10/9/2018 – CALL Comunicazione

Il Gruppo Comunicazione di Cavallerizza sta cercando nuovi/e collaboratori e collaboratrici. Cerchiamo Grafici, specialisti nei Digital Media, Giornalisti, Storytellers, Coders, ma più in generale talenti e energie.

Se vuoi sperimentare e darci una mano ti aspettiamo lunedì 10 settembre alle 18.30 alla “X” nel cortile di Cavallerizza Reale.

p.s. per gli/le Student* Universitari, possiamo rilasciare un attestato di crediti formativi.

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La Cavallerizza Reale – un luogo dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO) – è un Bene Pubblico. Assemblea Cavallerizza 14:45, tutti i suoi partecipanti e chi si battono perché resti tale: partecipata, accessibile a tutti, utile per i tutti i Cittadini.

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23/5/2018 – 4 anni di occupazione verso l’uso civico

A 4 anni dall’occupazione di Cavallerizza Reale vi invtiamo MERCOLEDI’ 23 MAGGIO ALLE 18.30.

L’invito è rivolto a tutt* coloro che vogliano partecipare a quello che sarà un punto di svolta del percorso della Cavallerizza, autoproclamatasi Uso Civico.

Ci confronteremo sul percorso di 4 anni in Cavallerizza.
Un percorso di autogoverno che ha portato a rivendicare lo spazio come uno luogo ad uso collettivo, che ha dato luce a HERE – che raggruppa i contributi di oltre 500 artisti – all’apertura del primo Laboratorio Serigrafico pubblico a Torino, alla cucina “La Zappata”, al nascente Museo Vivente (una collezione permanente di Opere d’arte in Cavallerizza), alla CLAP (un luogo di supporto per lavoratori e lavoratrici precari), al Gruppo Giardinabilità che cura giardino e orto comunitario, al Progetto Radio, al Progetto Ciclofficina Popolare, al Progetto Didattica destinato ai più piccoli, al nascente progetto Donne Resilienti, al Gruppo Giocolerizza (uno spazio di allenamento e confronto per gli artisti circensi), al Gruppo Agorà (attivatore di progetti all’interno della Cavallerizza), oltre alle consuete attività di accoglienza, teatrali, musicali e di sostegno alle produzioni artistiche.

“LA CAVALLERIZZA È PER TUTTI”

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La Cavallerizza Reale è stata occupata ormai quasi 4 anni fa, il 23 maggio 2014, con l’obiettivo di bloccare la vendita ai privati ed esigere che il patrimonio collettivo non fosse consegnato in mano alle banche. “Cavallerizza è per tutti” è lo slogan riportato dallo striscione all’entrata del complesso. Lo scopo principale dell’occupazione, infatti, è sempre stato quello di dare uno spazio di libertà alla Cittadinanza per accoglierne i propri bisogni e desideri.
All’interno della Cavallerizza la Cittadinanza si autoorganizza attivamente usando il Bene Comune secondo quelli che sono dei valori comuni di solidarietà sociale. L’uso non privato, l’orizzontalità del metodo decisionale e l’amministrazione diretta della Cittadinanza, sono sempre stati i principi cardini di questa realtà. Chiunque rispetti e condivida i valori e le regole di utilizzo potrà contribuire alla costruzione dello spazio. Il contrapporsi all’individualizzazione dell’uso delle risorse, alla massimizzazione del profitto di pochi e all’atomizzazione sociale, lavorativa ed emotiva è uno degli strumenti per rispondere alle esigenze di lotta che il presente ci impone.
Nei suoi 4 anni di occupazione la Cittadinanza è riuscita a creare un valore culturale e sociale che emerge dalle sole mura. Cavallerizza è oggi una realtà con un’esperienza politica e poetica, di partecipazione, conflitti, arte, socialità, bellezza. Per questa ragione chiamiamo la Cavallerizza Bene Comune emergente. Un Bene Comune, per sua natura, deve essere preservato per le generazioni future: ne deve essere garantita accessibilità, fruibilità, attraversabilità, un uso non privatistico e non speculativo.
Cavallerizza è quindi assimilabile a quelle risorse comuni che negli spazi rurali venivano chiamati usi civici, destinati ad essere utilizzati e creare valore per la comunità. L’uso civico ha comportato la scrittura, nero su bianco, del modo con il quale la “comunità di riferimento” dell’Assemblea Cavallerizza prende le decisioni e del modo con il quale si realizzano le attività che si svolgono al suo interno.
Per questo oggi rivendichiamo la nostra esistenza e vogliamo che anche le istituzioni riconoscano che la Cavallerizza è già un Bene Comune e, in quanto tale, destinata all’uso collettivo della Cittadinanza. L’istituzione si trova a dover riconoscere le regole che l’assemblea stessa si è data e quindi l’azione indipendente dei cittadini all’interno dello spazio.
Da fine novembre 2017 abbiamo dunque raccolto e discusso le consuetudini con cui la comunità agiva all’interno dello spazio e abbiamo prodotto una carta dei valori e un regolamento per l’autogestione degli spazi.
Questo per soddisfare uno dei primi criteri fondamentali ossia garantire l’accessibilità del bene a tutta la Cittadinanza: un atto di trasparenza sul “come” si agisce in Cavallerizza. Tutto in Cavallerizza avviene e avverrà alla luce del sole, senza alcun accordo in forma privata. Anche qualora il Comune di Torino decida di riconoscere l’uso civico e collettivo degli spazi della Cavallerizza, sarà però importante che all’Assemblea partecipino cittadini attivi, consapevoli e in lotta, per presidiare il comportamento delle istituzioni, prime vere colpevoli dell’abbandono e del degrado della Cavallerizza.
Le persone che parteciperanno potranno quindi contribuire e lottare affinché Cavallerizza sia sempre un Bene Comune sempre aperto, libero, solidale per tutti e tutte.

L’invito è quindi rivolto a tutti i cittadini che vogliano partecipare a quello che sarà un punto di svolta storico della vita di Cavallerizza, autoproclamatasi Uso Civico.
L’appuntamento è per mercoledì 23 maggio 2018 alle ore 18:30 con la Cittadinanza nel cortile della struttura, dove ci confronteremo sul percorso di 4 anni in Cavallerizza. Un percorso di autogoverno che ha portato a rivendicare lo spazio come uno luogo ad uso collettivo, che ha dato luce a HERE – che raggruppa i contributi di oltre 500 artisti – all’apertura del primo Laboratorio Serigrafico pubblico a Torino, alla cucina “La Zappata”, al nascente Museo Vivente (una collezione permanente di Opere d’arte in Cavallerizza), alla CLAP (un luogo di supporto per lavoratori e lavoratrici precari), al Gruppo Giardinabilità che cura giardino e orto comunitario, al Progetto Radio, al Progetto Ciclofficina Popolare, al Progetto Didattica destinato ai più piccoli, al nascente progetto Donne Resilienti, al Gruppo Giocolerizza (uno spazio di allenamento e confronto per gli artisti circensi), al Gruppo Agorà (attivatore di progetti all’interno della Cavallerizza), oltre alle consuete attività di accoglienza, teatrali, musicali e di sostegno alle produzioni artistiche.

15-16-17/6/2018 -CALL per festival WILD CHILDREN

FESTIVAL WILD CHILDREN

Si cercano performer, attori, clown, musicisti, e cittadin* che abbiamo il desiderio di partcipare al primo festival per bambin* e ragazz* in Cavallerizza dal 15 al 17 giuigno 2018

WILD CHILDREN è un evento interattivo composto da spettacoli, performance, laboratori esperienziali e musica adatto per bambini e ragazzi di tutte le età.

WILD CHILDREN è un momento di incontro per far riflettere su alcuni temi del contemporaneo e della società odierna attraverso modalità e linguaggi vicini al mondo infantile e giovanile. Una festa dove tutti possono sconnettersi dai soliti ritmi quotidiani, riconnettersi a se, incontrarsi e fare esperienze di gioco e gioia condivisa.

WILD CHILDREN vuole far ritrovare alle persone il proprio selvaggio e condurle in esperienze sensoriali immersive nel cuore della città.

WILD CHILDREN nasce negli spazi della Cavallerizza Reale di Torino, dove da tre anni un gruppo di cittadin* prova a costruire un modello inclusivo e partecipativo di sperimentazione socio-culturale. Propone un modello di comunità capace di integrare obiettivi artistici, sociali e politici.

WILD CHILDREN accoglie le arti dal vivo: performance art, danza, teatro, laboratori esperienziali, arte visiva e tutte quelle forme che non sanno definirsi sotto una sola categoria. Maggiori dettagli nella scheda di partecipazione.

scheda_partecipazione_WILD_CHILDREN_2018  da inviare via mail a festivalwildchildren@gmail.com indicando nell’oggetto il titolo della proposta


12/5/18 – Datacrazia

 

La diffusione sempre più pervasiva delle tecnologie digitali e l’aumento esponenziale delle capacità di calcolo stanno radicalmente trasformando la società, dalla politica alla ricerca scientifica, dai rapporti sociali alle forme di lavoro, in modo tutt’altro che trasparente. Pochissimi gruppi privati hanno la possibilità di determinare processi su scala globale, traendo enormi profitti dalle informazioni che ognuno di noi produce ogni giorno. Gli algoritmi, spesso descritti come strumenti neutrali e oggettivi, giudicano medici, ristoranti, insegnanti e studenti, concedono o negano prestiti, valutano lavoratori, influenzano gli elettori, monitorano la nostra salute.

Datacrazia indaga, con spirito multidisciplinare e critico, i rischi e le potenzialità delle nuove tecnologie, provando a immaginare un futuro all’altezza delle nostre aspettative.

Ne discutiamo sabato 12 maggi alle 17.00 con alcuni degli autori:
Daniele Gambetta, Corrado Gemini, Eleonora Priori, Alberto Manconi.

10/5/18 Limonv in Cavallerizza – Zona Industriale .ANNULLATO

PER MOTIVI IMPREVISTI L’EVENTO E’ ANNULLATO. CI SCUSIAMO IL IL DISGUIDO.

“Dopo oltre vent’anni di assenza dall’Occidente, Sandro Teti riporta Eduard Limonov in Italia per presentare la sua autobiografia, “Zona Industriale” pubblicata dalla Sandro Teti editore.” e
l’Assemblea Cavallerizza ha il piacere di ospitarlo nel Maneggio Alfieriano giovedì 10 maggio alle 20.30.
Dialoga con L’Autore l’editore Sandro Teti.

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Eduard Limonov (Dzeržinsk, 22 febbraio 1943), è uno scrittore e politico russo. Fondatore e leader del Partito Nazional Bolscevico, si descrive come un nazionalista moderato, socialista “della linea dura” e attivista dei diritti costituzionali. Come avversario politico di Vladimir Putin e alleato dell’ex campione mondiale di scacchi Garry Kasparov, Limonov è uno dei leader del blocco politico L’Altra Russia.

6/5/2018 – Prima assemblea cittadina uso civico collettivo.

 

PRIMA ASSEMBLEA DELLA CAVALLERIZZA USO CIVICO E COLLETTIVO

6 MAGGIO H 18.3.0

La Cavallerizza Reale è stata occupata ormai quasi 4 anni fa, il 23 maggio 2014, verso mezzanotte. L’obiettivo era bloccare la vendita ai privati ed esigere che il patrimonio collettivo che questa rappresenta rimanesse alla Cittadinanza e non fosse consegnato in mano alle banche.
Fin dai primi giorni di occupazione la cittadinanza, gli spazi sociali, i movimenti, così come le stesse istituzioni hanno sempre considerato Cavallerizza un’occupazione “particolare” proprio per le sue caratteristiche peculiari, proprio perché l’obiettivo primario è sempre stato – prima di tutto – regolare l’utilizzo del bene per aprire uno spazio di libertà per tutta la Cittadinanza.
Proprio per questo, fin dal primo anno di occupazione, questa visione politica si è rappresentata nello striscione appeso all’entrata del complesso: “Cavallerizza è per tutti”.
Cavallerizza è uno spazio che, prima di tutto, accoglie i bisogni, i desideri, i progetti della popolazione che attivamente si auto-organizza e usa il bene secondo quelli che sono dei valori comuni di solidarietà sociale. In questi quattro anni di occupazione la Cittadinanza – nell’uso del bene – ha creato un valore culturale e sociale che emerge dalle sole mura (Già patrimonio UNESCO dal 1997!) ed è per questo che chiamiamo la Cavallerizza Bene Comune Emergente.
Un Bene Comune, per sua natura, deve essere preservato per le generazioni future: ne deve essere garantita accessibilità, fruibilità, attraversabilità, un uso non privatistico e non speculativo.
I principi fondamentali dell’autogoverno del bene, poi, sono il prendersi cura, l’uso non proprietario né perpetuo, la democraticità e orizzontalità del metodo decisionale e l’amministrazione diretta della Cittadinanza.
Per questo ogni utilizzo dello spazio è libero e turnario: chiunque rispetti e condivida principi e regole di utilizzo può contribuire alla costruzione di valore purché ne faccia un uso non privatistico, dagli spazi teatrali (che non potranno mai essere ad appannaggio di un solo soggetto) alle residenze, agli eventi di ogni tipo.
Questo fa della Cavallerizza uno spazio assimilabile a quelle risorse comuni (come i frantoi o i pascoli) che negli spazi rurali venivano chiamati usi civici e così destinati ad essere utilizzati e creare valore PER la cittadinanza. Cavallerizza in tal senso è già un Uso Civico e Collettivo a prescindere dal riconoscimento delle istituzioni.
Cosa comporta l’uso civico? L’uso civico ha comportato la scrittura nero su bianco del modo con il quale la “comunità di riferimento” (aperta e inclusiva perché sempre mutevole nel tempo) dell’Assemblea Cavallerizza prende le decisioni e del modo con il quale si realizzano le attività che si svolgono al suo interno.
Per questo oggi rivendichiamo la nostra esistenza e vogliamo che anche le istituzioni riconoscano che la Cavallerizza è già un Bene Comune e, in quanto tale, destinata all’uso collettivo della Cittadinanza.
Questo riconoscimento non implica che ogni occupazione si trasformi d’emblée in uso civico; il discorso sta su un piano completamente diverso.
Cavallerizza rappresenta un territorio di confine in cui arte, socialità, lotta e politica si intersecano. Uno spazio dialettico permanente nel quale la negoziazione degli orizzonti di lotta è quotidiana. E’ la rappresentazione di quel tutt* reale con il quale non si può evadere il confronto. Una concretezza tanto,a volte, lontana da legittime aspettative politiche quanto invece, altre volte, sorprendentemente rispondente. La partecipazione come sfida della perpetua rimessa in discussione: un territorio cruciale per tutti i movimenti sociali per ricreare spazi diffusi di consapevolezza e di coinvolgimento attivo.
Questo contrapporsi all’individualizzazione dell’uso delle risorse, al massimizzazione del profitto di pochi e all’atomizzazione sociale, lavorativa ed emotiva è uno degli strumenti per rispondere alle esigenze di lotta che il presente
ci impone.
Cavallerizza è, e sarà sempre, uno spazio fuori posto, in cui l’occupazione ha squarciato un fitto velo di indifferenza proprio perché l’atto di occupazione è un atto dirompente, contro-sistema e di liberazione.
Non abbiamo mai preteso di costruire un modello valido per tutt* ma un metodo per estendere le forme di anti-normalizzazione. Per noi quest’uso creativo del diritto è un modo per alimentare e non cristallizzare quegli atti dirompenti e forme di liberazione che nella prassi sociale si danno, e che da oggi possono trovare uno strumento in più per affermarsi e rivendicare la loro legittimità.
Nel contempo per un Bene Comune come Cavallerizza è altrettanto importante pretendere uno spazio di auto-determinazione nel sistemi di riconoscimento e governance dei beni comuni: un terreno storicamente invaso e determinato dall’istituzione ma che con gli usi civici gli viene invece finalmente sottratto a favore dell’amministrazione diretta da parte della Cittadinanza.
L’istituzione si trova a dover riconoscere le regole che l’assemblea stessa si è data e quindi l’azione indipendente dei cittadini all’interno dello spazio.
Questo è un’importante traguardo che obbliga anche l’istituzione ad accettare che alcune risorse non possono essere sottratte al popolo anzi devono restare nella sua piena disponibilità. Così l’acqua, l’aria, il territorio, la salute ma anche il valore culturale e sociale creato dalla popolazione deve essere considerato patrimonio collettivo da preservare.
Da fine novembre 2017 abbiamo dunque raccolto e discusso le consuetudini con cui la comunità agiva all’interno dello spazio e abbiamo prodotto una carta dei valori e un regolamento per l’autogestione degli spazi.
Questo per soddisfare uno dei primi criteri fondamentali ossia garantire l’accessibilità del bene a tutta la cittadinanza: un atto di trasparenza sul “come” si agisce in Cavallerizza affinché chiunque possa partecipare a prescindere da meccanismi clientelari, di favoritismo o altre ambiguità che spesso rivediamo in altri luoghi. La nostra è, e sarà sempre, un’azione di trasparenza, ogni cosa che avviene, dai conflitti interni, alla presa di decisioni, ai rapporti con le istituzioni, tutto in Cavallerizza avviene alla luce del sole, nessun accordo in forma privata. Ed è questa garanzia che permette a chiunque di poter partecipare anche per opporsi a decisioni che ritiene incompatibili con la natura di bene comune della Cavallerizza.
Ma ad una cosa dobbiamo fare molta attenzione: anche qualora il Comune di Torino decida di riconoscere l’esistente – ossia l’uso civico e collettivo degli spazi della Cavallerizza – l’azione politica e sociale che da quattro anni si porta avanti non è finita, anzi, diventa ancora più importante.
Sarà ancora più importante che l’Assemblea della Cavallerizza sia partecipata da cittadini (anche facenti parte di realtà sociali già operanti sul territorio) attivi, consapevoli e in lotta, proprio per continuare a presidiare il comportamento delle istituzioni – che si ricorda sono state le prime colpevoli dell’abbandono e del degrado della Cavallerizza.
Ottenere l’uso civico è una rilevante vittoria politica ma non deve produrre quale risultato la dispersione, l’individualismo, o peggio il pensare pacificato il conflitto… è tutt’altro: è il segno che il livello di attenzione si deve alzare.
La Cittadinanza sarà chiamata – soprattutto in questo primo periodo – a controllare e a difendere lo spazio (come è sempre stato) da eventuali abusi, possibili tentativi di ingerenza o quant’altro.
Per questo facciamo un appello per questa nuova fase di Cavallerizza.
  • Cavallerizza è oggi una realtà con un’esperienza politica e poetica, di partecipazione, conflitti, arte, socialità, bellezza.
  • Stiamo costruendo una nuovo frammento di questa storia.
  • Il percorso lo costruiranno e determineranno le persone che partecipano, che contribuiscono e che lottano affinché Cavallerizza non sia mai un pezzo di valore da spartire tra poteri e potenti ma uno spazio aperto, libero, solidare per tutti e tutte.
Per questo vi invitiamo alla prima Assemblea della Cavallerizza autoproclamata Uso Civico e Collettivo. 6 maggio 2018 ore 18:30 Cavallerizza reale, via verdi 9.

18/4/2018 Beni Comuni – ricostruzione di un percorso di lotta

La Cavallerizza Reale sta rivendicando il riconoscimento di uso civico e collettivo degli spazi. Questo significa rivendicare che l’amministrazione comunale, (fatta di rappresentanti eletti del popolo torinese) riconosca gli spazi di autonomia e i diritti della cittadinanza, che riconosca quello che è già un dato di fatto – l’uso collettivo degli spazi – attraverso le forme del diritto pubblico.
Vogliamo partire da questo primo input per ragionare in maniera più ampia sulla necessità di ricostruire dialogo e consapevolezza sui territori.
Gli ultimi hanno visto una decadenza della democrazia rappresentativa dovuta a uno scollamento tra i rappresentati al governo e i bisogni delle persone.
Momenti di interrogazione popolare come i referendum (sull’acqua pubblica e gli altri beni comuni nel 2011 e da ultimo quello sulla costituzione del 4/12/2016) hanno dimostrato quanto i cittadini sentano l’esigenza di riaffermare la loro volontà esserci e contare nelle scelte che li riguardano.
L’attenzione ai beni comuni ha portato a nuove forme di autoorganizzazione dal basso, al recupero di spazi abbandonati dalla politica dimostrando la capacità e determinazione della cittadinanza nel riprendere parola e protagonismo nello spazio pubblico.
I beni comuni sono oggi la realtà che meglio rappresenta un bisogno collettivo di ricostruzione del tessuto sociale, di reti di solidarietà e mutualismo, di tutela del territorio e promozione della cultura, di esigenza di confronto e di apertura verso una cittadinanza in questi anni si è vista silenziata.

Su queste basi vorremmo discutere e confrontarci per andare oltre le singole istanze e costruire obiettivi e azioni comuni.

Vì aspettiamo mercoledì 18/4/2018 alle ore 18.30

Di seguito riportiamo il contributo al confronto che ci è arrivato dal prof. Mattei e dal dott. Lucarelli
Questa politica, e queste coalizioni delle Larghe Intese, hanno subito una sconfitta pesante nelle elezioni del marzo 2016.
Questa è una terza sconfitta delle coalizioni delle Larghe Intese, dopo la seconda, quella del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e la prima, quella del referendum sull’acqua e gli altri beni comuni del 2011. Il nemico è chiaro e altrettanto lo sono le emergenze di salute pubblica che il Governo Costituzionale deve iniziare ad affrontare e solo affrontandole seriamente avrà il sostegno popolare e della società civile. La forza politica che per tre volte ha sconfitto le Larghe Intese e le loro politiche neoliberiste è quella popolare. I parlamentari si schierino con questa forza nel suo scontro mortale con le forze delle Larghe Intese, le forze di un regime dove si muore sul lavoro e per mancanza di lavoro, per povertà, per inquinamento e devastazione dell’ambiente, per furto delle risorse necessarie per vivere. I parlamentari sostengano le forze popolari, che si organizzano per opporsi a queste coalizioni che nel paese agiscono senza interesse a conservarne e riprodurne le risorse materiali, intellettuali e morali, ma tentando con ogni mezzo di
appropriarsene e svenderle, come forze di occupazione e con l’arroganza delle forze di occupazione. Sostengano i lavoratori e le lavoratrici che si organizzano in difesa del lavoro sul territorio nazionale in FCA, alla ex Lucchini di Piombino, alla Rational di Massa, e chi si organizza per il recupero dei beni comuni, e per la difesa dell’ambiente in migliaia di luoghi in tutto il territorio nazionale.

I parlamentari indichino le personalità più coerenti con implementazione del programma di Salute Pubblica.
L’apparato di riferimento è nell’ Art. 1 (lavoro, democrazia e sovranità popolare) e nell’ Art. 3 della Costituzione: “È compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini
impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione… politica economica e sociale…”. Il Governo Costituzionale, e perciò antifascista, svolga un’azione di legislatura nei seguenti ambiti:
1. Abolizione del Job’s Act lotta al lavoro precario.
2. Abolizione della legge Fornero.
3. Ripristino e ricreazione di spazi di democrazia effettiva, oltre le scadenze elettorali, per una partecipazione crescente della grande maggioranza della popolazione del nostro paese alla gestione
delle società e della propria vita.
4. Grande piano di cura del territorio per generare lavoro, per la difesa dei beni comuni e dell’ambiente.
5. Rinegoziazione radicale delle obbligazioni internazionali, a partire da quelle con Eurogruppo e quelle per le spese
militari.
Il M5S, unica forza che dalle sue origini si è opposta ai fautori delle Larghe Intese, si faccia promotore dell’abolizione delle leggi più infami prodotte negli ultimi anni, instauri il reddito di cittadinanza, fermi la prvatizzazione e la svendita di aziende e servizi pubblici, assicuri la vita di ILVA, Embraco, Rational, Alitalia, FCA, ex Lucchini e di tutte le aziende condannate, nazionalizzando o commissariando dove i proprietari insistono a chiudere o
delocalizzare, impedendo il trasferimento degli impianti, sostenendo i lavoratori che si organizzano, riconvertendo le aziende inutili o dannose e giovandosi dell’applicazione dell’informatica alla produzione per ridurre il tempo di lavoro e fare delle aziende centri di iniziativa, formazione e attività politica, di animazione sociale, di collaborazione con il sistema di
istruzione, centri di cura e miglioramento del territorio. Questo sarà un primo passo verso un rinnovamento radicale del paese, che troverà indubbiamente il sostegno e la partecipazione della maggioranza della sua popolazione, a partire dai lavoratori e dalle lavoratrici, dai giovani, dalle donne, come lo è stato ai tempi della
Resistenza contro il nazifascismo. Il M5S e le forze che ollaboreranno al nuovo governo si facciano rappresentanti di questa maggioranza, dei suoi interessi e delle sue aspirazioni, e in essa troveranno le risorse per superare ogni difficoltà di fronte a ogni forza avversa, interna ed esterna.
Facciamo ugualmente appello a tutte le forze e ai singoli attivi sul piano politico, sindacale, sociale e intellettuale che hanno mantenuto e meritato la fiducia di larghi strati di masse
popolari del nostro paese, per avere agito con coerenza,
determinazione e onestà a fronte dell’attacco dei fautori delle Larghe Intese che a seconda delle opportunità si sono presentati come di sinistra o di destra, e che nell’un caso e nell’altro si sono comportati e si comportano come forza di occupazione, conducendo contro la grande maggioranza della popolazione italiana una sorta di guerra. Facciamo appello a queste forze e ai singoli perché si uniscano in un nuovo Comitato di Liberazione
Nazionale, che liberi il paese da questi occupanti e ne avvii la ricostruzione con criteri nuovi, informati ai valori della condivisione dell’ inclusione sociale, dei beni comuni e dell’ ecologia.
Invitiamo singoli ed organizzazioni alla Cavallerizzadi Torino luogo in cui da quattro anni la lotta per i beni comuni si è concretizzata in un dialogo fecondo fra artisti, giuristi lavoratori precari e altre soggettività sociali in cui le masse popolari si autogovernano nella resistenza al neoliberismo.

Ugo Mattei e Alberto Lucarelli

25/3/2018 Approvazione regolamento per l’uso civico per la Cavallerizza.

Dopo mesi di discussione siamo giunti alla fine di questo percorso di parteciapazione che ci ha portato a elaborare il regolamento di uso civico per la Cavallerizza. Questa sera verranno prese in esame gli ultimi emenamenti e poi inizierà il percorso di confronto con i funzionari del Comune.

(qui si può leggere il documento: https://cavallerizzareale.wordpress.com/documenti-scrittura-regolamento-uso-civico/).

Info:
Oggi, così come è avvenuto in questi anni, sono molti/e i/le cittadini/e che partecipano attivamente alla vita di Cavallerizza o semplicemente fruiscono delle attività e attraversano gli spazi.
Ma sono ancora di più quelli/e che tengono al futuro di questo luogo.
Questo è un appello a tutti/e coloro che credono nella forza e nell’importanza del processo che sta avvenendo.
Nei prossimi tre mesi si apre un importante nuovo capitolo di questa mobilitazione cittadina, che è anche un processo innovativo per la città e a livello nazionale.
In tre anni di autogoverno la comunità aperta, eterogenea, e in continuo mutamento, che ha animato Cavallerizza ha sperimentato forme di gestione di un bene comune costruendo nuovi strumenti di relazione, di co-creazione artistica e di uso collettivo della Cavallerizza.
Oggi, attraverso questo processo istituente, metteremo nero su bianco i criteri di uso degli spazi, così da renderli ancora più accessibili.
Questo è il momento di unirsi Tutt* intorno un obiettivo comune. Questo è il momento di esserci, per la Cavallerizza!
Da domenica 26 novembre alle 17:00 in Cavallerizza fino a fine marzo 2018, via Verdi n. 9 Torino
#ScriviamoInsieme
#UsoCivico
#partecipa
#CavallerizzaReale
#AssembleaCavallerizza1445
#Cavallerizzapertutti
#Torino
#BeneComune
Assemblea Cavallerizza 14:45
Qui i verbali delle precedenti assemblee e altro materiale utile alla discussione.
https://cavallerizzareale.wordpress.com/documenti-scrittura-regolamento-uso-civico/

 

 

CAVALLERIZZA REALE: SERVE CHIAREZZA D’INTENTI DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE. L’USO CIVICO È IN PERICOLO?

CAVALLERIZZA REALE: SERVE CHIAREZZA D’INTENTI DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE. L’USO CIVICO È IN PERICOLO?

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Lo scorso venerdì 16 marzo alcuni membri dell’Assemblea Cavallerizza 14:45 hanno presenziato alla seduta delle Commissioni Consiliari permanenti IV e II congiunte, convocata per discutere la destinazione di fondi CIPE per la Cavallerizza Reale assegnati ai Musei Reali di Torino.

Nell’aprile 2016 Fassino annunciava lo stanziamento da parte del CIPE di 15 milioni di euro per la riqualificazione della Cavallerizza con la costruzione di una galleria espositiva (da assegnare ai Musei Reali) collegata al Maneggio Alfieriano (riassegnato al Teatro Stabile), sulla scorta di quanto indicato nel Masterplan confezionato alle società Homers ed Equiter

A giugno del 2016 è cambiato il governo della Città, ma le intenzioni sulla Cavallerizza appaiono ancora molto ambigue.

Il Vicensindaco Guido Montanari, il 6 febbraio 2018, ha reso noto l’affidamento all’Arch. Agostino Magnaghi, da parte di Cassa Depositi e Prestiti, dell’elaborazione di un nuovo Masterplan per la Cavallerizza.

Oggi è emerso che i Musei Reali, ente pubblico assegnatario dei fondi CIPE, intende dirottare i fondi destinati alla Cavallerizza esclusivamente sulle parti dei giardini, anche se l’ipotesi di progetto originario della vecchia giunta a guida PD prevedeva invece il restauro del Maneggio Alfieriano e di parte della Cavallerizza di proprietà di CDP

La direttrice dei Musei Reali, la dott.ssa Enrica Pagella, si è infatti dichiarata non più “interessata” a proseguire il percorso verso il restauro della Cavallerizza.

Per di più la Soprintendente Arch. Luisa Papotti ha strumentalmente invocato un intervento della giunta per appurare presunti rischi di instabilità del complesso, come aveva già denunciato nel maggio dello scorso anno. Tuttavia, agli allarmismi su ipotetici problemi strutturali, era seguita una perizia, curata dal Prof. Arch. Giovanni Brino, grazie alla quale si è dimostrata l’inesistenza del pericolo.

La giunta poi ha confermato l’ipotesi dell’Ostello nella parte di proprietà di CDP, così come previsto nel vecchio Masterplan di Homers.

L’approccio di questa giunta alla questione Cavallerizza non sembra dunque molto differente da quello della giunta passata. Sembrano manifestarsi incongruenze tra le scelte che questa Amministrazione sta effettuando e gli impegni chiesti dal Consiglio Comunale con la mozione approvata il 25 settembre scorso, nella quale si indica l’Assemblea Cavallerizza 14:45 come soggetto agente il percorso di partecipazione per la predisposizione di un regolamento per l’Uso Civico della Cavallerizza Reale. [Qui il testo della Mozione n.69 2017 03094/002 https://drive.google.com/file/d/0B-ukBw3RddSFb1BraFptaU9JQjA/view?usp=sharing]

La bozza di regolamento sarà definitivamente approvata nei prossimi giorni, a conclusione di un intenso ciclo di assemblee pubbliche cittadine.

In questa condizioni l’Assemblea si chiede se l’obiettivo della delibera per l’Uso Civico della Cavallerizza, inteso come riconoscimento di uno spazio di libertà e autogoverno dei Cittadini, sia a rischio.

“Uso Civico” significa una Cavallerizza per tutti, un Bene Comune non assegnato ad un soggetto particolare, ma uno spazio aperto, accessibile, attraversabile e utilizzabile da tutta la Cittadinanza che nel suo complesso ne diviene titolare.

L’Assemblea Cavallerizza 14:45 non è disponibile a compromessi sul futuro della Cavallerizza.L’Assemblea ribadisce i punti dell’appello che da sempre indicano verso dove e come proseguire in questa lotta.

Per questo, l’Assemblea continuerà ad opporsi alla cessione o all’affidamento a soggetti privati e ad una spartizione della Cavallerizza, ad interventi di restauro non coordinati in questo complesso architettonico unitario, alla chiusura dei suoi cancelli e a qualunque altra azione che impedisca alla Cittadinanza di essere destinataria del valore che la Cavallerizza Reale può generare in quanto Bene Comune.


Torino, 19 marzo 2018
Assemblea Cavallerizza 14:45

8 MARZO – SCIOPERO FEMMINISTA GLOBALE

LottoMarzo
Sciopero femminista globale
contro la violenza maschile sulle donne e le violenze di genere
Scioperiamo dentro e fuori casa
Scioperiamo dai generi e dai ruoli imposti
***
Fin dal mattino saremo in strada, nelle scuole e nelle sedi universitarie, sui luoghi di lavoro con iniziative e azioni.
Qui gli eventi del mattino:
*h10.30 piazza castello angolo via garibaldi
Scioperiamo dal lavoro di cura! Usciamo in strada!
Porta con te l’oggetto simbolo del lavoro di cura cui vuoi scioperare!
https://www.facebook.com/events/234189703820286/?active_tab=about
* 10 appuntamento alla Palazzina Einaudi per le iniziative di sciopero del mondo universitario
***
Al pomeriggio CORTEO!!!
(da Porta Susa fino a Piazza Vittorio, passando per Via Cernaia, Via Pietro Micca, Piazza Castello, Via Po)
Saremo presenti in Piazza 18Dicembre fin dalle h15.30 per iniziare ad animare le strade con:
*musica, interventi, banchetti informativi e distro femminista
*stand trucco e parrucco curato dalle ragazze delle scuole professionali…a disposizione di chi vorrà un tocco fucsia per caratterizzare il corteo
* per riscaldarci le ugole potremo cantare insieme al Coro Asai che anche quest’anno sarà presente in piazza per allietarci con il suo repertorio di canzoni femministe

(I microfoni saranno aperti per interventi, letture, canzoni e tutti i contributi che si vorranno portare.)

<<<la partenza del corteo è prevista per le 17/17.30)>>>

Il corteo sarà un corteo unitario in cui sfileremo tutte e tutti insieme, aperto dallo striscione della Rete Non Una Di Meno Torino

Siamo tutte e tutti responsabili della buona riuscita della mobilitazione, che vuole essere determinata, comunicativa, rumorosa. Chiediamo a tutte e tutti di condividere le pratiche che si esprimeranno in piazza, pratiche decise collettivamente dall’assemblea cittadina e da chi ha partecipato al processo di costruzione dello sciopero.

Non saranno gradite bandiere di partiti, sindacati, movimenti, ma spazio invece ai contenuti del percorso Non Una Di Meno e alla lotta contro la violenza maschile sulle donne e alle violenze di genere, alle ragioni dello sciopero, a striscioni, cartelli e tutto ciò con cui vorrete caratterizzare il vostro spazio dentro la manif.

Stupratori, violenti, molesti, fuori dal corteo.

VESTIAMOCI TUTTE E TUTTI DI NERO CON QUALCOSA DI FUCSIA

Portiamo in strada la nostra rabbia e il nostro desiderio radicale.
Sarà una grande giornata!

COME SI SCIOPERA? Qui tutte le info: https://nonunadimeno.wordpress.com/2018/02/18/8-marzo-2018-il-vademecum-per-lo-sciopero/

SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO NOI CI FERMIAMO!
L’8 marzo prossimo in tutto il mondo il rifiuto della violenza maschile in tutte le sue forme e la rabbia di chi non vuole più esserne vittima si trasformerà in un grido comune.Dal #metoo e la presa di parola individuale di tante donne e soggettività glbtqia* sulle violenze e le molestie subite, al #wetoogether di una risposta collettiva e globale.Scioperiamo anche contro la violenza economica, la precarietà, le discriminazioni le molestie nei luoghi di lavoro e contro le strumentalizzazioni in chiave razzista dei nostri corpi.Scioperare è una grandissima sfida:perché abbiamo lavori precari, subiamo il ricatto del permesso di soggiorno,perché ancora oggi il lavoro di cura e il lavoro domestico grava soprattutto sulle donne.Noi però non vogliamo arrenderci e raccogliamo questa sfida.A pochi giorni dalle elezioni, che hanno come sempre trattato le nostre vite come merce di scambio, la nostra risposta è: Scioperiamo!Per rivendicare la nostra autonomia e la libertà di scegliere la nostra vita. Per stare tutt* insieme nelle strade e nelle piazze, e condividere la nostra forza el a nostra potenza collettiva.
Sarà un 8 marzo memorabile