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Contro il G7 – Inaugurazione CLAP 29/9/2017

A Torino durante le giornate di mobilitazione contro il G7 nascono le CLAP  (Camere del Lavoro Autonomo e Precario).

Il 29 Settembre Cavallerizza ha organizzato dei momenti di confronto e dibattito sul tema del precariato a partire dai lavoratori e lavoratrici della cultura, della conoscenza, dell’informazione, dei servizi di cura alla persona, dell’intrattenimento, della ristorazione, dei servizi in generale. Giovani e meno giovani che fanno dei «lavoretti» a 3 euro l’ora per pagarsi un affitto o aiutare a casa con un contratto di lavoro che scade tra qualche settimana o tra qualche mese.

Siamo lavoratori e lavoratrici precari e autonomi. Lavoriamo nella cultura, nella conoscenza, nell’informazione, nei servizi di cura alla persona, nell’intrattenimento, nella ristorazione, nei servizi in generale. Siamo giovani e meno giovani che fanno dei «lavoretti» a 3 euro l’ora per pagarsi un affitto o aiutare a casa . Il nostro contratto di lavoro scade tra qualche settimana o tra qualche mese, e non sappiamo cosa succederà dopo; alcuni di noi il contratto proprio non ce l’hanno e lavorano in nero. Le ferie, la maternità, la mutua sono una fortuna per pochi e chi non ne ha diritto è costretto ad adattarsi nella rassegnazione di non poter trovare di meglio e di essere facilmente sostituibile.

Ci sono tanti nostri amici, conoscenti, coetanei, ancora più sfruttati, che neppure sono pagati per il lavoro che fanno: praticanti, tirocinanti, stagisti, lavoratori in prova, vincitori di bandi di collaborazione con gli enti pubblici, una massa di giovani che lavorano gratis nella promessa di una di un migliore curriculum, un’assunzione, una ricompensa futura.

Siamo piccole partite IVA,  l’abbiamo aperta per fare quello che sogniamo, aspettiamo da mesi che il committente paghi la fattura e nel frattempo dobbiamo pagare contributi INPS sempre più alti. Le cose non vanno benissimo, ma non vogliamo rinunciarci.

Sappiamo che tutto ciò non è normale, ma non sapevamo bene cosa fare, perchè, con i tempi che corrono, ci dicono che non bisogna sputare su nessun lavoro che si trova. Nel nostro posto di lavoro non ci sono sindacati a cui chiedere un aiuto sul contratto che abbiamo firmato, un aiuto a leggere la busta paga a inizio mese o un sostegno per fare dele richieste collettive al datore di lavoro.

Per questo abbiamo deciso di auto-organizzarci in uno spazio come la Cavallerizza, un bene comune per tutt*: vogliamo metterci insieme, unire ciò che il sistema economico ha diviso, condividere strumenti ed esperienze personali per uscire dalla solitudine e dall’invisibilità. Vogliamo costruire in Cavallerizza nelle Camere del Lavoro Autonomo e Precario, uno spazio fisico in cui ritrovarci, raccontarci ciò che succede nel nostro lavoro, farci forza reciprocamente per non accettare lo sfruttamento, in cui auto-organizzare sportelli di assistenza legale, consulenza fiscale, competenze sui contratti e sulle pensioni, per aiutare noi stessi e chi è nelle nostre condizioni.

La CLAP di Torino si intende uno spazio di auto-organizzazione e ricomposizione di lavoratori e lavoratrici, che sostiene e amplifica le azioni e le mobilitazioni dentro e fuori il luogo di lavoro (presidi, picchetti e scioperi) e ambisce alla loro connessione in lotte comuni, senza alcuna distinzione.

evento fb della serata https://www.facebook.com/events/146073762574381/?acontext=%7B%22ref%22%3A%223%22%2C%22ref_newsfeed_story_type%22%3A%22regular%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D

Annunci

Approvata la Mozione per l’uso civico in Cavallerizza

E’ stata approvata 25 settembre in Consiglio Comunale la mozione sul riconoscimento di uso civico per la Cavallerizza Reale.
La mozione riconosce l’attività di questi tre anni dell’Assemblea Cavallerizza 14:45 e dà avvio ad un percorso di autonormazione civica.
Un primo passo verso la decartolarizzazione e l’uso civico dell’intero complesso! #cavallerizzairreale #generiamoanomalie

Rassegna stampa

:ttp://www.nuovasocieta.it/…/cavallerizza-approvata-mozion…/
http://www.comune.torino.it/uc…/comunicati/article_727.shtml

21/9/2017 -Comunicato stampa – in risposta al Sen. Esposito

COMUNICATO STAMPA 21/9/2017

Il Sen. Esposito ha annunciato a mezzo stampa di voler presentare al Min. Minniti la richiesta di sgombero della Cavallerizza Irreale.

La nostra risposta è l’evidenza.

La Cavallerizza è un Bene Comune, un patrimonio protetto UNESCO  che vive della partecipazione dei cittadini che – a partire dalle mobilitazioni del 2013 – se ne prendono cura.

Proprio il Partito Democratico, che il Sen. Esposito rapprensenta, tra il 2009 e il 2013 ha sottratto questo bene – attraverso la cartolarizzazione e poi la vendita all’incanto – al patromonio della città e l’ha consegnato, a garanzia dei propri debiti, in mano alle banche. (In particolar modo a BIIS, branca di Intesa-San Paolo).

Da allora Cavallerizza non è più un luogo abbandonato ma uno spazio attraversato quotidianamente da migliaia di cittadini che riconoscono e difendono l’incredibile valore artistico e di partecipazione che si sta generando all’interno di questa esperienza.

Cavallerizza è un centro di sperimentazione socio-culturale che non ha censori, un luogo di accoglienza dove le libertà di opinioni, di critica e di confronto non violento sono valori imprenscindibili.

Crediamo profondamente in questi principi fondanti la nostra costituzione ed essenziali per garantire la democraticità di uno Stato di diritto per questo auspichiamo che anche le istituzioni – dai Senatori della Repubblica ai Consiglieri Comunali e la Sindaca – rimangano fedeli al ruolo per cui sono state elette.

A Torino durante le giornate di mobilitazione contro il G7 nascono le CLAP
( Camere del Lavoro Autonomo e Precario).

Il 29 Settembre Cavallerizza ha organizzato dei momenti di confronto e dibattito sul tema del precariato – che termineranno con un concerto serale – per dar modo alle persone di prendere parola e di potersi quindi esprimere liberamente.

Crediamo infatti che la cultura e la conoscenza siano strumenti fondamentali di resistenza all’oppressione. L’oppressione che oguno di noi, in qualità di lavoratore e lavoratrice, vive ogni giorno sulla propria pelle.

A partire dai lavoratori e lavoratrici della cultura, della conoscenza, dell’informazione, dei servizi di cura alla persona, dell’intrattenimento, della ristorazione, dei servizi in generale. Giovani e meno giovani che fanno dei «lavoretti» a 3 euro l’ora per pagarsi un affitto o aiutare a casa con un contratto di lavoro che scade tra qualche settimana o tra qualche mese.

Lavoratori e lavoratrici precari/e che non sanno cosa succederà dopo l’ennesimo contratto temporaneo e senza garanzie ma che sono consapevoli del rischio di lavorare in nero non avendo poi più accesso a welfare e trattamento pensionistico.

Queste condizioni di vita hanno diritto di essere narrate, così come la cittadinanza ha diritto di chiedere condizioni di lavoro giuste e un’esistenza dignitosa. Cavallerizza sarà sempre uno spazio aperto al confronto, dibattito, uno spazio plurale, libero e questa è un’evidenza.

Assemblea Cavallerizza 14:45

ADERISCI ALL’EVENTO DI APERTURA DELLA CLAP
La prima camera del lavoro autonomo e precario nel territorio di Torino:

https://www.facebook.com/events/146073762574381

HERE 2017 ha inizio! 19-28 maggio 2017 orari e programma

L’attesa è finita! oggi 19 maggio alle 16.00 si aprirà la seconda edizione di HERE.

Nel 2016, con la prima edizione di HERE, 200 artisti hanno esposto in 130 stanze del complesso della Cavallerizza Reale di Torino. L’evento ha avuto un grande impatto sulla città accogliendo più di 9.000 visitatori in soli 10 giorni, con una notevole attenzione da parte dei media e l’inserimento di Cavallerizza nella mappa internazionale dei luoghi d’arte indipendenti a cura del MAXXI (Museo d’arte contemporanea di Roma):
www.theindependentproject.it/it/places/italy/piemonte/torino/organization/artivisive-cavallerizza/

Lo scopo della manifestazione era quello di portare all’attenzione della cittadinanza la situazione della Cavallerizza Reale di Torino, patrimonio Unesco da anni lasciato in stato di abbandono dall’Amministrazione comunale che ne prevedeva la vendita a privati.

Dal maggio del 2014 un gruppo di cittadini, artisti, professionisti, studenti, ha riaperto una parte degli spazi (che includono 2 teatri, aree comuni, giardini reali e più di 100 stanze) del complesso con l’intento di preservarli dal degrado e trasformarli in polo di sperimentazione socio-culturale ad uso civico.

Cavallerizza è diventata un centro di produzione culturale indipendente che in quasi 3 anni ha dato vita a più di 2000 iniziative (musica, spettacoli, mostre, cinema, workshop) e accolto in residenza artisti nazionali ed internazionali, attivando progetti di co-working, orti urbani, cucina popolare, attività per bambini, laboratori artistici, lezioni di danza, yoga, fotografia, conferenze su tematiche politiche e sociali, ecc.

La seconda edizione di Here, che si terrà da venerdì 19 a domenica 28 maggio 2017, sarà organizzata dal gruppo Arti Visive, parte dell’Assemblea Cavallerizza 14:45, composto unicamente da volontari, come tutti gli altri gruppi attivi (Arti Sceniche, Arti Musicali, Polo Letterario, ecc.).

La manifestazione vede la partecipazione di oltre 300 artisti visivi e oltre 100 artisti della scena che andranno a far vibrare l’atmosfera di Cavallerizza con 10 giorni di esposizione e oltre 80 ore di spettacoli teatrali.

L’evento sarà autogestito ed autofinanziato.

La manifestazione, nata per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini a livello territoriale, nazionale ed internazionale, evidenzierà il potenziale di crescita e il valore socio-culturale di Cavallerizza, come esempio di nuove politiche socio-culturali di autogoverno dei beni pubblici attraverso un processo di partecipazione che si avvale di strumenti quali l’inclusione, il confronto, la trasversalità.

orari e programma

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18/2/2017 – Idee per la Cavallerizza

Idee per Cavallerizza (Torino, 18-02-2017)
Intervento Assemblea Cavallerizza 14:45

La “vicenda Cavallerizza” si colloca all’interno di un sistema in cui le istituzioni, assoggettate agli interessi dei grandi poteri economici, non riescono più a rispondere alle esigenze reali dei cittadini. Cavallerizza rappresenta un esempio emblematico di come l’Amministrazione, per ricevere finanziamenti dagli istituti bancari e far fronte ai debiti, sia arrivata a vendere i Beni Comuni e il patrimonio artistico-architettonico della Città. Il cd. “processo di valorizzazione” del patrimonio collettivo, che ha comportato la vendita del complesso a Società di Cartolarizzazione e a Cassa Depositi e Prestiti, non solo è stato palesemente disatteso, ma si è ribaltato in un processo di privatizzazione del bene pubblico.

Nel centro di Torino, in questi due anni e mezzo, un luogo degradato e abbandonato ha ripreso vita. Al suo interno è nata spontaneamente una comunità aperta, inclusiva e auto-organizzata che, senza costi per l’amministrazione, ha generato una produzione culturale di grandi proporzioni basata su modalità partecipative: dall’accesso completamente libero e gratuito alla cultura, alla messa in condivisione dei mezzi di produzione, alla formazione gratuita di nuove competenze, al coinvolgimento attivo degli abitanti all’autogoverno dei beni pubblici.

Fin dal maggio 2014 il fenomeno “Cavallerizza Reale Occupata” si è inserito in un contesto cittadino di ampio respiro – composto da realtà che agiscono quotidianamente per ridisegnare le relazioni tra le persone il territorio che abitano – con l’obiettivo di rendere la cittadinanza parte attiva nelle scelte che la riguardano.

Per questo, Cavallerizza rappresenta un modello innovativo e un movimento politico, sociale e culturale che ha il sostegno di decine di associazioni e migliaia di cittadini. Cavallerizza è la dimostrazione di come le logiche di mercato possano essere sovvertite dal coinvolgimento diretto della cittadinanza, generando una nuova concezione di accesso al governo della cosa pubblica.


Cavallerizza ha accolto più 1000 incontri tesi alla costruzione del processo di partecipazione

Dai dati raccolti in questi due anni e mezzo emerge chiaramente quanto il valore sociale e culturale generato da quest’esperienza sia inestimabile e non possa essere ridotto ad una mera sommatoria di numeri. Nel contempo, emerge altrettanto chiaramente quanto il potenziale di crescita della Cavallerizza sia ciò che la rende un importante valore aggiunto per il territorio sia in termini socio-culturali che economici oltreché un esempio sul panorama internazionale .


Cavallerizza ha accolto oltre 100.000 abitanti che hanno fruito delle attività

(la Città come avrebbe potuto sostenere l’organizzazione di tutte queste attività in una maniera differente, vista l’attuale situazione di bilancio?)

 

L’esempio forse più noto è stato il progetto del gruppo arti visive: “HERE” (di cui si sta organizzando la seconda edizione prevista per maggio 2017), che nella sua prima edizione ha visto coinvolti 200 artisti, (dai giovani esordienti ad artisti più affermati sul territorio), registrando in 10 giorni più di 9.000 presenze.

Grazie ad HERE la Cavallerizza è stata inserita dal Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma all’interno della mappa mondiale delle realtà culturali indipendenti. E, anche in questo caso la trasversalità, l’inclusione, l’accoglienza di proposte e il confronto sono stati strumenti concreti per realizzare politiche culturali nuove ed efficaci per il territorio.

Per questo la Cittadinanza ha richiesto con la raccolta di più di 10.000 firme che:

  • la Cavallerizza reale venga decartolarizzata, e torni così di proprietà pubblica;

  • la destinazione degli immobili sia legata ad una funzione pubblica e ad una fruizione collettiva;

  • venga mantenuta l’unitarietà del complesso, potenziandone la valenza socio-culturale e la natura di luogo di aggregazione;

  • il futuro della Cavallerizza venga deciso insieme ai Cittadini attraverso processi di gestione partecipativa

Per realizzare questi obiettivi chiediamo che:

  • il protocollo di intesa promosso dalla precedente Giunta PD, venga al più presto annullato, e che vengano disconosciuti tutti i Masterplan realizzati a porte chiuse senza il coinvolgimento della cittadinanza;

  • che ci sia un sostegno reale alla sperimentazione culturale e che si agiscano politiche culturali nuove ed efficaci per il territorio;

  • l’Amministrazione prenda posizione chiaramente in merito all’indagine aperta dall’Unesco che ha messo sotto osservazione il provvedimento di alienazione della Cavallerizza (che permette la costruzione di alberghi, parcheggi e centri commerciali);

  • venga riconosciuto al più presto l’uso civico dell’intero complesso.

Il riconoscimento del potenziale di Cavallerizza in termini culturali, sociali ed economici da parte dell’amministrazione, seguita coerentemente con il riconoscimento giuridico dell’uso civico determinerebbe l’opportunità non solo di preservare la Cavallerizza come Bene Comune – mantenendo l’uso pubblico degli spazi – ma anche l’inestimabile patrimonio di partecipazione e sperimentazione artistica in atto.

Questa è un’occasione, una contingenza storica, un valore che la Città non può perdere.

slide-intervento

17 /2/2017 comunicato stampa

Il Comune organizza “idee per la Cavallerizza”, davvero una svolta rispetto al passato?

Domani, 18.2.2017, alle ore 9:00, in via Corte d’Appello n. 16, la nuova l’Amministrazione Comunale Torinese ha organizzato un incontro “Idee per la Cavallerizza Reale” al quale siamo stati invitati insieme ad istituzioni e associazioni cittadine.

Per come è stata formulata questa proposta di incontro rischia di diventare un mercato in cui privati e istituzioni si propongono per la spartizione della Cavallerizza tentando così di delegittimare un percorso partecipato di quasi tre anni di occupazione e liberazione della Cavallerizza. Un percorso in cui si sono già evidenziate le potenzialità del progetto culturale e di partecipazione attivato ma anche delle proposte tangibili, come il riconoscimento di uso civico, che consentono di preservare l’uso pubblico degli spazi e l’inestimabile patrimonio di partecipazione e sperimentazione artistica in atto

Riteniamo questo incontro con l’Amministrazione molto importante per riaffermare alcuni principi cardine dell’appello del maggio 2014 con il quale la cittadinanza si è opposta alla vendita della Cavallerizza. Ma soprattutto importante nell’ottica di chiedere a questa nuova amministrazione un cambio di rotta, un segno di discontinuità concreta rispetto alla precedente giunta PD e il coraggio di fare scelte che mettano al centro non i grandi poteri costituiti ma i cittadini.

Vi invitiamo a partecipare numerosi e a sostenerci!

                                                  Assemblea Cavallerizza 14:45

La Cavallerizza pubblica e per tutt*!

Nel maggio 2014 la cittadinanza denunciava lo stato di abbandono dell’Ex Cavallerizza Reale e il tentativo di privatizzazione e speculazione sul bene da parte della precedente Giunta comunale PD.
In questi due anni e mezzo centinaia di cittadini volontari si sono presi cura degli spazi in Cavallerizza, generando un nuovo fenomeno socio-culturale nella città di Torino.
Oltre 10.000 persone hanno espresso il loro sostegno alla lotta per la tutela della Cavallerizza, sottoscrivendo l’appello, partecipando alle iniziative, contribuendo così alla costruzione di una Comunità.
Grazie a questo impegno collettivo siamo oggi ad un momento di svolta:
Domenica 11 dicembre 2016 si è tenuto infatti un importante incontro sulla gestione partecipata dei Beni Comuni e sul possibile percorso di riconoscimento della Cavallerizza come spazio di uso civico.
All’incontro hanno partecipato diversi assessori e funzionari del Comune di Torino ed alcuni delegati dell’ex Asilo Filangieri di Napoli – immobile preso in cura dai cittadini e diventato esempio di laboratorio di sperimentazione di uso civico urbano.
Da questo primo momento di confronto è emersa la disponibilità della nuova amministrazione di aprire un percorso di confronto e progettazione.
Pochi giorni dopo, in data 19 dicembre 2016, il vicesindaco Prof. Guido Montanari, interrogato sulla questione in Consiglio Comunale, ha dichiarato che l’immobile verrà decartolarizzato e che la Cavallerizza tornerà pubblica.
Dopo anni di mobilitazione cittadina finalmente un importante segnale di cambiamento!
Nella speranza che questo sia un primo passo verso una ricostruzione dei rapporti tra amministrazione e cittadini, vi invitiamo a partecipare ai futuri momenti di confronto e alle prossime iniziative in Cavallerizza.

Lettera Aperta alla Sindaca di Torino Chiara Appendino

Alla cortese attenzione della Sindaca della Città di Torino Chiara Appendino
Gentile Sindaca,
a sei mesi dal suo insediamento e alla luce di alcune decisioni poco confacenti alla salvaguardia dei Beni Comuni, come quelle sul Parco Michelotti e l’area ex Westinghouse – condizionate dalle scelte della passata Amministrazione e imposte da esigenze di bilancio – siamo preoccupati per le sorti della Cavallerizza Reale.
Le chiediamo quindi una Sua espressione di volontà volta a non riconoscere ufficialmente il Masterplan, commissionato da Compagnia di San Paolo e presentato nella competente Commissione Consiliare dall’arch. Robiglio la primavera scorsa, nonché qualunque altro progetto che non abbia visto la partecipazione della Cittadinanza.
Pur in assenza di qualunque presa d’atto da parte dell’Amministrazione comunale, né di approvazioni da parte di altri Enti competenti, il succitato Masterplan ha avuto ampia visibilità sugli organi di stampa, grazie anche alla promozione svolta dall’allora sindaco Fassino, e viene tuttora considerato l’unico riferimento progettuale per la “valorizzazione” della Cavallerizza Reale.
Le chiediamo inoltre di disconoscere il Protocollo di Intesa per la valorizzazione della Cavallerizza, cofirmato dal Comune di Torino, che prevede nell’art. 6 una clausola di riservatezza che non consente la partecipazione dei cittadini.
Alla luce delle recenti dichiarazioni del presidente del Teatro Stabile di Torino, siamo preoccupati per il futuro dell’intero complesso della Cavallerizza Reale.
Ci permettiamo di ricordarLe che nel maggio 2014 l’Assemblea Cavallerizza 14:45 ha promosso un appello alla Cittadinanza – che ha risposto con 10 mila firme – in cui si chiede che:
il complesso della Cavallerizza venga rimosso dal programma di cartolarizzazione del Comune di Torino, affinché tutto il complesso ritorni di proprietà pubblica;
gli immobili della Cavallerizza, in quanto Patrimonio della Città e dell’Umanità, rimangano sempre aperti ed accessibili a tutti i Cittadini, la loro destinazione sia legata ad una funzione pubblica e ad una fruizione collettiva; che ne sia conservata e potenziata la valenza socio-culturale e la natura di luogo di aggregazione; che usi impropri di carattere privato e speculativo siano considerati del tutto incompatibili e inaccettabili;
il futuro della Cavallerizza venga deciso attraverso processi di gestione e progettazione partecipata con la Cittadinanza e che, in questa prospettiva, la destinazione degli immobili venga decisa in base alle esigenze reali dei Cittadini affinché questo luogo torni ad essere uno dei cuori pulsanti della Città.
Ci auguriamo dunque che la Vostra presenza rappresenti un vento di cambiamento nelle logiche di governo, che questo sia l’inizio di un virtuoso percorso di dialogo e lavoro condiviso tra Cittadinanza e Amministrazione della Città, affinché si preservi la natura di Bene Comune dell’intero complesso e sia riconosciuto il valore culturale e sociale del processo di partecipazione cittadina che ha preso vita e vive nella Cavallerizza Reale di Torino.
Certi che vorrà accogliere queste nostre richieste, Le porgiamo cordiali saluti.
Assemblea Cavallerizza 14:45

Lettera pubblica alla Fondazione Teatro Stabile di Torino

LETTERA  PUBBLICA ALLA FONDAZIONE TEATRO STABILE DI TORINO

Caro Direttore artistico,

Caro Direttore e dirigenti della fondazione Teatro Stabile di Torino,

leggiamo da varie testate che il Teatro Stabile di Torino rivendica un pezzo della Cavallerizza (il Maneggio Alfieriano), poiché, riporta Repubblica, afferma di essere “a corto di spazi”.

In questo modo ci fate sapere due cose. La prima è che della Cavallerizza, come esperienza di partecipazione, forse sapete troppo poco; la seconda è che sembra non abbiate compreso uno dei punti fondamentali della questione: la Cavallerizza Reale non è un pezzo di Città da spartire, ma un Bene Comune da preservare.

Una logica del bene comune che pare non appartenere a voi di Fondazione Teatro Stabile. Infatti in passato, alla richiesta di impegnarvi nei lavori di ristrutturazione, avete semplicemente abbandonato la Cavallerizza Reale al suo destino.

Ci sarebbe piaciuto, in questi due anni, vederVi assistere ad almeno uno degli spettacoli che abbiamo sostenuto, ospitato e che hanno riempito i teatri di Cavallerizza in questi anni.
Decine di realtà ogni mese chiedono di esprimersi nel percorso di Cavallerizza Irreale.
Centinaia di realtà culturali di rilievo cittadino, nazionale ed internazionale hanno attraversato e attraversano gli spazi della Cavallerizza, portando spettacoli teatrali ma anche corsi, workshop, mostre, dibattiti, etc., sempre accessibili a tutti e tutte.

L’esperienza di Cavallerizza rappresenta sempre di più un nuovo modello di Polo Culturale che si propone non come espositore di effimeri prodotti dell’industria culturale istituzionale, ma come spazio di creazione artistica, produzione culturale, innovazione sociale di respiro nazionale ed europeo.

Rimaniamo fermi nella convinzione che la Cavallerizza sia e debba restare un Bene Comune, uno Spazio Pubblico.

Sui giornali chiamate tutto questo “disobbedienza civile”, per noi invece questo è un “dovere civico”. Sempre a mezzo stampa suggerite all’Amministrazione di concederci un “pezzettino della torta”: la Manica Lunga – ricordiamo però che la parte della Cavallerizza che citate non è nelle disponibilità del Comune, ma della società di cartolarizzazione CCT srl.  

Non vi dispiacete se non prendiamo in considerazione il Vostro “invito” a prendere parte a questa “operazione spezzatino” del complesso – che, Vi ricordiamo, abbiamo sempre contestato e contrastato – ma non ci riconosciamo nelle logiche del do ut des.

Non importa quale sia la promessa, più o meno sottesa, non dimentichiamo l’impegno che, attraverso l’appello del 2014 (sottoscritto da 10.000 cittadini), abbiamo preso con la città: Cavallerizza aperta, pubblica, unitaria e che la sua destinazione venga decisa attraverso un processo partecipato.

Noi non chiediamo – come invece la FTST sta facendo – l’assegnazione ad personam di un luogo, ma rivendichiamo che la Cavallerizza, nella sua interezza, sia riconosciuta come Bene Comune dall’Amministrazione, e che sia regolata attraverso un nuovo modello di uso civico urbano. Ossia che tutta la cittadinanza possa averne accesso attraverso un regolamento comune.

Tramite l’uso civico anche voi – come istituzione – potrete avere l’uso di questi spazi ma senza privilegi, senza esclusività; bensì in ottica partecipativa, attraverso assemblee pubbliche, gruppi e tavoli di lavoro, portando avanti con noi questo percorso comunitario di relazione con le esigenze del tessuto urbano vivo di questa città.

Cari Direttori, dirigenti, tutto questo è possibile. Vi invitiamo ad informarVi ed aggiornare le vostre fonti. Non esiste, infatti, solo l’esperienza conclusa del Teatro Valle. Un progetto analogo a quello della Cavallerizza si sta già realizzando all’ex Asilo Filangieri di Napoli – ed in altri sette spazi napoletani riconosciuti dall’Amministrazione Beni Comuni emergenti – ma non solo, si sta diffondendo anche in molte altre città italiane ed europee.

In tutto questo dunque, prima di chiedere “pezzi” di Cavallerizza, ci sono alcune domande alle quali sarebbe doveroso rispondere pubblicamente:

Siete disposti a prendervi cura degli spazi insieme ai cittadini, in una logica partecipata, rispettando così la natura di Bene comune della Cavallerizza?

Siete disposti ad abbandonare il meccanismo clientelare dell’affidamento ad personam, del privilegio, dell’uso esclusivo degli spazi?

Siete disposti a creare e preservare una comunità aperta, sostenendo una produzione culturale che metta a disposizione della collettività i mezzi di produzione, garantendo l’accessibilità fisica ed economica degli spazi?

Se ciò che vi muove fosse esclusivamente l’ottenere un accordo per prendere una fetta della torta, allora vorrebbe dire che state tentando, di fatto, di sottrarre un Bene Comune a tutta la Città e di ostacolare un prezioso processo di partecipazione.

Se invece, come auspichiamo, entrambi desideriamo e chiediamo che Cavallerizza sia riconosciuta e gestita come Bene Comune Vi invitiamo ad un confronto nell’Assemblea Pubblica Cittadina di domenica 18 Dicembre alle 18:00 e nelle successive assemblee pubbliche che si terranno in Cavallerizza.