Lettera aperta alla sen. Silvia Fregolet

Ieri, alla Camera dei Deputati, l’Onorevole Silvia Fregolent (Italia Viva) ha dichiarato: “Il Mibac monitori la situazione e che ogni prossima risorsa stanziata sia finalizzata ad un concreto progetto di restauro e valorizzazione del bene”.

Vorremmo ricordare all’onorevole Fregolent- e a tutt*- che, se la Cavallerizza versa in questa situazione di abbandono, il primo colpevole lo si ritrova proprio nel Mibact che nell’agosto 2005 ha consentito la vendita di questo bene UNESCO (è l’unico caso al mondo di bene tutelato dall’UNESCO e di proprietà demaniale che viene trasferito a privati).

Dal 2009 in poi le amministrazioni comunali torinesi si sono susseguite nel tentativo di vendere la Cavallerizza al miglior offerente. Dopo l’incauto affidamento di parti dell’immobile al Teatro Stabile di Torino, che ha causato anche danni alla struttura del Maneggio Alfieriano e lo ha poi abbandonato definitivamente nel 2013, l’Amministrazione comunale ed il Mibact hanno lasciato cadere l’immobile nel completo abbandono in attesa di individuare un compratore.

Solo grazie ad un gruppo eterogeneo di cittadini – Assemblea Cavallerizza 14:45 – la Ex-Cavallerizza Reale è stata restituita alla cittadinanza dal maggio 2014 allo scorso ottobre ma, dopo l’ennesimo incendio, il terzo in 5 anni, si è giunti alla situazione attuale: bene sotto sequestro e ancora nuovamente all’arrembaggio i progetti speculativi; primo fra tutti un ennesimo masterplan che prevede solo il 14% della proprietà pubblica e il resto regalato ai privati.

Esempi di “valorizzazione” – a nostro avviso decisamente poco conformi alla tutela – li abbiamo di fronte agli occhi, proprio nell’attuale Aula Magna dell’Università di Torino, dopo il restauro (o meglio la trasformazione totale del bene) da parte dello stesso architetto Magnaghi, autorizzati proprio dallo stesso Mibact invocato dalla Fregolent, per il tramite dell’allora Soprintendenza ai beni architettonici del Piemonte

Contro questa tipologia di trasformazioni e masterplan si era già anche espresso negativamente proprio l’Unesco che aveva bocciato il masterplan precedentemente approntato dalla giunta Fassino – per tramite della sottoscrizione del protocollo d’intesa fra diversi attori istituzionali presenti nel centro aulico di Torino, che davvero di poco differisce dal (recentemente reso pubblico) nuovo PUR – ed aveva chiesto maggiori informazioni proprio al Mibact che, per quanto abbiamo approfondito tramite gli atti disponibili pubblicamente, non ha mai risposto.

Forse l’On. Fregolent prima di chiedere al Mibact di vigilare sulla Cavallerizza, dovrebbe chiedere conto di quanto sopra precisato.

Torino 16/1/2020

 

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