COMUNICATO STAMPA 8/5/2019

COMUNICATO STAMPA 8/5/2019

L’Associazione Salviamo Cavallerizza, constatato che alcune parti del complesso della Cavallerizza Reale sono state deturpate con numerosi graffiti e scritte, esprime una ferma condanna dell’azione qui denunciata a prescindere dai contenuti rappresentati.
Questi metodi non appartengono agli obiettivi dell’Associazione Salviamo Cavallerizza, volti al conseguimento del pieno uso pubblico del complesso e alla sua tutela quale bene Unesco.

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12 maggio 2019 visita guidata alla Cavallerizza Reale

Domenica 12 maggio 2019 riprendono le visite guidate alla Cavallerizza Reale.

ritrovo interno cortile ore 10.30

Torino, Via Verdi 9 ingresso Cavallerizza Reale
a cura di
Arch. Anna Gilibert
Prof. Arch. Giovanni Lupo

La visita (gratuita e senza prenotazione) intende raccontare come la città sabauda nota oggi sia il frutto di un laborioso sovrapporsi di progetti, molti completati, altri interrotti a causa degli avvenimenti politici in cui il ducato e poi regno si è trovato coinvolto.

L’aspetto assolutamente stupefacente è che oggi abbiamo una stratificazione che va dalla fine del ‘600 sino agli anni centrali dell’800 fatta di palazzi (in parte esistenti, altri scomparsi), luoghi di governo (le segreterie di Stato), di archiviazione (l’archivio juvarriano), di teatro (il Regio), di altaeducazione (l’Accademia Militare), sino alla scuola
di equitazione (la Cavallerizza) ed alla zecca sabauda.

Lungo questo asse è anche collocata l’Università settecentesca, antico polo culturale con la biblioteca (nucleo originario della Biblioteca Nazionale di Torino) e le collezioni archeologiche sabaude aperte al pubblico (nucleo originario del Museo Nazionale di Antichità di Torino).

In Europa è forse il centro di comando dell’età ll’Assolutismo meglio conservato al centro di una città. Fa parte del sistema seriale delle residenze sabaude dichiarate nel 1997 sito UNESCO.

Spesso i torinesi non ricordano tutte queste strutture in modo unitario. La visita le ripercorre, partendo dalla Cavallerizza Reale, dove sarà dedicato un approfondimento particolare al maneggio di Benedetto Alfieri, al complesso delle strutture della Cavallerizza ed ai Giardini Reali Alti, un’area verde nel
cuore di Torino eccezionalmente conservata dall’età barocca.

6/5/2019 Assemblea soci Associazione

Buongiorno a tutti,
è convocata l’assemblea dei soci dell’Associazione Salviamo Cavallerizza in prima convocazione il giorno 5/5/2019 alle ore 23.59 e in seconda convocazione il giorno 6/5/2019 alle ore 20.30 presso il Polo Letterario di Cavallerizza via verdi 9.
Odg:
1) rinnovo iscrizione
2)accoglimento proposte nuove iscrizioni (le proposte saranno poi vagliate dal Comitato organizzativo)
3) proposte iniziative
Si ricorda a tutti i soci che la quota minima di iscrizione all’Associazione è di 5€.

In attesa del regolamento sui beni comuni della città vi proponiamo questi due video.

Da diversi mesi ormai l’Assemblea Cavallerizza 14:45, l’Associazione Salviamo Cavallerizza e tutti i Cittadini attendono l’uscita del nuovo Regolamento dei Beni Comuni della Città di Torino. Regolamento da questa giunta più volte annunciato come imminente ma che continua a essere oggetto di mistero, tranne che per i funzionari e dirigenti comunali che ci stanno lavorando e ai quali – almeno per quello che si può capire dalle notizie ufficiose che sono filtrate – poco garberebbe che si utilizzi l’espressione “Uso Civico”. Attendiamo tutti, impazienti, aggiornamenti.

Nel frattempo il dibattito sui beni comuni prosegue la sua strada, animato da un lato dall’ampia comunità che considera i Beni Comuni di proprietà del Popolo, dall’altra dai promotori di una proposta di legge di iniziativa popolare nella quale non si parla di “proprietà del Popolo” ma si esalta la dicotomia – tipica del pensiero neolberista – che distingue e divide la collettività in soggetti pubblici e soggetti privati.

Giocare con le parole “Bene Comune” è facile e ciò può creare confusione… Riteniamo utile proporvi quindi, per approfondire il tema, due contributi del prof. Paolo Maddalena, ex giudice emerito della Corte Costituzionale e di Mauro Scardovelli, giurista e piscoterapeuta.

In essi viene ben illustrato il concetto di “Bene Comune”, in special modo collegando il significato di questa espressione a quanto viene espresso nella nostra Costituzione. Cioè che al centro di tutto c’è e deve esserci l’interesse della collettività, l’interesse di tutti i cittadini di oggi e di domani.

Buona visione.

Associazione SalviAMO Cavallerizza

“Perché dico NO al testo sui BENI COMUNI della Commissione Rodotà” – Paolo Maddalena
https://www.youtube.com/watch?v=HMmEKL4dla0

“I BENI COMUNI SONO LE COSE CHE CI APPARTENGONO” – Paolo Maddalena e Mauro Scardovelli
https://www.youtube.com/watch?v=rjWz8mpXS_E&t=7s

 

On Wed, Apr 24, 2019 at 4:16 PM Barbara Armaroli <barbara.arma@gmail.com> wrote:
ciao ecco cosa ho pensato di scrivere sulla pg fb dell’associazione e anche sul sito.
Da quattro mesi attendiamo impazienti l’uscita del nuovo regolamento dei beni comuni della città di Torino, regolamento annunciato in consiglio comunale il 13 dicembre dell’ass. Giusta come imminente, ma che continua a essere un mistero.
Nel frattempo il dibattito sui beni comuni prosegue la sua strada, da un lato una comunità ampia che considera i beni comuni di proprietà del popolo e dall’altra una proposta di legge di iniziativa popolare dove non si parla di proprietà del popolo ma della dicotomia liberista pubblico/privato.
Riteniamo che giocare sulle parole bene comune possa creare confusione e abbiamo quindi pensato di proporvi due video del prof Paolo Maddalena (ex giudice emerito della Corte Costituzionale) il primo e di Paolo Maddalena e Paolo Scardovelli (giurista e piscoterapeuta) il secondo, dove viene bene spiegato il significato di bene comune, soprattutto al suo significato nella nostra costituzione, dove al centro di tutto c’è l’interesse della collettività che è un concetto che va oltre la dicotomia pubblico/privato. Al centro deve sempre essere posto l’interesse di tutti i cittadini di oggi e di domani.
Il primo video è molto breve e il secondo più lungo, ma merita assolutamente la vostra attenzione.

Un po’ di storia di quello che abbiamo fatto per tutelare la Cavallerizza Reale.

Vi ricordiamo quello che abbiamo fatto e continueremo a fare, pe tutelare la Cavallerizza Reale.
A ottobre 2015 abbiamo inviato questa comunicazione agli uffici del Ministero per i beni e le attività culturali, ma non abbiamo mai ricevuto riscontro a tale richiesta.
Oggetto: Segnalazione di illegittimità del provvedimento di alienazione della Cavallerizza Reale del 1/8/2005 della ex Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte e degli atti successivi collegati.
In data 15 aprile 2003 il Comune di Torino sigla un protocollo di intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (l’Agenzia del Demanio) per l’acquisizione di tutto il complesso della Cavallerizza Reale, con lo scopo di destinarlo a “esigenze istituzionali proprie”.
Dopo questa intesa di massima l’Agenzia del Demanio affida all’arch. Cristiano Picco uno studio di fattibilità per “valorizzare” il complesso illustrato in commissione consiliare il 30 maggio 2005.
Nel 2005 il Comune di Torino chiede alla Soprintendenza per i Beni Architettonici del Piemonte, l’autorizzazione alla vendita del complesso che viene concessa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte in data 1/8/2005 con un provvedimento di autorizzazione all’alienazione contestuale alla dichiarazione di interesse.
Nel 2007, dopo l’autorizzazione all’alienazione concessa dalla ex Direzione Regionale, il complesso viene ceduto alla città, che si impegna ad acquisire il tutto in diverse tranches (37 milioni di Euro). Il Comune di Torino entra in possesso della prima porzione, per oltre 14 milioni di euro, con l’impegno di acquisire le restanti due porzioni ancora occupate (Genio Militare, Polizia etc.) per oltre 22 milioni di euro.
Successivamente avvia il procedimento di sfratto verso gli inquilini che occupavano i piani superiori (ex alloggi demaniali), impegnandosi a ricollocarli (Assessore Tricarico, Politiche per la casa).
A seguito di alcuni ricorsi al TAR da parte degli inquilini, volti ad ottenere la prelazione nell’acquisizione degli immobili, la Cavallerizza viene dichiarata “bene indisponibile”, e gli alloggi vengono progressivamente svuotati e versano da allora in stato di abbandono.
Alla fine del 2009 il Comune di Torino, con il bilancio in passivo per gli enormi debiti lasciati dalla precedente amministrazione, cede la Cavallerizza alla Società di Cartolarizzazione della Città di Torino, CCT, (Tremonti L.401/2001), di cui il Comune stesso è socio unico.
Con questa “partita di giro”, il ”piano di valorizzazione” del complesso viene trasferito alla città per chiudere il bilancio 2009 (da allora decorrono anche gli interessi che CCT deve pagare alla banca) ma apre l’ennesimo debito con BIIS (Istituto bancario del gruppo Intesa San Paolo).
L’imperativo, dal 2009 ad oggi, è stato quindi vendere (tramite IPI intermediazioni srl), ad ogni costo, a qualsiasi prezzo, a qualsiasi privato. Le idee sono molte e sempre le stesse: appartamenti di lusso, negozi, alberghi.
Considerate le difficoltà di vendita dovute ai vincoli storici e architettonici, il Consiglio Comunale approva la Variante 217, che inserisce nella definizione delle destinazioni d’uso del complesso la possibilità di destinare dal 50 all’80% della superficie utile a residenze, attività ricettive, attività commerciali (ASPI), e la conseguente necessità di realizzare parcheggi interrati all’interno del complesso.
I vincoli architettonici però non consentono la realizzazione di parcheggi interrati ad uso pubblico (oltre a quelli per i residenti) così, attraverso un’intesa con l’Agenzia del Demanio, la ex Direzione Regionale per i Beni Culturali e la Città di Torino – approvata dal Consiglio Comunale nel luglio 2014 – prende piede l’idea di realizzarli all’esterno (Giardini Reali Bassi, ancora da acquisire dal Demanio).
I Giardini Reali Bassi verranno ceduti dal Demanio al Comune di Torino che si impegna a “riqualificarli” realizzando un parcheggio interrato (6 milioni di euro), presentato come parcheggio di servizio per il “Polo Reale”.
In realtà tale parcheggio ha la finalità di alzare il valore delle future attività ricettive e residenze della Cavallerizza Reale che acquisiranno una quota di parcheggi pertinenziali.
Nel 2011 il Comune si era impegnato anche a varare un Progetto Unitario di Riqualificazione del complesso con l’impegno di presentarlo in Consiglio Comunale.
Con delibera di Giunta del 17 febbraio 2012 dichiara invece che il Progetto sarà competenza della sola Giunta.
Il 3 febbraio 2015 il Comune rinuncia all’acquisto delle restanti porzioni della Cavallerizza per cui era impegnato dal 2007 (la ex Accademia Militare viene ceduta alla Cassa Depositi e Prestiti investimenti sgr 23/12/2014).
La Giunta comunale ha infine approvato nel marzo del 2015, un protocollo d’intesa per la valorizzazione di una porzione del complesso “ex Cavallerizza Reale” ed edificio “ex Zecca” di Torino, promosso dall’assessore al patrimonio G. Passoni e siglato da diverse Istituzioni Pubbliche torinesi (quali Politecnico di Torino, Ordine degli Architetti, Teatro Regio, Museo del Cinema, etc), nel quale Compagnia di San Paolo è incaricata dello studio di fattibilità sull’immobile.
La delibera di giunta è stata presentata come un “percorso partecipativo”.
Homers srl ed Equiter spa sono stati incaricati dalla Compagnia di San Paolo, senza alcuna procedura di evidenza pubblica, di effettuare uno studio economico e di destinazione d’uso sul futuro della Cavallerizza (del quale si attende ancora la puntuale presentazione).
L’architetto Robiglio (Homers srl) il 3 luglio 2015, nell’audizione alla Commissione Cultura del Comune di Torino, ha prospettato un costo del progetto di “valorizzazione” della Cavallerizza intorno ai 100 milioni di euro con un cantiere aperto per circa 25 anni.
Il progetto individua per l’80% del complesso una destinazione a residenze, esercizi commerciali e attività ricettive (tali destinazioni d’uso non sembrano in linea con i principi di iscrizione del bene all’Unesco).
***

Continua a leggere Un po’ di storia di quello che abbiamo fatto per tutelare la Cavallerizza Reale.

24/3/2019 Assemblea pubblica Cittadina

Domenica 24 marzo alle ore 17.30, Tutte e Tutti sono invitati a partecipare all’Assemblea Pubblica Cittadina.

Ordine del Giorno:

1) Firme di sottoscrizione della Dichiarazione di Uso Civico
2) Cosa si intende per Nuovo Masterplan di CDP
3) Dossier di Redditività Civica
4) Contabilità
5) Canali di comunicazione di Assemblea Cavallerizza 14:45

Vi aspettiamo numerosi.

Assemblea Cavallerizza 14:45

link ai documenti mozione e dichiarazione di Uso Civico
[https://wp.me/P4FqpN-4hj]

Report Assemblea di domenica 17 Marzo 2019
[https://drive.google.com/file/d/0B-ukBw3RddSFWU5Hc1kxR0FJaDk4MV94OXlPdVF3SC1pRWlF/view?usp=sharing]

17/3/2019 Assemblea pubblica Cavallerizza

In previsione della prossima pubblicazione del nuovo regolamento della Città di Torino sui beni comuni, vi invitiamo tutti a partecipare domenica 17 marzo alle ore 17.30 all’Assemblea pubblica citadina  per discutere con voi su:

1.Dichiarazione Uso Civico Cavallerizza Reale; aggiornamento attuazione;

2.Ragolamento beni comuni Città di Torino: aggiornamento;

3. Resoconto censimento attività in Cavallerizza.

Vi aspettiamo numerosi.

 

Assemblea Cavallerizza 14:45:

link ai documenti mozione e regolamento https://wp.me/P4FqpN-4hj

14/10/2018 Assemblea Pubblica Cavallerizza

A maggio 2014 un gruppo eterogeneo di cittadini, artisti e operatori della cultura, ha liberato la Cavallerizza Reale dal degrado e dall’abbandono, restituendola alla fruizione collettiva quale bene comune.

L’azione di questo gruppo di persone – informale, mutevole e aperto – ha difeso un bene tutelato dall’Unesco da una speculazione che lo avrebbe trasformato in un “hotel de charme”, con la complice indifferenza delle istituzioni.

Questo gruppo eterogeneo di cittadini – che si è dato il nome di Assemblea Cavallerizza 14:45 – si è unito intorno a valori fondamentali quali antifascismo, antirazzismo, antisessismo, uso collettivo e non proprietario degli spazi, l’orizzontalità delle decisioni sempre prese in modalità pubblica e assembleare.

Così come riportato nell’appello sottoscritto da diecimila persone, che ha sancito la volontà della collettività di una Cavallerizza libera da egoismi e egemonie.

Come Assemblea Cavallerizza 14:45 ci dissociamo e non riconosciamo come legittimi e coerenti alle nostre pratiche:

  • comportamenti violenti, sessisti, omertosi e intimidatori,

  • atti di appropriazione arbitraria ed esclusiva di spazi e risorse collettive,

  • l’affidamento ad enti privati (associazioni, fondazioni etc) della gestione della Cavallerizza Reale.

Per questo rivendichiamo quei valori che hanno consentito a migliaia di persone di attraversare, di fruire di una Cavallerizza liberata dal degrado e pubblica, e respingiamo con forza qualsiasi pratica egoista e autoritaria.

Assemblea Cavallerizza 14:45 è stata, ed è, un esempio di gestione non proprietaria di un bene comune e ha instaurato con la cittadinanza un rapporto trasparente e partecipativo ed è stata delegata (con la mozione n. 2017 03094/00 ) a garantire il buon andamento della scrittura delle prassi che in quattro anni di occupazione si sono sviluppate all’interno delle mura della Cavallerizza Reale.


Questo è stato un lavoro lungo, centinaia di persone tra novembre 2017 e maggio 2018 hanno partecipato ogni domenica alla scrittura del Regolamento di uso civico collettivo urbano approvato definitivamente maggio 2018.

Vogliamo fare chiarezza ancora una volta su cosa sia questo documento:

  • Il valore del nostro processo non risiede soltanto nel pregio dell’immobile che lo ospita, che prioritariamente difendiamo in quanto patrimonio pubblico, ma anche nelle pratiche partecipative che ne garantiscono una fruizione comune,

  • l’Assemblea Cavallerizza 14:45 non si riconosce in forme di diritto privato come cooperative, fondazioni o associazioni, ma che queste possono nella loro autonomia creativa e organizzativa, partecipare attraverso le assemblee e tavoli di lavoro, partecipare in modo paritario alla vita dello spazio,

  • queste regole non sono astratte, ma nascono da consuetudini di uso, non sono cristallizzate ma possono certo migliorare e essere modificate attraverso il processo di partecipazione,

La nostra grammatica dei beni comuni si fonda sull’autonomia dei processi, ma anche sulla loro interdipendenza.

Assemblea Cavallerizza 14:45 chiede agli/alle abitanti di questa città di respingere ogni forma di comportamento violento e autoritario che inficia il processo di partecipazione impedendo la fruizione di un bene comune.

Chiediamo a questa Amministrazione di respingere qualsiasi ipotesi di concessione e affidamenti a soggetti privati non rispettosi dei valori fondanti l’Assemblea, soggetti che vorrebbero trasformare l’uso civico in” negozi di diritto privato” o amministrati da soggetti privati mascherati sotto il nome di associazione o fondazione (una follia che rischia di far fare alla Cavallerizza la stessa ingloriosa fine dellesperienza del Teatro Valle). Auspichiamo che fra le varie fasi propedeutiche alla modifica dell’attuale regolamento dei beni comuni sia stato prevista l’apertura di un tavolo di partecipazione volto a recepire i suggerimenti e le integrazioni da parte della cittadinanza.

L’uso civico non prevede legalizzazioni privilegiando soltanto alcuni, non difende lo status quo di un collettivo, non può essere la deresponsabilizzazione del pubblico trasferendo sui cittadini oneri di manutenzione straordinaria o cura minima delle strutture. Per questo continuiamo a chiedere che il prossimo regolamento dei beni comuni della città di Torino preveda l’acquisizione di questo corpus di regole, che trasformi la possibilità in una realtà concreta, come già accaduto in altre città.

Convochiamo l’Assemblea Cavallerizza domenica 14 ottobre 2018 ore 18,00

Odg

  1. applicazione del regolamento e nomina comitato dei garanti,

  2. accoglienza progetti

  3. varie ed eventuali

Assemblea Cavallerizza 14:45:

1-20 ottobre MUSEO VIVENTE

1-20 ottobre Dall’1 al20 ottobre 2018 il Museo Vivente apre  i cancelli ai piani della Cavallerizza per costituire una barricata vivente – presidio permanente. Barriera corallina/collezione di opere d’arte e artisti attivi per opporsi allo sgombero e alle resistenze che vogliono impedire a Cavallerizza Reale Bene Comune di esistere. Barricata d’arte, di corpi, opere e pensiero.Bellezza in-contro deturpazione. Concentrazione di valore, rete, intreccio vivente che reagisce e agisce. Riparo fatto d’intenzioni concrete e realizzazioni poetiche, dipresenza che non è mai assenza. Barricata inequivocabile al disordine. Invitiamo gli artisti, i musicisti, i performer e i curatori a partecipare con iniziative qui alla Cavallerizza nei tre piani della manica dal 1 al 20 ottobre dalle 15 alle 21 tutti i giorni.

Lunedì ore 17.30 incontro Museo Vivente  III piano della manica prospicente igiardino con ingresso dallo scalone centrale.