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HERE 2017 ha inizio! 19-28 maggio 2017 orari e programma

L’attesa è finita! oggi 19 maggio alle 16.00 si aprirà la seconda edizione di HERE.

Nel 2016, con la prima edizione di HERE, 200 artisti hanno esposto in 130 stanze del complesso della Cavallerizza Reale di Torino. L’evento ha avuto un grande impatto sulla città accogliendo più di 9.000 visitatori in soli 10 giorni, con una notevole attenzione da parte dei media e l’inserimento di Cavallerizza nella mappa internazionale dei luoghi d’arte indipendenti a cura del MAXXI (Museo d’arte contemporanea di Roma):
www.theindependentproject.it/it/places/italy/piemonte/torino/organization/artivisive-cavallerizza/

Lo scopo della manifestazione era quello di portare all’attenzione della cittadinanza la situazione della Cavallerizza Reale di Torino, patrimonio Unesco da anni lasciato in stato di abbandono dall’Amministrazione comunale che ne prevedeva la vendita a privati.

Dal maggio del 2014 un gruppo di cittadini, artisti, professionisti, studenti, ha riaperto una parte degli spazi (che includono 2 teatri, aree comuni, giardini reali e più di 100 stanze) del complesso con l’intento di preservarli dal degrado e trasformarli in polo di sperimentazione socio-culturale ad uso civico.

Cavallerizza è diventata un centro di produzione culturale indipendente che in quasi 3 anni ha dato vita a più di 2000 iniziative (musica, spettacoli, mostre, cinema, workshop) e accolto in residenza artisti nazionali ed internazionali, attivando progetti di co-working, orti urbani, cucina popolare, attività per bambini, laboratori artistici, lezioni di danza, yoga, fotografia, conferenze su tematiche politiche e sociali, ecc.

La seconda edizione di Here, che si terrà da venerdì 19 a domenica 28 maggio 2017, sarà organizzata dal gruppo Arti Visive, parte dell’Assemblea Cavallerizza 14:45, composto unicamente da volontari, come tutti gli altri gruppi attivi (Arti Sceniche, Arti Musicali, Polo Letterario, ecc.).

La manifestazione vede la partecipazione di oltre 300 artisti visivi e oltre 100 artisti della scena che andranno a far vibrare l’atmosfera di Cavallerizza con 10 giorni di esposizione e oltre 80 ore di spettacoli teatrali.

L’evento sarà autogestito ed autofinanziato.

La manifestazione, nata per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini a livello territoriale, nazionale ed internazionale, evidenzierà il potenziale di crescita e il valore socio-culturale di Cavallerizza, come esempio di nuove politiche socio-culturali di autogoverno dei beni pubblici attraverso un processo di partecipazione che si avvale di strumenti quali l’inclusione, il confronto, la trasversalità.

orari e programma

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18/2/2017 – Idee per la Cavallerizza

Idee per Cavallerizza (Torino, 18-02-2017)
Intervento Assemblea Cavallerizza 14:45

La “vicenda Cavallerizza” si colloca all’interno di un sistema in cui le istituzioni, assoggettate agli interessi dei grandi poteri economici, non riescono più a rispondere alle esigenze reali dei cittadini. Cavallerizza rappresenta un esempio emblematico di come l’Amministrazione, per ricevere finanziamenti dagli istituti bancari e far fronte ai debiti, sia arrivata a vendere i Beni Comuni e il patrimonio artistico-architettonico della Città. Il cd. “processo di valorizzazione” del patrimonio collettivo, che ha comportato la vendita del complesso a Società di Cartolarizzazione e a Cassa Depositi e Prestiti, non solo è stato palesemente disatteso, ma si è ribaltato in un processo di privatizzazione del bene pubblico.

Nel centro di Torino, in questi due anni e mezzo, un luogo degradato e abbandonato ha ripreso vita. Al suo interno è nata spontaneamente una comunità aperta, inclusiva e auto-organizzata che, senza costi per l’amministrazione, ha generato una produzione culturale di grandi proporzioni basata su modalità partecipative: dall’accesso completamente libero e gratuito alla cultura, alla messa in condivisione dei mezzi di produzione, alla formazione gratuita di nuove competenze, al coinvolgimento attivo degli abitanti all’autogoverno dei beni pubblici.

Fin dal maggio 2014 il fenomeno “Cavallerizza Reale Occupata” si è inserito in un contesto cittadino di ampio respiro – composto da realtà che agiscono quotidianamente per ridisegnare le relazioni tra le persone il territorio che abitano – con l’obiettivo di rendere la cittadinanza parte attiva nelle scelte che la riguardano.

Per questo, Cavallerizza rappresenta un modello innovativo e un movimento politico, sociale e culturale che ha il sostegno di decine di associazioni e migliaia di cittadini. Cavallerizza è la dimostrazione di come le logiche di mercato possano essere sovvertite dal coinvolgimento diretto della cittadinanza, generando una nuova concezione di accesso al governo della cosa pubblica.


Cavallerizza ha accolto più 1000 incontri tesi alla costruzione del processo di partecipazione

Dai dati raccolti in questi due anni e mezzo emerge chiaramente quanto il valore sociale e culturale generato da quest’esperienza sia inestimabile e non possa essere ridotto ad una mera sommatoria di numeri. Nel contempo, emerge altrettanto chiaramente quanto il potenziale di crescita della Cavallerizza sia ciò che la rende un importante valore aggiunto per il territorio sia in termini socio-culturali che economici oltreché un esempio sul panorama internazionale .


Cavallerizza ha accolto oltre 100.000 abitanti che hanno fruito delle attività

(la Città come avrebbe potuto sostenere l’organizzazione di tutte queste attività in una maniera differente, vista l’attuale situazione di bilancio?)

 

L’esempio forse più noto è stato il progetto del gruppo arti visive: “HERE” (di cui si sta organizzando la seconda edizione prevista per maggio 2017), che nella sua prima edizione ha visto coinvolti 200 artisti, (dai giovani esordienti ad artisti più affermati sul territorio), registrando in 10 giorni più di 9.000 presenze.

Grazie ad HERE la Cavallerizza è stata inserita dal Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma all’interno della mappa mondiale delle realtà culturali indipendenti. E, anche in questo caso la trasversalità, l’inclusione, l’accoglienza di proposte e il confronto sono stati strumenti concreti per realizzare politiche culturali nuove ed efficaci per il territorio.

Per questo la Cittadinanza ha richiesto con la raccolta di più di 10.000 firme che:

  • la Cavallerizza reale venga decartolarizzata, e torni così di proprietà pubblica;

  • la destinazione degli immobili sia legata ad una funzione pubblica e ad una fruizione collettiva;

  • venga mantenuta l’unitarietà del complesso, potenziandone la valenza socio-culturale e la natura di luogo di aggregazione;

  • il futuro della Cavallerizza venga deciso insieme ai Cittadini attraverso processi di gestione partecipativa

Per realizzare questi obiettivi chiediamo che:

  • il protocollo di intesa promosso dalla precedente Giunta PD, venga al più presto annullato, e che vengano disconosciuti tutti i Masterplan realizzati a porte chiuse senza il coinvolgimento della cittadinanza;

  • che ci sia un sostegno reale alla sperimentazione culturale e che si agiscano politiche culturali nuove ed efficaci per il territorio;

  • l’Amministrazione prenda posizione chiaramente in merito all’indagine aperta dall’Unesco che ha messo sotto osservazione il provvedimento di alienazione della Cavallerizza (che permette la costruzione di alberghi, parcheggi e centri commerciali);

  • venga riconosciuto al più presto l’uso civico dell’intero complesso.

Il riconoscimento del potenziale di Cavallerizza in termini culturali, sociali ed economici da parte dell’amministrazione, seguita coerentemente con il riconoscimento giuridico dell’uso civico determinerebbe l’opportunità non solo di preservare la Cavallerizza come Bene Comune – mantenendo l’uso pubblico degli spazi – ma anche l’inestimabile patrimonio di partecipazione e sperimentazione artistica in atto.

Questa è un’occasione, una contingenza storica, un valore che la Città non può perdere.

slide-intervento

17 /2/2017 comunicato stampa

Il Comune organizza “idee per la Cavallerizza”, davvero una svolta rispetto al passato?

Domani, 18.2.2017, alle ore 9:00, in via Corte d’Appello n. 16, la nuova l’Amministrazione Comunale Torinese ha organizzato un incontro “Idee per la Cavallerizza Reale” al quale siamo stati invitati insieme ad istituzioni e associazioni cittadine.

Per come è stata formulata questa proposta di incontro rischia di diventare un mercato in cui privati e istituzioni si propongono per la spartizione della Cavallerizza tentando così di delegittimare un percorso partecipato di quasi tre anni di occupazione e liberazione della Cavallerizza. Un percorso in cui si sono già evidenziate le potenzialità del progetto culturale e di partecipazione attivato ma anche delle proposte tangibili, come il riconoscimento di uso civico, che consentono di preservare l’uso pubblico degli spazi e l’inestimabile patrimonio di partecipazione e sperimentazione artistica in atto

Riteniamo questo incontro con l’Amministrazione molto importante per riaffermare alcuni principi cardine dell’appello del maggio 2014 con il quale la cittadinanza si è opposta alla vendita della Cavallerizza. Ma soprattutto importante nell’ottica di chiedere a questa nuova amministrazione un cambio di rotta, un segno di discontinuità concreta rispetto alla precedente giunta PD e il coraggio di fare scelte che mettano al centro non i grandi poteri costituiti ma i cittadini.

Vi invitiamo a partecipare numerosi e a sostenerci!

                                                  Assemblea Cavallerizza 14:45

La Cavallerizza pubblica e per tutt*!

Nel maggio 2014 la cittadinanza denunciava lo stato di abbandono dell’Ex Cavallerizza Reale e il tentativo di privatizzazione e speculazione sul bene da parte della precedente Giunta comunale PD.
In questi due anni e mezzo centinaia di cittadini volontari si sono presi cura degli spazi in Cavallerizza, generando un nuovo fenomeno socio-culturale nella città di Torino.
Oltre 10.000 persone hanno espresso il loro sostegno alla lotta per la tutela della Cavallerizza, sottoscrivendo l’appello, partecipando alle iniziative, contribuendo così alla costruzione di una Comunità.
Grazie a questo impegno collettivo siamo oggi ad un momento di svolta:
Domenica 11 dicembre 2016 si è tenuto infatti un importante incontro sulla gestione partecipata dei Beni Comuni e sul possibile percorso di riconoscimento della Cavallerizza come spazio di uso civico.
All’incontro hanno partecipato diversi assessori e funzionari del Comune di Torino ed alcuni delegati dell’ex Asilo Filangieri di Napoli – immobile preso in cura dai cittadini e diventato esempio di laboratorio di sperimentazione di uso civico urbano.
Da questo primo momento di confronto è emersa la disponibilità della nuova amministrazione di aprire un percorso di confronto e progettazione.
Pochi giorni dopo, in data 19 dicembre 2016, il vicesindaco Prof. Guido Montanari, interrogato sulla questione in Consiglio Comunale, ha dichiarato che l’immobile verrà decartolarizzato e che la Cavallerizza tornerà pubblica.
Dopo anni di mobilitazione cittadina finalmente un importante segnale di cambiamento!
Nella speranza che questo sia un primo passo verso una ricostruzione dei rapporti tra amministrazione e cittadini, vi invitiamo a partecipare ai futuri momenti di confronto e alle prossime iniziative in Cavallerizza.

Lettera Aperta alla Sindaca di Torino Chiara Appendino

Alla cortese attenzione della Sindaca della Città di Torino Chiara Appendino
Gentile Sindaca,
a sei mesi dal suo insediamento e alla luce di alcune decisioni poco confacenti alla salvaguardia dei Beni Comuni, come quelle sul Parco Michelotti e l’area ex Westinghouse – condizionate dalle scelte della passata Amministrazione e imposte da esigenze di bilancio – siamo preoccupati per le sorti della Cavallerizza Reale.
Le chiediamo quindi una Sua espressione di volontà volta a non riconoscere ufficialmente il Masterplan, commissionato da Compagnia di San Paolo e presentato nella competente Commissione Consiliare dall’arch. Robiglio la primavera scorsa, nonché qualunque altro progetto che non abbia visto la partecipazione della Cittadinanza.
Pur in assenza di qualunque presa d’atto da parte dell’Amministrazione comunale, né di approvazioni da parte di altri Enti competenti, il succitato Masterplan ha avuto ampia visibilità sugli organi di stampa, grazie anche alla promozione svolta dall’allora sindaco Fassino, e viene tuttora considerato l’unico riferimento progettuale per la “valorizzazione” della Cavallerizza Reale.
Le chiediamo inoltre di disconoscere il Protocollo di Intesa per la valorizzazione della Cavallerizza, cofirmato dal Comune di Torino, che prevede nell’art. 6 una clausola di riservatezza che non consente la partecipazione dei cittadini.
Alla luce delle recenti dichiarazioni del presidente del Teatro Stabile di Torino, siamo preoccupati per il futuro dell’intero complesso della Cavallerizza Reale.
Ci permettiamo di ricordarLe che nel maggio 2014 l’Assemblea Cavallerizza 14:45 ha promosso un appello alla Cittadinanza – che ha risposto con 10 mila firme – in cui si chiede che:
il complesso della Cavallerizza venga rimosso dal programma di cartolarizzazione del Comune di Torino, affinché tutto il complesso ritorni di proprietà pubblica;
gli immobili della Cavallerizza, in quanto Patrimonio della Città e dell’Umanità, rimangano sempre aperti ed accessibili a tutti i Cittadini, la loro destinazione sia legata ad una funzione pubblica e ad una fruizione collettiva; che ne sia conservata e potenziata la valenza socio-culturale e la natura di luogo di aggregazione; che usi impropri di carattere privato e speculativo siano considerati del tutto incompatibili e inaccettabili;
il futuro della Cavallerizza venga deciso attraverso processi di gestione e progettazione partecipata con la Cittadinanza e che, in questa prospettiva, la destinazione degli immobili venga decisa in base alle esigenze reali dei Cittadini affinché questo luogo torni ad essere uno dei cuori pulsanti della Città.
Ci auguriamo dunque che la Vostra presenza rappresenti un vento di cambiamento nelle logiche di governo, che questo sia l’inizio di un virtuoso percorso di dialogo e lavoro condiviso tra Cittadinanza e Amministrazione della Città, affinché si preservi la natura di Bene Comune dell’intero complesso e sia riconosciuto il valore culturale e sociale del processo di partecipazione cittadina che ha preso vita e vive nella Cavallerizza Reale di Torino.
Certi che vorrà accogliere queste nostre richieste, Le porgiamo cordiali saluti.
Assemblea Cavallerizza 14:45

Lettera pubblica alla Fondazione Teatro Stabile di Torino

LETTERA  PUBBLICA ALLA FONDAZIONE TEATRO STABILE DI TORINO

Caro Direttore artistico,

Caro Direttore e dirigenti della fondazione Teatro Stabile di Torino,

leggiamo da varie testate che il Teatro Stabile di Torino rivendica un pezzo della Cavallerizza (il Maneggio Alfieriano), poiché, riporta Repubblica, afferma di essere “a corto di spazi”.

In questo modo ci fate sapere due cose. La prima è che della Cavallerizza, come esperienza di partecipazione, forse sapete troppo poco; la seconda è che sembra non abbiate compreso uno dei punti fondamentali della questione: la Cavallerizza Reale non è un pezzo di Città da spartire, ma un Bene Comune da preservare.

Una logica del bene comune che pare non appartenere a voi di Fondazione Teatro Stabile. Infatti in passato, alla richiesta di impegnarvi nei lavori di ristrutturazione, avete semplicemente abbandonato la Cavallerizza Reale al suo destino.

Ci sarebbe piaciuto, in questi due anni, vederVi assistere ad almeno uno degli spettacoli che abbiamo sostenuto, ospitato e che hanno riempito i teatri di Cavallerizza in questi anni.
Decine di realtà ogni mese chiedono di esprimersi nel percorso di Cavallerizza Irreale.
Centinaia di realtà culturali di rilievo cittadino, nazionale ed internazionale hanno attraversato e attraversano gli spazi della Cavallerizza, portando spettacoli teatrali ma anche corsi, workshop, mostre, dibattiti, etc., sempre accessibili a tutti e tutte.

L’esperienza di Cavallerizza rappresenta sempre di più un nuovo modello di Polo Culturale che si propone non come espositore di effimeri prodotti dell’industria culturale istituzionale, ma come spazio di creazione artistica, produzione culturale, innovazione sociale di respiro nazionale ed europeo.

Rimaniamo fermi nella convinzione che la Cavallerizza sia e debba restare un Bene Comune, uno Spazio Pubblico.

Sui giornali chiamate tutto questo “disobbedienza civile”, per noi invece questo è un “dovere civico”. Sempre a mezzo stampa suggerite all’Amministrazione di concederci un “pezzettino della torta”: la Manica Lunga – ricordiamo però che la parte della Cavallerizza che citate non è nelle disponibilità del Comune, ma della società di cartolarizzazione CCT srl.  

Non vi dispiacete se non prendiamo in considerazione il Vostro “invito” a prendere parte a questa “operazione spezzatino” del complesso – che, Vi ricordiamo, abbiamo sempre contestato e contrastato – ma non ci riconosciamo nelle logiche del do ut des.

Non importa quale sia la promessa, più o meno sottesa, non dimentichiamo l’impegno che, attraverso l’appello del 2014 (sottoscritto da 10.000 cittadini), abbiamo preso con la città: Cavallerizza aperta, pubblica, unitaria e che la sua destinazione venga decisa attraverso un processo partecipato.

Noi non chiediamo – come invece la FTST sta facendo – l’assegnazione ad personam di un luogo, ma rivendichiamo che la Cavallerizza, nella sua interezza, sia riconosciuta come Bene Comune dall’Amministrazione, e che sia regolata attraverso un nuovo modello di uso civico urbano. Ossia che tutta la cittadinanza possa averne accesso attraverso un regolamento comune.

Tramite l’uso civico anche voi – come istituzione – potrete avere l’uso di questi spazi ma senza privilegi, senza esclusività; bensì in ottica partecipativa, attraverso assemblee pubbliche, gruppi e tavoli di lavoro, portando avanti con noi questo percorso comunitario di relazione con le esigenze del tessuto urbano vivo di questa città.

Cari Direttori, dirigenti, tutto questo è possibile. Vi invitiamo ad informarVi ed aggiornare le vostre fonti. Non esiste, infatti, solo l’esperienza conclusa del Teatro Valle. Un progetto analogo a quello della Cavallerizza si sta già realizzando all’ex Asilo Filangieri di Napoli – ed in altri sette spazi napoletani riconosciuti dall’Amministrazione Beni Comuni emergenti – ma non solo, si sta diffondendo anche in molte altre città italiane ed europee.

In tutto questo dunque, prima di chiedere “pezzi” di Cavallerizza, ci sono alcune domande alle quali sarebbe doveroso rispondere pubblicamente:

Siete disposti a prendervi cura degli spazi insieme ai cittadini, in una logica partecipata, rispettando così la natura di Bene comune della Cavallerizza?

Siete disposti ad abbandonare il meccanismo clientelare dell’affidamento ad personam, del privilegio, dell’uso esclusivo degli spazi?

Siete disposti a creare e preservare una comunità aperta, sostenendo una produzione culturale che metta a disposizione della collettività i mezzi di produzione, garantendo l’accessibilità fisica ed economica degli spazi?

Se ciò che vi muove fosse esclusivamente l’ottenere un accordo per prendere una fetta della torta, allora vorrebbe dire che state tentando, di fatto, di sottrarre un Bene Comune a tutta la Città e di ostacolare un prezioso processo di partecipazione.

Se invece, come auspichiamo, entrambi desideriamo e chiediamo che Cavallerizza sia riconosciuta e gestita come Bene Comune Vi invitiamo ad un confronto nell’Assemblea Pubblica Cittadina di domenica 18 Dicembre alle 18:00 e nelle successive assemblee pubbliche che si terranno in Cavallerizza.

 

25 luglio 2016 Lettera aperta all’Amministrazione comunale

COMUNICATO STAMPA 25 LUGLIO 2016

Oggi abbiamo consegnato all’Amministrazione comunale la sseguente lettera aperta alla neo Sindaca Chiara Appendino e al Consiglio Comunale per avviare un confronto sul futuro della Cavallerizza Reale.

Auspichiamo che questo sia l’inizio di un processo che tenga conto dell’esperienza culturale e di partecipazione già realizzata in questi due anni dall’Assemblea Cavallerizza 14:45 e che superi definitivamente il percorso di vendita e speculazione avviato della Giunta PD e dal Sindaco Fassino.

testo della lettera

Alla Sindaca della Città di Torino

CHIARA APPENDINO

Alla GIUNTA CIVICA

Al CONSIGLIO COMUNALE

Gentile Signora Sindaca
Signori/e Assessori/e Signori/e Consiglieri/e,

ci permettiamo di scrivere a Lei e a tutti i rappresentanti della Città per ricordare che, tra i tanti e impegnativi problemi che dovranno essere affrontati dalla nuova amministrazione e dal Consiglio, la vicenda della Cavallerizza Reale e della sua minacciata frammentazione e privatizzazione resta tuttora una questione aperta, che ci auguriamo venga affrontata con un approccio nuovo alla tutela del patrimonio storico, artistico, culturale e con il conseguente coinvolgimento attivo della cittadinanza.

Riteniamo che l’insediamento della nuova amministrazione da Lei presieduta possa aprire una pagina nuova per la Città anche in questo caso. In particolare, ci sembrano oggi inevitabilmente superate le indicazioni che scaturivano dal Protocollo d’Intesa e dalle altre iniziative istituzionali a suo tempo intraprese dalla precedente Amministrazione.

Ci auguriamo quindi che, nel riaffrontare in modo nuovo e sistematico l’intera questione, l’amministrazione civica possa dare vita ad un confronto aperto e trasparente con la cittadinanza tutta nelle sue varie realtà ed espressioni.

Confidiamo quindi che si possa ipotizzare un momento prossimo, in settembre/ottobre, di rinnovato e pubblico confronto tra Assemblea Cavallerizza 14:45, Lei, la Sua Giunta e il Consiglio tutto.

Nella speranza di un positivo riscontro e augurandoLe buon lavoro per il nuovo incarico, La salutiamo cordialmente, unitamente alla Sua Giunta e a tutto il Consiglio Comunale.
Torino, 25 luglio 2016

Assemblea Cavallerizza 14:45

21 luglio 2016 – G8 di Genova 15 anni dopo-

21 luglio 2001 -“Black bloc! Adesso vi ammazziamo”
“gli diede un calcio al petto con tanta violenza da incurvargli tutta la parte sinistra della gabbia toracica, rompendogli una mezza dozzina di costole. Le schegge gli lacerarono la pleura del polmone sinistro. Covell, che è alto 1,73 e pesa meno di 51 chili, venne scaraventato sulla strada. Sentì ridere un agente e pensò che non ne sarebbe uscito vivo”

Protetti da un sistema che non permette l’identificazione degli agenti di polizia.
Protetti da un sistema che on riconosce il reato di tortura.
Protetti da un sistema che non ha processato i mandanti morali e che ha assolto i dirigenti, come l’ex questore Colucci che veniva prosciolto in Cassazione per intervenuta prescrizione),.
http://www.internazionale.it/…/20…/04/07/genova-g8-inchiesta

20 luglio 2016 in ricordo di Carlo Giuliani

20 luglio 2001 -20 luglio 2016

15 anni fa Carlo Giuliani veniva ucciso durante gli scontri del G8 di Genova.
Ricordiamo i fatti di Genova come un abuso di potere del governo e delle forze di polizia. Un abuso che una parte di questo paese continua sfacciatamente a riproporre.
In questa stessa data il sindacato di polizia della Coisp ha organizzato a Geova un incontro intitolato “L’estintore quale strumento di pace?” di cui riportiamo l’articolo di cronaca.
Questa non è una provocazione isolata ma la manifestazione concreta di un “mondo di pensare” diffuso all’interno dei palazzi del potere e delle forze dell’ordine.
In questa vicenda viene rappresentato un “modo di agire” che ci priva della nostra umanità, un “modo di uccidere” che offende e ripugna; un altro tassello che descrive come Genova sia stata devastata da un’azione di guerra, un’azione repressiva che ha degradato l’intero paese.
Oggi ricordiamo la violenza, che mai dimenticheremo e che Genova ci ha lasciato negli occhi e sui corpi.
Oggi ricordiamo la rabbia, quella che Genova ci ha lasciato nel cuore.
Oggi ricordiamo anche e soprattutto la forza di Giuliano Giuliani e Adelaide Cristina Gaggio e di quella parte d’Italia che lotta e che continua a lottare per abbattere un sistema oppressivo, per costruire una società più equa, una società in cui la parola giustizia abbia un senso.
http://iltirreno.gelocal.it/…/carlo-giuliani-il-convegno-co…