del loro furgone cellulare presidiavano la zona.
Il dr. Sertorio ha chiesto, con estremo garbo e cortesia, ai Cittadini riuniti i motivi di quell’assembramento. Con altrettanta disponibilità e cortesia, sono state spiegate le ragioni di quella circostanza, mostrando – nella sua eloquenza – il messaggio dell’assessore sunnominato. Ragioni che, infatti, il dr. Sertorio ha mostrato di comprendere perfettamente.
È stato quindi chiesto, dai partecipanti all’Assemblea, se fosse il loro riunirsi,  civile e legittimo, la ragione di quel cospicuo (e costoso) spiegamento di forze. Il Commissario ha confermato, giustificando la circostanza come suo debito d’ufficio, avendo ricevuto una non meglio precisata “segnalazione”.
Ripresi i lavori, l’AC 14:45  ha poi deciso – considerata la capienza dei locali in questione  – di proseguire la discussione presso la Caffetteria Reale.
Di questo cambiamento di sede, si è provveduto a informare i poliziotti presenti, invitandoli a trasferirsi in Caffetteria Reale sia per poter proseguire con più agio nei loro compiti di sorveglianza, sia anche, volendo, per contribuire in quanto Cittadini ai lavori dell’Assemblea stessa.
Declinato l’invito, si è dunque preso commiato dai Tutori dell’Ordine in un clima pacato di grande affabilità.
Nel prosieguo dei lavori l’Assemblea Cavallerizza 14:45, affrontando il punto all’ordine del giorno circa la costituzione di un Comitato di Scopo o altra forma giuridica, ha unanimemente convenuto sull’opportunità di rappresentare al Prefetto di Torino, quale rappresentante istituzionale interessato, una precisazione relativa alla capacità di agire quale soggetto giuridico riconosciuta all’Assemblea Cavallerizza 14:45  dal Comune di Torino, con Mozione n. 69 del 25 Settembre 2017.
Si conviene sul fatto di inviare al Prefetto al più presto – considerati i tempi contingentati una- lettera nella quale esporre la precisazione di cui sopra. Se ne definiscono i punti essenziali da toccare e si demanda ad alcuni volenterosi partecipanti dell’Assemblea di redarla in forma finita e di inviarla il prima possibile – anche in copia, per conoscenza, ai soggetti istituzionali interessati – oltre ad avere cura di pubblicizzarla attraverso i canali mediatici a disposizione.
Si ricorda infatti come sia prerogativa dell’Assemblea far conoscere sempre e coinvolgere nelle sue attività quante più persone possibile.
A seguito delle dichiarazioni dell’assessore  Iaria durante l’assemblea cittadina del 17/11, si ritiene necessario chiedere quali siano gli estremi dell’accordo fra Amministrazione e Cassa Depositi e Prestiti, circa gli spazi che quest’ultima dovrebbe mettere a disposizione dell’Assemblea Cavallerizza14:45 per consentire i periodici incontri cittadini.
Viene ribadita la necessità che vengano promosse e predisposte dall’Amministrazione una presentazione ed una discussione pubbliche del Masterplan/Piano Unitario di Riqualificazione, commissionato da CDP, riguardante il compendio della ex Cavallerizza Reale.
Si rimarca la necessità di promuovere un piano per la tutela del compendio, nella sua unitarietà
I lavori si chiudono, riconvocando L’ASSEMBLEA CITTADINA, col medesimo O..d.G.,
PER DOMENICA 1 DICEMBRE ALLE ORE 16.00,IN LUOGO DA CONFERMARE, restando in attesa di ricevere indicazioni dall’assessore Iaria circa la disponibilità di spazi nei quali potersi riunire.
#AssembleaCittadina #assemblea
#Cavallerizza #CavallerizzaReale #UNESCO #BeneComune #Torino #Turin #Partecipazione #Cittadinanza #Delibera #UsoCivico #AssembleaCavallerizza1445 #AC1445 #SalviamoCavallerizza
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#CavallerizzaIrreale  #CoordinamentoBeniComuniTorino #lettera #Prefetto #Sindaca #Assessori #CDP #sgombero

24/11/2019 Prosecuzione Assemblea Pubblica

Aggiornamento.

La scorsa domenica, l’Assemblea Cavallerizza 14:45 riunita ha deliberato di riconvocarsi nuovamente questa domenica, 24 novembre 2019.

Nella notte di sabato, 23 Novembre 2019, alle 0:36 del mattino, alcuni partecipanti all’Assemblea, firmandosi come “Cavallerizza Irreale”, hanno annunciato la decisione – del tutto arbitraria, presa non si sa dove né come – di rinviare la convocazione.
Prendiamo atto, con rammarico che, evidentemente, queste persone non intendono essere parte di un percorso pubblico e partecipato.
L’Assemblea Cavallerizza 14:45 resta in attesa di conoscere dall’Amministrazione – in particolare, dall’assessore Antonino Iaria che si è pubblicamente impegnato in tal senso – in quale luogo potrà riunirsi.
Nel caso di latitanza da parte istituzionale, l’Assemblea Cavallerizza 14:45 – considerato che la prevista pioggia renderebbe impraticabile il cortile di Cavallerizza Reale – si intende COMUNQUE CONVOCATA

DOMENICA 24 NOVEMBRE alle ORE 16.00

sotto i portici di piazza Castello, di fronte al Teatro Regio e Piazzetta Carlo Mollino.

O.d.G:
– Costituzione Comitato di Scopo
– Elezione Rappresentante Legale
– Emendamenti Al Verbale di Intesa
– Comunicato Stampa partecipato

#Cavallerizza #CavallerizzaReale #UNESCO #BeneComune #Torino #Turin #Partecipazione #Cittadinanza #Delibera #UsoCivico #AssembleaCavallerizza1445 #AC1445 #SalviamoCavallerizza
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evento fb https://www.facebook.com/events/438207427074820/

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Prosecuzione Assemblea pubblica del 17/11/2019 in merito alla costituzione di un soggetto giuridico per la prosecuzione delle attività presso la Cavallerizza Reale.

Domenica 24/11/2019 ore 16.00
O.d.G:

– Costituzione Comitato di Scopo
– Elezione Rappresentante Legale
– Emendamenti Al Verbale di Intesa
– Comunicato Stampa partecipato

report assemblea del 17/11 https://wp.me/p4FqpN-7i4

siamo in attesa di conoscere la sede, appena l’Assessore Iaria ci darà conferma degli spazi vi aggiorneremo.

 

 

Proposta alternativa al comitato di scopo

VERBALE DI INTESA TRA LA CITTA’ DI TORINO, LA PREFETTURA DI TORINO E LA

DELEGAZIONE PER L’ASSEMBLEA PER LA FUTURA DESTINAZIONE DEGLI SPAZI

PROPOSTA ALTERNATIVA AL COMITATO DI SCOPO PREVISTO NEL VERNALE. (LE PARTI IN ROSSO SONO LE PROPOSTE DEL COMITATO

VERBALE DI INTESA TRA LA CITTA’ DI TORINO, LA PREFETTURA DI TORINO E LA DELEGAZIONE PER L’ASSEMBLEA PER LA FUTURA DESTINAZIONE DEGLI SPAZI INDIVIDUATI ALL’INTERNO DEL COMPLESSO IMMOBILIARE DETTO DELLA “EX CAVALLERIZZA REALE”.

 

Premesso che:

Il grande complesso immobiliare sito in Torino, via Verdi 7-9, meglio conosciuta come “ex Cavallerizza Reale”, edificato tra XVII e XIX, riveste eccezionale interesse storico-architettonico, tanto che è stato dichiarato di interesse storico-architettonico particolarmente importante con D.M. del 28/05/1968 ed è iscritto dal dicembre 2007 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, come parte del sito seriale delle Residenze Sabaude.

Il 5 aprile 2003 veniva siglato un primo un protocollo di intesa tra il MEF-Agenzia del Demanio, sede centrale e la Città di Torino, che si proponeva la valorizzazione della Cavallerizza attraverso l’inserimento di numerose diverse attività, pubbliche e private.

Il 1 agosto 2005 veniva rilasciata dalla Direzione Regionale del Piemonte l’autorizzazione ad alienare il bene, condizionata al mantenimento della pubblica fruizione e alla destinazione ad attività culturali, espositive e museali, ad attività commerciali e artigianali se compatibili con il decoro monumentale e ad usi ricettivi e residenziali.

Il 21 novembre 2007 il Ministero dell’Economie e delle Finanze disponeva la vendita al Comune di Torino della parte orientale del complesso, in seguito, sempre d’intesa con l’Agenzia del Demanio, la Città approvava un programma di cartolarizzazione, e con atto del 30/12/2010, cedeva tali parti alla CCT s.r.l. – Cartolarizzazione Città di Torino, società a socio unico costituito dalla Città di Torino, ai fini della loro dismissione.

Nel 2014, alcuni gruppi ed associazioni culturali ed artistiche che hanno utilizzato il complesso, al fine di presidiarne la destinazione ad uso pubblico, hanno avviato un processo partecipativo organizzato che, peraltro, si è tradotto in una occupazione di parte del complesso, da allora destinata da alcuni occupanti anche a residenza, in assenza di titolo legittimante.

Nel 2017 Il Consiglio comunale ha approvato la Mozione n. 69/2017, 03094/002, chiedendo di richiedere alle istituzioni sovraordinate regionali, nazionali ed europee i fondi necessari a garantire il reintegro della porzione cartolarizzata della Cavallerizza reale al patrimonio della città.

Tutto ciò premesso, considerato che:

– È interesse di tutte le parti coinvolte che l’utilizzazione del complesso si svolga nel contesto dell’osservanza delle norme di legge, di rapporti condivisi e soprattutto nel quadro di piene garanzie per quanto attiene alla sicurezza e all’incolumità di qualsiasi soggetto che acceda agli spazi.

– Il complesso immobiliare versa in condizioni manutentive particolarmente delicate e necessita di importanti interventi finalizzati innanzitutto alla sua messa in sicurezza e, in una successiva fase, al suo recupero complessivo.

1.

– È interesse delle parti sottoscriventi di favorire un ampio utilizzo pubblico con iniziative aperte ai cittadini e funzioni collettive a favore del pubblico, la cui gestione potrò essere anche ricondotta al concetto di bene comune, come delineato dalle leggi e dal regolamento comunale.

– È in fase avanzata l’iter di approvazione del Regolamento dei beni comuni della Città di Torino, circostanza che consisterà di informare a tale disciplina l’utilizzazione delle parti del complesso destinate ad usi collettivi.

– Sono state attivate iniziative, anche nei confronti del Ministero competente, per il reperimento delle risorse che consentiranno di realizzare, con la massima celerità, i lavori di restauro e di messa in sicurezza sul complesso per una compiuta riqualificazione ed una pubblica fruizione di locali stessi.

– La realizzazione degli interventi di cui al punto precedente, fondamentale a garantire un impiego in sicurezza degli spazi, non potrà avere svolgimento se non al momento in cui il complesso immobiliare risulti completamente libero da persone e cose.

Le parti sottoscriventi, concordando su quanto precede, si impegnano a dare luogo alle seguenti azioni:

LA DELEGAZIONE DELL’ASSEMBLEA, in rappresentanza degli attuali utilizzatori dell’assemblea pubblica, a:

1) Creare, entro e non oltre 10 giorni dalla sottoscrizione, un comitato di scopo – o altra realtà collettiva dotata di soggettività giuridica – rappresentativo della comunità artistica di riferimento interessata alla futura destinazione di una porzione del complesso;

1) attuare la Dichiarazione di uso civico e collettivo urbano elaborata e approvata dall’assemblea Cavallerizza 14.45 a maggio 2018 con un percorso partecipato e pubblico, come da Mozione del Consiglio comunale n. 69/2017, 03094/002, e successivamente consegnata all’Amministrazione comunale;

2) provvedere – nei limiti delle proprie possibilità – di comune accordo a liberare l’intero complesso immobiliare da persone e cose, e più precisamente nel corso della corrente settimana per l’allontanamento delle persone che vi vivono e lavorano ed entro la settimana successiva per il trasferimento dei beni, al fine di consentire la messa in sicurezza degli spazi e l’avvio degli interventi di manutenzione del complesso;

3) consentire la ricollocazione di eventuali beni materiali risultanti dalla liberazione del complesso in spazi idonei messi a disposizione della Città di Torino all’espresso scopo di favorire l’avvio nei tempi più rapidi dei già citati interventi manutentivi.

IL COMUNE DI TORINO a

a) riconoscere l’uso civico e collettivo urbano, come da Mozione del Consiglio comunale n. 69/2017, 03094/002, sulle porzioni di Cavallerizza nella disponibilità della Città di Torino;

b) consentire, nelle more della realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e di manutenzione di cui alle premesse, il temporaneo svolgimento delle attività artistiche e la collocazione degli eventuali materiali che hanno trovato riferimento nel complesso in altri spazi adeguati, mediante ricorso a strumenti di assegnazione informati ai regolamenti e procedure proprie della Città di Torino;

b) coinvolgere le assemblee pubbliche il soggetto di cui al punto 1), sulla base e in osservanza delle procedure previste dal Regolamento dei beni comuni della Città di Torino, nelle decisioni relative al complesso della Cavallerizza alla porzione del complesso immobiliare che già in questa sede viene individuata nell’area “Sala delle Guardie”, come indicata nell’allegato A), e dell’uso della relativa porzione di corte, compatibilmente con le esigenze di messa in sicurezza, il medesimo spazio verrà reso disponibile non appena ultimati tali lavori, nell’ottica di assicurare la continuità dell’esperienza artistica e culturale già avviata; gli interventi predetti avranno luogo con la massima celerità, nel rispetto del quadro normativo vigente;

c) rigettare qualsiasi tentativo di privatizzazione anche parziale del complesso, ponendo dei limiti in merito alle destinazioni d’uso degli spazi che devono essere volti ad ospitare esclusivamente aree ad uso espositivo, culturale e relative a servizi pubblici.

incrementare la proprietà pubblica e massimizzare l’utilizzo pubblico delle porzioni monumentali della “ex Cavallerizza Reale”;

d) attivare ogni possibile percorso pubblico per individuare soluzioni abitative a favore delle persone in condizione di disagio, utilizzando gli strumenti delle politiche sociali e abitative della Città di Torino;

e) individuare spazi idonei a garantire la continuità delle manifestazione di particolare rilevanza (ad esempio, “Here”, “Anomalie”, “Agorà”…);

f) favorire, nelle more dei lavori di sistemazione della “Sala delle Guardie”, l’utilizzo temporaneo di spazi di prossimità per lo svolgimento, con cadenza settimanale, dell’attività assembleare, da concordare con il soggetto gestore (CDP).

LA PREFETTURA

Svolgerà costante attività di monitoraggio sullo svolgimento del percorso così concordato attraverso periodiche riunioni con i sottoscrittori del presente verbale, a garanzia di quanto convenuto, al fine di tutelare la pubblica incolumità e di favorire lo sviluppo e la coesione sociale del territorio.

LE PARTI

Si impegnano a costituire di comune accordo un Osservatorio che vigili sull’attuazione del protocollo. La composizione dell’Osservatorio assicura un’adeguata rappresentanza di tutte le anime dell’Assemblea pubblica di Cavallerizza di cui al punto 1). L’organo decide per consenso.

Si impegnano a verificare congiuntamente l’attuazione del presente verbale di intesa entro 7 giorni dalla costituzione del comitato di scopo – o altra realtà collettiva dotata di soggettività giuridica – e dall’Approvazione del Regolamento sui Beni Comuni da parte del Consiglio Comunale.

Dopo la costituzione dell’entità giuridica di cui sopra, potrà essere sottoscritto, entro la medesima data un atto confermativo del presente verbale e, ove necessario, un atto integrativo.

Si impegnano, inoltre, a istituire un tavolo permanente che, con cadenza mensile, verificherà il percorso delineato dal presente verbale.

Torino, 17 novembre 2019

 

L’Unesco contro i Masterplan

COMUNICATO STAMPA 10/11/2019

Quali saranno le sorti della ex Cavallerizza Reale di Torino?

Se lo chiedono in molti in queste ultime settimane. Sui quotidiani si leggono annunci di destinazioni d’uso fantasiose, mentre ancora non è stato presentato l’ultimo Masterplan commissionato da CDP (Cassa Depositi e Prestiti) allo studio delll’arch. Agostino Magnaghi. Dalle indiscrezioni questo progetto non sembrerebbe molto diverso dal precedente (il masterplan commissionato da Compagnia di San Paolo alla società Homers), già bocciato dall’organo tecnico dell’Unesco nel 2017 che, entrato nel merito del progetto – resta sconosciuto chi lo abbia fatto pervenire agli uffici Unesco – aveva ritenuto inopportuna quel tipo di trasformazione, tanto che avrebbe pregiudicato anche l’iscrizione del bene tra i siti Unesco.

La ex Cavallerizza Reale, in questi giorni balzata nuovamente alle cronache a seguito di un incendio (il terzo in cinque anni), sembra essere diventata ora una priorità assoluta per l’Amministrazione pentastellata. La Sindaca, insieme al Prefetto, vorrebbero trattare la questione innanzitutto proponendo un accordo ad un ristretto numero di cittadini, attuali occupanti della Cavallerizza. Il contenuto dell’Accordo/protocollo non è stato, per ora, ancora divulgato.

Eppure, all’ingresso di via Verdi della ex Cavallerizza Reale, lo striscione che da cinque anni accoglie chi entra recita: “LA CAVALLERIZZA E’ PER TUTTI”.

Anche secondo la Mozione n. 69, votata positivamente il 25 settembre 2017 in Consiglio Comunale, si sarebbero dovuti supportare percorsi trasparenti e accessibili, aperti alla Cittadinanza, in modo da coinvolgerela il più possibile. E La Cittadinanza infatti era stata chiamata, all’Assemblea Cavallerizza 14:45, a scrivere insieme un documento di autogoverno, al fine di veder riconosciuto l’Uso Civico e Collettivo Urbano della Cavallerizza Reale. Questo percorso era stato intrapreso molto tempo prima, attraverso innumerevoli dibattiti ed assemblee. Persino un incontro tra la sindaca Appendino e il sindaco di Napoli De Magistris, nel marzo 2018, promosso per ribadire come l’autogestione di beni comuni da parte dei Cittadini sia possibile. Cosa dimostrata anche dalla grande partecipazione, sempre piu ampia, al movimento per i Beni Comuni in Italia e oltre nel mondo. Cittadine e cittadini attivi e attenti all’interesse della collettività, che vince sulla logica del profitto.

Nel merito del “progetto di riqualificazione (conosciuto come “PUR” – Piano Unitario di Riqualificazione)” della ex Cavallerizza Reale. Ancora una volta manca una visione d’insieme che contempli tutta la “Zona di Comando” nella sua complessità, tanto meno l’intenzione di un restauro conservativo del bene. Fra le e osservazioni dell’ICOMOS del 2017, relative al precedente Masterplan, che avevano già sollevato dubbi sulle modalità di valorizzazione proposte, si può leggere: “[…] il 79% della superficie totale – sono destinati a funzioni che limitano sostanzialmente l’uso pubblico e ricreativo. Mentre nel documento si afferma che il piano terra sarà destinato ad uso pubblico, i prospetti delle funzioni e dell’accessibilità riportano che anche nei cortili l’accesso pubblico potrebbe essere limitato o impedito in particolari situazioni non specificate”. E ancora: “[…] Tuttavia ICOMOS osserva che considerando il ruolo specifico della Zona di Comando – fulcro del potere Savoia – all’interno della serie di proprietà , ICOMOS suggerisce che il programma di riqualifica necessiti di essere focalizzato sulle dimensioni storiche e culturali del complesso – da prendere nella dovuta considerazione- che vanno oltre le caratteristiche tangibili architettoniche ed artistiche, includendo aspetti intangibili, i.e. il ruolo e le funzioni rappresentate da questo complesso nella politica di sviluppo di potenza dei Duchi di Savoia, il dato di fatto che sia rimasta di proprietà statale fino a poco tempo fa..”

Ben diverse sembrano invece oggi le intenzioni dell’Amministrazione e di CDP sul futuro dell’immobile. Il perché probabilmente lo spiega un articolo di 9/11/2019 del Corriere della Sera “[…] I prestiti sono scaduti nel 2015 e Cct per i debiti non è riuscita ad approvare i suoi bilanci 2016, 2017 e 2018. Uno stallo finito nel luglio 2019 quando il Comune li ha sbloccati prendendosi un impegno preciso. «Il 10 e 18 aprile 2019 la Città ha incontrato le banche finanziatrici e ha concordato un piano dettagliato di dismissione degli asset cartolarizzati per il recupero almeno parziale dei finanziamenti erogati», si legge nel bilancio di Cct. Il Comune ha assicurato di vendere una parte delle proprietà in pancia della società entro il 31 dicembre 2020. Promettendo alle banche, specificamente per i lotti delle ex Cavallerizza Reale e dell’ex Zecca, l’istituzione di un «tavolo tecnico congiunto», anche con la partecipazione di Cdp per stabilire «congiuntamente» le destinazioni d’uso dell’intero complesso e stabilendo le modalità di valorizzazione. Insomma, ben prima del rogo delle Pagliere la sindaca Appendino ha promesso alle banche di vendere il complesso dell’Unesco in via Verdi. Per questo motivo l’approvazione del Pur è irrinunciabile.”

Come cittadine e cittadini attivi dell’Associazone Salviamo Cavallerizza, chiediamo che:

– le osservazioni nell’ICOMOS vengano prese in considerazione (qui la lettera dell’Icomos in italiano e inglese);

– la ex Cavallerizza Reale non venga fatta oggetto di  uno spezzatino scollegato dalla storia del luogo e della Città ma VENGA TUTELATA NELLA SUA UNITARIETÀ.

Associazione Salviamo Cavallerizza

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA DEL 25/10/2019

Apprendiamo dalla maggior parte dei quotidiani che:

“Sindaca e prefetto hanno infatti spiegato agli occupanti che il primo obiettivo sarà quello di “regolarizzare e salvaguardare la Cavallerizza con una corretta applicazione del Regolamento sui beni comuni dei locali e di quegli spazi che, all’interno della Cavallerizza Reale, possono ospitare realtà dell’associazionismo senza fini di lucro che operano nel campo dell’arte e della cultura”.’

Sta quindi accelerando l’iter di attuazione del regolamento sui Beni Comuni della Città di Torino (che ancora non ha completato la sua fase istruttoria) a causa dell’emergenza creata dall’incendio alla ex-Cavallerizza Reale – nella zona detta “Pagliere” – quando, contemporaneamente, il neocostituito Corrdinamento per i Beni Comuni di Torino sta chiedendo a gran voce la revoca del regolamento stesso per com’è stato proposto dalla giunta in quanto viene giudicato negativamente sia per le “innovazioni” che apporta che per la metodologia con cui è stato partorito.

E’ solo di sabato 19/10, infatti, la richiesta avanzata dal Coordinamento BB.CC. per la revoca e la ri-discussione, con modalità assembleari e pubbliche, dell’attuale proposta di giunta per il c.d. “Regolamento Beni Comuni”. Alla richiesta – portata dal Coordinamento BB.CC. fin sotto le porte del comune di Torino – è stato risposto dimostrando, da parte dei consiglieri Carretto ed Albano, la volontà di aprirsi ad un confronto sul tema, con le realtà cittadine TUTTE, durante un’assemblea pubblica da tenersi entro la fine del mese di Ottobre ’19.

Assemblea che ancora “addà venì”

Come Associazione Salviamo Cavallerizza, e come membri fondantori del Coordinamento sui Beni Comuni della Città di Torino, disconosciamo il percorso che prefetto, Amministrazione ed occupanti sembrano intenzionati a voler percorrere ricordando a tutti che la comunità artistica è una conseguenza dell’occupazione, non ne è la causa.

La cause, lo sono sempre state, infatti sono: la necessità di tutelare il bene ex-Cavallerizza Reale nel suo essere monumento appartenente alla storia della ns Nazione, nella sua interezza e unicità e nel suo contesto interno alla cosiddetta “Zona di comando” dei Savoia.

Per questo chiediamo che la discussione sull’attuazione di un documento di autogoverno, che per sua natura appartiene a tutti i cittadini e le cittadine torinesi, non avvenga nel chiuso di una stanza, fra poche persone che non sono rappresentative di tutta la comunità torinese.

https://cavallerizzareale.wordpress.com/dichiarazione-uso-…/

Assemblea21 Attac Torino Comitato Acqua Pubblica Torino Torino 2030 Sistema Torino

ANCORA UN PROTOCOLLO TRA AMMINISTRAZIONE E CDP PER LA EX CAVALLERIZZA REALE

Ancora un nuovo Protocollo di intesa tra Amministrazione e CDP per un altro Progetto Unitario di Valorizzazione per la Cavallerizza Reale.

Come per il precedente Masterplan, anche questo ripropone un’idea di valorizzazione esclusivamente economica che – da un lato – risponde alle esigenze di cassa del Comune, CDP e CCT, e – dall’altro – alle logiche del mercato volte a rendere il Patrimonio Pubblico appetibile ad investitori privati.

Sembra non aver sortito nessun effetto il monito dell’Unesco che ricordava come la ex-Cavallerizza Reale sia parte integrante della cosiddetta “Zona di Comando” e che questo unicum architettonico deve essere preservato nella sua interezza: in quanto indivisibile dal punto di vista della tutela e della conservazione per le generazioni future.

L’associazione Salviamo Cavallerizza crede in un modello di valorizzazione differente: basato sulla tutela del bene e sulla promozione della cultura, sulla massima accessibilità e sulla partecipazione attiva della cittadinanza.

A seguito della presentazione del Progetto Unitario di Riqualificazione e preso conoscenza del suo processo di elaborazione non possiamo fare altro che denunciare quanto segue:

1) Il Progetto Unitario di Riqualificazione non è altro che l’ennesimo progetto calato dall’alto. Del percorso partecipativo, delle modalità di coinvolgimento della cittadinanza e della sua espressione, non si ha più alcuna traccia.

2) Dimenticati gli impegni elettorali – ricordiamo che il primo punto del programma sull’urbanistica presentato in campagna elettorale da questa amministrazione prevedeva la completa de-cartolarizzazione della ex-Cavallerizza Reale e la sua restituzione alla cittadinanza come distretto a vocazione culturale – dal documento emerge chiaramente la natura funzionale e di servizio del complesso all’attuale Sistema Finanziario della Città di Torino. Le funzioni suggerite e le possibili destinazioni d’uso rivelano il chiaro intento speculativo attribuendo agli spazi un utilizzo prevalentemente residenziale – seppur nelle forme di residenze per studenti e social housing – e terziario.
Dall’analisi puntuale emerge come solo una minima parte (la Galleria Espositiva e La Cavallerizza Alfieriana) assolverebbe a funzioni propriamente culturali.

3) Il modello falsamente pubblicista riduce, di fatto, alla semplice fruizione da parte del pubblico l’uso di alcuni, minoritari, spazi del complesso. Dato l’intento di mercificazione del complesso e la conseguente lottizzazione e vendita a privati, la maggior parte degli spazi risulterà di fatto solo fruibile con tempi e modi differenti a seconda delle attività insediate. Si tratta evidentemente di un modello di accessibilità chiuso, che mette a disposizione – a pagamento – gli spazi e che risponde a logiche del mercato e a fini prettamente economici e di profitto.

4) La lottizzazione prevista, per rendere appetibile l’investimento da parte di privati va contro e infrange l’idea di unitarietà del complesso che dovrebbe essere, invece, garantita e tutelata insieme al valore architettonico storico e culturale del bene. Anche il modello previsto non realizza una forma di gestione condivisa che garantisca l’integrità di visione. Tali presupposti, oltretutto, non escludono la possibilità di realizzare parcheggi e zone di sosta per le auto nel complesso Patrimonio dell’UNESCO

24/10/2019

 

Si (ri)scopre la Cavallerizza!

Da due giorni la ex-Cavallerizza Reale è balzata alle cronache dei media per il terzo incendio in 5 anni.

I cittadini torinesi, ma anche i cittadini italiani (vista la risonanza che ha avuto la notizia dell’incendio nelle Pagliere), scoprono così che in centro Città a Torino un Bene Comune, patrimonio Unesco e gioiello architettonico realizzato da Benedetto Alfieri tra il 1740 e il 1742, ha preso fuoco.

Era passata del tutto in sordina, invece, la notizia che un bene tutelato dall’Unesco dal 1997 fosse dichiarato, dal Ministero per i beni culturali, bene cedibile ai privati (con il decreto di alienazione dell’agosto 2005). Proprio così, perchè in Italia invece di difendere il patrimonio culturale secondo quanto dispone l’articolo 9 della Costituzione, facciamo leggi disgraziate come quella del 2001(L.240/2001) che consente agli enti dello Stato di svendere il patrimonio pubblico per fare cassa.

Ma alcuni cittadini non ci sono stanno a sottostare a questo gioco al massacro e così – dopo tre aste deserte, lo sgombero degli ultimi abitanti “legali” del luogo (gli ex dipendenti del demanio nel 2010) ed il totale abbandono anche di chi aveva utilizzato la ex-Cavallerizza Reale per fare cassa (Il Teatro Stabile fino al 2013) – a maggio 2014 decidono di riaprire gli spazi della ex-Cavallerizza Reale alla cittadinanza e di creare al loro interno un polo socio-culturale di sperimentazione artistica e sociale.

Non stiamo a raccontarvi qui gli innumerevoli eventi, iniziative, dibattiti, incontri ed assemblee pubbliche che abbiamo fatto, di quanto – come cittadini e come associazione – abbiamo cercato in ogni modo di fare abrogare quel maledetto decreto di alienazione denunciado all’Unesco la vicenda e, incredibilmente, l’Unesco ha risposto chiedendo spiegazioni al Mibact che si è invece limitato a replicare: “tutto bene, tutto regolare”. Ma non ci siamo arresi ed abbiamo denunciato un’altra volta all’Unesco il gioco speculativo che era – ed è tutt’ora – in atto sulla ex-Cavallerizza Reale. Dopo aver ricevuto il “fantastico” piano di valorizzazione dell’intero complesso l’Unesco ha scritto nuovamente al Mibact ricordando, al massimo organo di tutela del patrimonio culturale a livello nazionale, che la ex-Cavallerizza Reale è parte integrante della cosiddetta “Zona di Comando” – che va da Palazzo Reale alla Cavallerizza stessa, passando per la Biblioteca Reale, per la Prefettura, per l’Archivio di Stato – e che questo unicum architettonico deve essere preservato nella sua interezza: in quanto indivisibile dal punto di vista della tutela e della conservazione per le generazioni future.

Nonostante tutto questo, ancora una volta, il Mibact non fa nulla.

Siamo visionari, siamo forse degli illusi che vogliono vedere la ex-Cavallerizza Reale restaurata secondo principi di conservazione e tutela e non di trasformazione in un hotel, in un centro commerciale o in un aggregato di locali enogastronomici. Ci sarebbe piaciuto che almento uno dei tanti giornali a cui abbiamo raccontato e scritto queste cose ci avesse dato retta, ci avesse ascoltato, forse oggi invece di raccontare di un incendio, avremmo altro di più consistente da dire.

 

22/10/2019

 

 

21/10/2019 – Ancora un incendio alla Cavallerizza!

COMUNICATO STAMPA 21/10/2019

Ancora un incendio alla Cavallerizza.

Questa mattina alle 7.40 le Pagliere hanno nuovamente preso fuoco. Come già accaduto il 30 agosto 2014 – sempre nelle Pagliere – e il 9 giugno 2016 – nella Manica del Mosca – una parte del complesso della Cavallerizza Reale di Torino è di nuovo in fiamme.

A pochi giorni dalla presentazione dell’ennesimo piano di valorizzazione per la Cavallerizza Reale un

nuovo danno al patrimonio UNESCO della Città. Proprio l’UNESCO aveva sollecitato gli organi competenti a

mettere in sicurezza il bene.

Come Associazione Salviamo Cavallerizza abbiamo sempre chiesto con forza che

IL COMPLESSO DELLA CAVALLERIZZA REALE NON VENGA SUDDIVISO IN PARTI (magari privatizzandole) ROMPENDONE L’INTEGRITÀ. Chiediamo che l’incendio NON VENGA UTILIZZATO STRUMENTALMENTE per abbandonare l’idea di un progetto condiviso di riqualificazione fondato sui principi dell’USO CIVICO COLLETTIVO URBANO e sulla PARTECIPAZIONE DELLA CITTADINANZA TUTTA,

escludendo così tutti coloro che da anni hanno restituito alla collettività questo patrimonio BENE COMUNE.

 

#beneunesco

#cavallerizzareale

#benecomune

GIU’ LE MANI DAI BENI COMUNI il 19/10 tutti in P.za Palazzo di Città

Coordinamento Beni Comuni Torino
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GIÙ LE MANI DAI BENI COMUNI

Il Coordinamento Beni Comuni Torino invita tutte e tutti in piazza Palazzo di Città sabato 19 ottobre dalle 15,30 per incontrarsi e iniziare a condividere con parole, cartelli, striscioni, immagini e qualunque altro mezzo di comunicazione opinioni, informazioni, proposte, desideri e altro ancora sulla condizione dei beni comuni cittadini.

Il Comune di Torino ha deciso di regolamentare i beni comuni pensando che siano solo una questione di immobili di sua proprietà da fare gestire ad altri, siano essi cittadini con cui stipulare un contratto o fondazioni a cui regalarli facendoli diventare privati. Il tutto in modo burocratico e senza la preventiva partecipazione delle persone alle scelte da compiere.

Noi riteniamo che si tratti invece non solo di immobili ma anche di verde e spazio pubblico, di ambiente, di acqua, di patrimonio artistico e culturale: ai quali si deve poter accedere senza esclusioni per soddisfare i bisogni essenziali e più importanti.

I BENI NON SONO COMUNI SE LA LORO GESTIONE NON E’ PARTECIPATIVA, SE MANCA IL PREVENTIVO AMPIO COINVOLGIMENTO DI TUTTI NELLE DECISIONI DA PRENDERE PER REGOLAMENTARLI. E’ il contrario di quanto ha fatto la Giunta comunale: nelle segrete stanze, con qualche amic* addett* ai lavori, ha approvato un nuovo ‘Regolamento dei beni pubblici’ – spacciati per Beni Comuni – confuso e dannoso, che apre la strada alla privatizzazione del patrimonio della Città.

Per questo motivo il Coordinamento Beni Comuni Torino chiede che la LA DELIBERA DI APPROVAZIONE DEL NUOVO REGOLAMENTO VENGA REVOCATA e sia quindi avviato in Città a questo riguardo un ampio percorso di discussione e confronto.

COORDINAMENTO BENI COMUNI TORINO