14/10/2018 Assemblea Pubblica Cavallerizza

A maggio 2014 un gruppo eterogeneo di cittadini, artisti e operatori della cultura, ha liberato la Cavallerizza Reale dal degrado e dall’abbandono, restituendola alla fruizione collettiva quale bene comune.

L’azione di questo gruppo di persone – informale, mutevole e aperto – ha difeso un bene tutelato dall’Unesco da una speculazione che lo avrebbe trasformato in un “hotel de charme”, con la complice indifferenza delle istituzioni.

Questo gruppo eterogeneo di cittadini – che si è dato il nome di Assemblea Cavallerizza 14:45 – si è unito intorno a valori fondamentali quali antifascismo, antirazzismo, antisessismo, uso collettivo e non proprietario degli spazi, l’orizzontalità delle decisioni sempre prese in modalità pubblica e assembleare.

Così come riportato nell’appello sottoscritto da diecimila persone, che ha sancito la volontà della collettività di una Cavallerizza libera da egoismi e egemonie.

Come Assemblea Cavallerizza 14:45 ci dissociamo e non riconosciamo come legittimi e coerenti alle nostre pratiche:

  • comportamenti violenti, sessisti, omertosi e intimidatori,

  • atti di appropriazione arbitraria ed esclusiva di spazi e risorse collettive,

  • l’affidamento ad enti privati (associazioni, fondazioni etc) della gestione della Cavallerizza Reale.

Per questo rivendichiamo quei valori che hanno consentito a migliaia di persone di attraversare, di fruire di una Cavallerizza liberata dal degrado e pubblica, e respingiamo con forza qualsiasi pratica egoista e autoritaria.

Assemblea Cavallerizza 14:45 è stata, ed è, un esempio di gestione non proprietaria di un bene comune e ha instaurato con la cittadinanza un rapporto trasparente e partecipativo ed è stata delegata (con la mozione n. 2017 03094/00 ) a garantire il buon andamento della scrittura delle prassi che in quattro anni di occupazione si sono sviluppate all’interno delle mura della Cavallerizza Reale.


Questo è stato un lavoro lungo, centinaia di persone tra novembre 2017 e maggio 2018 hanno partecipato ogni domenica alla scrittura del Regolamento di uso civico collettivo urbano approvato definitivamente maggio 2018.

Vogliamo fare chiarezza ancora una volta su cosa sia questo documento:

  • Il valore del nostro processo non risiede soltanto nel pregio dell’immobile che lo ospita, che prioritariamente difendiamo in quanto patrimonio pubblico, ma anche nelle pratiche partecipative che ne garantiscono una fruizione comune,

  • l’Assemblea Cavallerizza 14:45 non si riconosce in forme di diritto privato come cooperative, fondazioni o associazioni, ma che queste possono nella loro autonomia creativa e organizzativa, partecipare attraverso le assemblee e tavoli di lavoro, partecipare in modo paritario alla vita dello spazio,

  • queste regole non sono astratte, ma nascono da consuetudini di uso, non sono cristallizzate ma possono certo migliorare e essere modificate attraverso il processo di partecipazione,

La nostra grammatica dei beni comuni si fonda sull’autonomia dei processi, ma anche sulla loro interdipendenza.

Assemblea Cavallerizza 14:45 chiede agli/alle abitanti di questa città di respingere ogni forma di comportamento violento e autoritario che inficia il processo di partecipazione impedendo la fruizione di un bene comune.

Chiediamo a questa Amministrazione di respingere qualsiasi ipotesi di concessione e affidamenti a soggetti privati non rispettosi dei valori fondanti l’Assemblea, soggetti che vorrebbero trasformare l’uso civico in” negozi di diritto privato” o amministrati da soggetti privati mascherati sotto il nome di associazione o fondazione (una follia che rischia di far fare alla Cavallerizza la stessa ingloriosa fine dellesperienza del Teatro Valle). Auspichiamo che fra le varie fasi propedeutiche alla modifica dell’attuale regolamento dei beni comuni sia stato prevista l’apertura di un tavolo di partecipazione volto a recepire i suggerimenti e le integrazioni da parte della cittadinanza.

L’uso civico non prevede legalizzazioni privilegiando soltanto alcuni, non difende lo status quo di un collettivo, non può essere la deresponsabilizzazione del pubblico trasferendo sui cittadini oneri di manutenzione straordinaria o cura minima delle strutture. Per questo continuiamo a chiedere che il prossimo regolamento dei beni comuni della città di Torino preveda l’acquisizione di questo corpus di regole, che trasformi la possibilità in una realtà concreta, come già accaduto in altre città.

Convochiamo l’Assemblea Cavallerizza domenica 14 ottobre 2018 ore 18,00

Odg

  1. applicazione del regolamento e nomina comitato dei garanti,

  2. accoglienza progetti

  3. varie ed eventuali

Assemblea Cavallerizza 14:45:

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1-20 ottobre MUSEO VIVENTE

1-20 ottobre Dall’1 al20 ottobre 2018 il Museo Vivente apre  i cancelli ai piani della Cavallerizza per costituire una barricata vivente – presidio permanente. Barriera corallina/collezione di opere d’arte e artisti attivi per opporsi allo sgombero e alle resistenze che vogliono impedire a Cavallerizza Reale Bene Comune di esistere. Barricata d’arte, di corpi, opere e pensiero.Bellezza in-contro deturpazione. Concentrazione di valore, rete, intreccio vivente che reagisce e agisce. Riparo fatto d’intenzioni concrete e realizzazioni poetiche, dipresenza che non è mai assenza. Barricata inequivocabile al disordine. Invitiamo gli artisti, i musicisti, i performer e i curatori a partecipare con iniziative qui alla Cavallerizza nei tre piani della manica dal 1 al 20 ottobre dalle 15 alle 21 tutti i giorni.

Lunedì ore 17.30 incontro Museo Vivente  III piano della manica prospicente igiardino con ingresso dallo scalone centrale.

10/9/2018 – CALL Comunicazione

Il Gruppo Comunicazione di Cavallerizza sta cercando nuovi/e collaboratori e collaboratrici. Cerchiamo Grafici, specialisti nei Digital Media, Giornalisti, Storytellers, Coders, ma più in generale talenti e energie.

Se vuoi sperimentare e darci una mano ti aspettiamo lunedì 10 settembre alle 18.30 alla “X” nel cortile di Cavallerizza Reale.

p.s. per gli/le Student* Universitari, possiamo rilasciare un attestato di crediti formativi.

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La Cavallerizza Reale – un luogo dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO) – è un Bene Pubblico. Assemblea Cavallerizza 14:45, tutti i suoi partecipanti e chi si battono perché resti tale: partecipata, accessibile a tutti, utile per i tutti i Cittadini.

23/5/2018 – 4 anni di occupazione verso l’uso civico

A 4 anni dall’occupazione di Cavallerizza Reale vi invtiamo MERCOLEDI’ 23 MAGGIO ALLE 18.30.

L’invito è rivolto a tutt* coloro che vogliano partecipare a quello che sarà un punto di svolta del percorso della Cavallerizza, autoproclamatasi Uso Civico.

Ci confronteremo sul percorso di 4 anni in Cavallerizza.
Un percorso di autogoverno che ha portato a rivendicare lo spazio come uno luogo ad uso collettivo, che ha dato luce a HERE – che raggruppa i contributi di oltre 500 artisti – all’apertura del primo Laboratorio Serigrafico pubblico a Torino, alla cucina “La Zappata”, al nascente Museo Vivente (una collezione permanente di Opere d’arte in Cavallerizza), alla CLAP (un luogo di supporto per lavoratori e lavoratrici precari), al Gruppo Giardinabilità che cura giardino e orto comunitario, al Progetto Radio, al Progetto Ciclofficina Popolare, al Progetto Didattica destinato ai più piccoli, al nascente progetto Donne Resilienti, al Gruppo Giocolerizza (uno spazio di allenamento e confronto per gli artisti circensi), al Gruppo Agorà (attivatore di progetti all’interno della Cavallerizza), oltre alle consuete attività di accoglienza, teatrali, musicali e di sostegno alle produzioni artistiche.

“LA CAVALLERIZZA È PER TUTTI”

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La Cavallerizza Reale è stata occupata ormai quasi 4 anni fa, il 23 maggio 2014, con l’obiettivo di bloccare la vendita ai privati ed esigere che il patrimonio collettivo non fosse consegnato in mano alle banche. “Cavallerizza è per tutti” è lo slogan riportato dallo striscione all’entrata del complesso. Lo scopo principale dell’occupazione, infatti, è sempre stato quello di dare uno spazio di libertà alla Cittadinanza per accoglierne i propri bisogni e desideri.
All’interno della Cavallerizza la Cittadinanza si autoorganizza attivamente usando il Bene Comune secondo quelli che sono dei valori comuni di solidarietà sociale. L’uso non privato, l’orizzontalità del metodo decisionale e l’amministrazione diretta della Cittadinanza, sono sempre stati i principi cardini di questa realtà. Chiunque rispetti e condivida i valori e le regole di utilizzo potrà contribuire alla costruzione dello spazio. Il contrapporsi all’individualizzazione dell’uso delle risorse, alla massimizzazione del profitto di pochi e all’atomizzazione sociale, lavorativa ed emotiva è uno degli strumenti per rispondere alle esigenze di lotta che il presente ci impone.
Nei suoi 4 anni di occupazione la Cittadinanza è riuscita a creare un valore culturale e sociale che emerge dalle sole mura. Cavallerizza è oggi una realtà con un’esperienza politica e poetica, di partecipazione, conflitti, arte, socialità, bellezza. Per questa ragione chiamiamo la Cavallerizza Bene Comune emergente. Un Bene Comune, per sua natura, deve essere preservato per le generazioni future: ne deve essere garantita accessibilità, fruibilità, attraversabilità, un uso non privatistico e non speculativo.
Cavallerizza è quindi assimilabile a quelle risorse comuni che negli spazi rurali venivano chiamati usi civici, destinati ad essere utilizzati e creare valore per la comunità. L’uso civico ha comportato la scrittura, nero su bianco, del modo con il quale la “comunità di riferimento” dell’Assemblea Cavallerizza prende le decisioni e del modo con il quale si realizzano le attività che si svolgono al suo interno.
Per questo oggi rivendichiamo la nostra esistenza e vogliamo che anche le istituzioni riconoscano che la Cavallerizza è già un Bene Comune e, in quanto tale, destinata all’uso collettivo della Cittadinanza. L’istituzione si trova a dover riconoscere le regole che l’assemblea stessa si è data e quindi l’azione indipendente dei cittadini all’interno dello spazio.
Da fine novembre 2017 abbiamo dunque raccolto e discusso le consuetudini con cui la comunità agiva all’interno dello spazio e abbiamo prodotto una carta dei valori e un regolamento per l’autogestione degli spazi.
Questo per soddisfare uno dei primi criteri fondamentali ossia garantire l’accessibilità del bene a tutta la Cittadinanza: un atto di trasparenza sul “come” si agisce in Cavallerizza. Tutto in Cavallerizza avviene e avverrà alla luce del sole, senza alcun accordo in forma privata. Anche qualora il Comune di Torino decida di riconoscere l’uso civico e collettivo degli spazi della Cavallerizza, sarà però importante che all’Assemblea partecipino cittadini attivi, consapevoli e in lotta, per presidiare il comportamento delle istituzioni, prime vere colpevoli dell’abbandono e del degrado della Cavallerizza.
Le persone che parteciperanno potranno quindi contribuire e lottare affinché Cavallerizza sia sempre un Bene Comune sempre aperto, libero, solidale per tutti e tutte.

L’invito è quindi rivolto a tutti i cittadini che vogliano partecipare a quello che sarà un punto di svolta storico della vita di Cavallerizza, autoproclamatasi Uso Civico.
L’appuntamento è per mercoledì 23 maggio 2018 alle ore 18:30 con la Cittadinanza nel cortile della struttura, dove ci confronteremo sul percorso di 4 anni in Cavallerizza. Un percorso di autogoverno che ha portato a rivendicare lo spazio come uno luogo ad uso collettivo, che ha dato luce a HERE – che raggruppa i contributi di oltre 500 artisti – all’apertura del primo Laboratorio Serigrafico pubblico a Torino, alla cucina “La Zappata”, al nascente Museo Vivente (una collezione permanente di Opere d’arte in Cavallerizza), alla CLAP (un luogo di supporto per lavoratori e lavoratrici precari), al Gruppo Giardinabilità che cura giardino e orto comunitario, al Progetto Radio, al Progetto Ciclofficina Popolare, al Progetto Didattica destinato ai più piccoli, al nascente progetto Donne Resilienti, al Gruppo Giocolerizza (uno spazio di allenamento e confronto per gli artisti circensi), al Gruppo Agorà (attivatore di progetti all’interno della Cavallerizza), oltre alle consuete attività di accoglienza, teatrali, musicali e di sostegno alle produzioni artistiche.

15-16-17/6/2018 -CALL per festival WILD CHILDREN

FESTIVAL WILD CHILDREN

Si cercano performer, attori, clown, musicisti, e cittadin* che abbiamo il desiderio di partcipare al primo festival per bambin* e ragazz* in Cavallerizza dal 15 al 17 giuigno 2018

WILD CHILDREN è un evento interattivo composto da spettacoli, performance, laboratori esperienziali e musica adatto per bambini e ragazzi di tutte le età.

WILD CHILDREN è un momento di incontro per far riflettere su alcuni temi del contemporaneo e della società odierna attraverso modalità e linguaggi vicini al mondo infantile e giovanile. Una festa dove tutti possono sconnettersi dai soliti ritmi quotidiani, riconnettersi a se, incontrarsi e fare esperienze di gioco e gioia condivisa.

WILD CHILDREN vuole far ritrovare alle persone il proprio selvaggio e condurle in esperienze sensoriali immersive nel cuore della città.

WILD CHILDREN nasce negli spazi della Cavallerizza Reale di Torino, dove da tre anni un gruppo di cittadin* prova a costruire un modello inclusivo e partecipativo di sperimentazione socio-culturale. Propone un modello di comunità capace di integrare obiettivi artistici, sociali e politici.

WILD CHILDREN accoglie le arti dal vivo: performance art, danza, teatro, laboratori esperienziali, arte visiva e tutte quelle forme che non sanno definirsi sotto una sola categoria. Maggiori dettagli nella scheda di partecipazione.

scheda_partecipazione_WILD_CHILDREN_2018  da inviare via mail a festivalwildchildren@gmail.com indicando nell’oggetto il titolo della proposta


12/5/18 – Datacrazia

 

La diffusione sempre più pervasiva delle tecnologie digitali e l’aumento esponenziale delle capacità di calcolo stanno radicalmente trasformando la società, dalla politica alla ricerca scientifica, dai rapporti sociali alle forme di lavoro, in modo tutt’altro che trasparente. Pochissimi gruppi privati hanno la possibilità di determinare processi su scala globale, traendo enormi profitti dalle informazioni che ognuno di noi produce ogni giorno. Gli algoritmi, spesso descritti come strumenti neutrali e oggettivi, giudicano medici, ristoranti, insegnanti e studenti, concedono o negano prestiti, valutano lavoratori, influenzano gli elettori, monitorano la nostra salute.

Datacrazia indaga, con spirito multidisciplinare e critico, i rischi e le potenzialità delle nuove tecnologie, provando a immaginare un futuro all’altezza delle nostre aspettative.

Ne discutiamo sabato 12 maggi alle 17.00 con alcuni degli autori:
Daniele Gambetta, Corrado Gemini, Eleonora Priori, Alberto Manconi.

10/5/18 Limonv in Cavallerizza – Zona Industriale .ANNULLATO

PER MOTIVI IMPREVISTI L’EVENTO E’ ANNULLATO. CI SCUSIAMO IL IL DISGUIDO.

“Dopo oltre vent’anni di assenza dall’Occidente, Sandro Teti riporta Eduard Limonov in Italia per presentare la sua autobiografia, “Zona Industriale” pubblicata dalla Sandro Teti editore.” e
l’Assemblea Cavallerizza ha il piacere di ospitarlo nel Maneggio Alfieriano giovedì 10 maggio alle 20.30.
Dialoga con L’Autore l’editore Sandro Teti.

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Eduard Limonov (Dzeržinsk, 22 febbraio 1943), è uno scrittore e politico russo. Fondatore e leader del Partito Nazional Bolscevico, si descrive come un nazionalista moderato, socialista “della linea dura” e attivista dei diritti costituzionali. Come avversario politico di Vladimir Putin e alleato dell’ex campione mondiale di scacchi Garry Kasparov, Limonov è uno dei leader del blocco politico L’Altra Russia.

6/5/2018 – Prima assemblea cittadina uso civico collettivo.

 

PRIMA ASSEMBLEA DELLA CAVALLERIZZA USO CIVICO E COLLETTIVO

6 MAGGIO H 18.3.0

La Cavallerizza Reale è stata occupata ormai quasi 4 anni fa, il 23 maggio 2014, verso mezzanotte. L’obiettivo era bloccare la vendita ai privati ed esigere che il patrimonio collettivo che questa rappresenta rimanesse alla Cittadinanza e non fosse consegnato in mano alle banche.
Fin dai primi giorni di occupazione la cittadinanza, gli spazi sociali, i movimenti, così come le stesse istituzioni hanno sempre considerato Cavallerizza un’occupazione “particolare” proprio per le sue caratteristiche peculiari, proprio perché l’obiettivo primario è sempre stato – prima di tutto – regolare l’utilizzo del bene per aprire uno spazio di libertà per tutta la Cittadinanza.
Proprio per questo, fin dal primo anno di occupazione, questa visione politica si è rappresentata nello striscione appeso all’entrata del complesso: “Cavallerizza è per tutti”.
Cavallerizza è uno spazio che, prima di tutto, accoglie i bisogni, i desideri, i progetti della popolazione che attivamente si auto-organizza e usa il bene secondo quelli che sono dei valori comuni di solidarietà sociale. In questi quattro anni di occupazione la Cittadinanza – nell’uso del bene – ha creato un valore culturale e sociale che emerge dalle sole mura (Già patrimonio UNESCO dal 1997!) ed è per questo che chiamiamo la Cavallerizza Bene Comune Emergente.
Un Bene Comune, per sua natura, deve essere preservato per le generazioni future: ne deve essere garantita accessibilità, fruibilità, attraversabilità, un uso non privatistico e non speculativo.
I principi fondamentali dell’autogoverno del bene, poi, sono il prendersi cura, l’uso non proprietario né perpetuo, la democraticità e orizzontalità del metodo decisionale e l’amministrazione diretta della Cittadinanza.
Per questo ogni utilizzo dello spazio è libero e turnario: chiunque rispetti e condivida principi e regole di utilizzo può contribuire alla costruzione di valore purché ne faccia un uso non privatistico, dagli spazi teatrali (che non potranno mai essere ad appannaggio di un solo soggetto) alle residenze, agli eventi di ogni tipo.
Questo fa della Cavallerizza uno spazio assimilabile a quelle risorse comuni (come i frantoi o i pascoli) che negli spazi rurali venivano chiamati usi civici e così destinati ad essere utilizzati e creare valore PER la cittadinanza. Cavallerizza in tal senso è già un Uso Civico e Collettivo a prescindere dal riconoscimento delle istituzioni.
Cosa comporta l’uso civico? L’uso civico ha comportato la scrittura nero su bianco del modo con il quale la “comunità di riferimento” (aperta e inclusiva perché sempre mutevole nel tempo) dell’Assemblea Cavallerizza prende le decisioni e del modo con il quale si realizzano le attività che si svolgono al suo interno.
Per questo oggi rivendichiamo la nostra esistenza e vogliamo che anche le istituzioni riconoscano che la Cavallerizza è già un Bene Comune e, in quanto tale, destinata all’uso collettivo della Cittadinanza.
Questo riconoscimento non implica che ogni occupazione si trasformi d’emblée in uso civico; il discorso sta su un piano completamente diverso.
Cavallerizza rappresenta un territorio di confine in cui arte, socialità, lotta e politica si intersecano. Uno spazio dialettico permanente nel quale la negoziazione degli orizzonti di lotta è quotidiana. E’ la rappresentazione di quel tutt* reale con il quale non si può evadere il confronto. Una concretezza tanto,a volte, lontana da legittime aspettative politiche quanto invece, altre volte, sorprendentemente rispondente. La partecipazione come sfida della perpetua rimessa in discussione: un territorio cruciale per tutti i movimenti sociali per ricreare spazi diffusi di consapevolezza e di coinvolgimento attivo.
Questo contrapporsi all’individualizzazione dell’uso delle risorse, al massimizzazione del profitto di pochi e all’atomizzazione sociale, lavorativa ed emotiva è uno degli strumenti per rispondere alle esigenze di lotta che il presente
ci impone.
Cavallerizza è, e sarà sempre, uno spazio fuori posto, in cui l’occupazione ha squarciato un fitto velo di indifferenza proprio perché l’atto di occupazione è un atto dirompente, contro-sistema e di liberazione.
Non abbiamo mai preteso di costruire un modello valido per tutt* ma un metodo per estendere le forme di anti-normalizzazione. Per noi quest’uso creativo del diritto è un modo per alimentare e non cristallizzare quegli atti dirompenti e forme di liberazione che nella prassi sociale si danno, e che da oggi possono trovare uno strumento in più per affermarsi e rivendicare la loro legittimità.
Nel contempo per un Bene Comune come Cavallerizza è altrettanto importante pretendere uno spazio di auto-determinazione nel sistemi di riconoscimento e governance dei beni comuni: un terreno storicamente invaso e determinato dall’istituzione ma che con gli usi civici gli viene invece finalmente sottratto a favore dell’amministrazione diretta da parte della Cittadinanza.
L’istituzione si trova a dover riconoscere le regole che l’assemblea stessa si è data e quindi l’azione indipendente dei cittadini all’interno dello spazio.
Questo è un’importante traguardo che obbliga anche l’istituzione ad accettare che alcune risorse non possono essere sottratte al popolo anzi devono restare nella sua piena disponibilità. Così l’acqua, l’aria, il territorio, la salute ma anche il valore culturale e sociale creato dalla popolazione deve essere considerato patrimonio collettivo da preservare.
Da fine novembre 2017 abbiamo dunque raccolto e discusso le consuetudini con cui la comunità agiva all’interno dello spazio e abbiamo prodotto una carta dei valori e un regolamento per l’autogestione degli spazi.
Questo per soddisfare uno dei primi criteri fondamentali ossia garantire l’accessibilità del bene a tutta la cittadinanza: un atto di trasparenza sul “come” si agisce in Cavallerizza affinché chiunque possa partecipare a prescindere da meccanismi clientelari, di favoritismo o altre ambiguità che spesso rivediamo in altri luoghi. La nostra è, e sarà sempre, un’azione di trasparenza, ogni cosa che avviene, dai conflitti interni, alla presa di decisioni, ai rapporti con le istituzioni, tutto in Cavallerizza avviene alla luce del sole, nessun accordo in forma privata. Ed è questa garanzia che permette a chiunque di poter partecipare anche per opporsi a decisioni che ritiene incompatibili con la natura di bene comune della Cavallerizza.
Ma ad una cosa dobbiamo fare molta attenzione: anche qualora il Comune di Torino decida di riconoscere l’esistente – ossia l’uso civico e collettivo degli spazi della Cavallerizza – l’azione politica e sociale che da quattro anni si porta avanti non è finita, anzi, diventa ancora più importante.
Sarà ancora più importante che l’Assemblea della Cavallerizza sia partecipata da cittadini (anche facenti parte di realtà sociali già operanti sul territorio) attivi, consapevoli e in lotta, proprio per continuare a presidiare il comportamento delle istituzioni – che si ricorda sono state le prime colpevoli dell’abbandono e del degrado della Cavallerizza.
Ottenere l’uso civico è una rilevante vittoria politica ma non deve produrre quale risultato la dispersione, l’individualismo, o peggio il pensare pacificato il conflitto… è tutt’altro: è il segno che il livello di attenzione si deve alzare.
La Cittadinanza sarà chiamata – soprattutto in questo primo periodo – a controllare e a difendere lo spazio (come è sempre stato) da eventuali abusi, possibili tentativi di ingerenza o quant’altro.
Per questo facciamo un appello per questa nuova fase di Cavallerizza.
  • Cavallerizza è oggi una realtà con un’esperienza politica e poetica, di partecipazione, conflitti, arte, socialità, bellezza.
  • Stiamo costruendo una nuovo frammento di questa storia.
  • Il percorso lo costruiranno e determineranno le persone che partecipano, che contribuiscono e che lottano affinché Cavallerizza non sia mai un pezzo di valore da spartire tra poteri e potenti ma uno spazio aperto, libero, solidare per tutti e tutte.
Per questo vi invitiamo alla prima Assemblea della Cavallerizza autoproclamata Uso Civico e Collettivo. 6 maggio 2018 ore 18:30 Cavallerizza reale, via verdi 9.

18/4/2018 Beni Comuni – ricostruzione di un percorso di lotta

La Cavallerizza Reale sta rivendicando il riconoscimento di uso civico e collettivo degli spazi. Questo significa rivendicare che l’amministrazione comunale, (fatta di rappresentanti eletti del popolo torinese) riconosca gli spazi di autonomia e i diritti della cittadinanza, che riconosca quello che è già un dato di fatto – l’uso collettivo degli spazi – attraverso le forme del diritto pubblico.
Vogliamo partire da questo primo input per ragionare in maniera più ampia sulla necessità di ricostruire dialogo e consapevolezza sui territori.
Gli ultimi hanno visto una decadenza della democrazia rappresentativa dovuta a uno scollamento tra i rappresentati al governo e i bisogni delle persone.
Momenti di interrogazione popolare come i referendum (sull’acqua pubblica e gli altri beni comuni nel 2011 e da ultimo quello sulla costituzione del 4/12/2016) hanno dimostrato quanto i cittadini sentano l’esigenza di riaffermare la loro volontà esserci e contare nelle scelte che li riguardano.
L’attenzione ai beni comuni ha portato a nuove forme di autoorganizzazione dal basso, al recupero di spazi abbandonati dalla politica dimostrando la capacità e determinazione della cittadinanza nel riprendere parola e protagonismo nello spazio pubblico.
I beni comuni sono oggi la realtà che meglio rappresenta un bisogno collettivo di ricostruzione del tessuto sociale, di reti di solidarietà e mutualismo, di tutela del territorio e promozione della cultura, di esigenza di confronto e di apertura verso una cittadinanza in questi anni si è vista silenziata.

Su queste basi vorremmo discutere e confrontarci per andare oltre le singole istanze e costruire obiettivi e azioni comuni.

Vì aspettiamo mercoledì 18/4/2018 alle ore 18.30

Di seguito riportiamo il contributo al confronto che ci è arrivato dal prof. Mattei e dal dott. Lucarelli
Questa politica, e queste coalizioni delle Larghe Intese, hanno subito una sconfitta pesante nelle elezioni del marzo 2016.
Questa è una terza sconfitta delle coalizioni delle Larghe Intese, dopo la seconda, quella del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e la prima, quella del referendum sull’acqua e gli altri beni comuni del 2011. Il nemico è chiaro e altrettanto lo sono le emergenze di salute pubblica che il Governo Costituzionale deve iniziare ad affrontare e solo affrontandole seriamente avrà il sostegno popolare e della società civile. La forza politica che per tre volte ha sconfitto le Larghe Intese e le loro politiche neoliberiste è quella popolare. I parlamentari si schierino con questa forza nel suo scontro mortale con le forze delle Larghe Intese, le forze di un regime dove si muore sul lavoro e per mancanza di lavoro, per povertà, per inquinamento e devastazione dell’ambiente, per furto delle risorse necessarie per vivere. I parlamentari sostengano le forze popolari, che si organizzano per opporsi a queste coalizioni che nel paese agiscono senza interesse a conservarne e riprodurne le risorse materiali, intellettuali e morali, ma tentando con ogni mezzo di
appropriarsene e svenderle, come forze di occupazione e con l’arroganza delle forze di occupazione. Sostengano i lavoratori e le lavoratrici che si organizzano in difesa del lavoro sul territorio nazionale in FCA, alla ex Lucchini di Piombino, alla Rational di Massa, e chi si organizza per il recupero dei beni comuni, e per la difesa dell’ambiente in migliaia di luoghi in tutto il territorio nazionale.

I parlamentari indichino le personalità più coerenti con implementazione del programma di Salute Pubblica.
L’apparato di riferimento è nell’ Art. 1 (lavoro, democrazia e sovranità popolare) e nell’ Art. 3 della Costituzione: “È compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini
impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione… politica economica e sociale…”. Il Governo Costituzionale, e perciò antifascista, svolga un’azione di legislatura nei seguenti ambiti:
1. Abolizione del Job’s Act lotta al lavoro precario.
2. Abolizione della legge Fornero.
3. Ripristino e ricreazione di spazi di democrazia effettiva, oltre le scadenze elettorali, per una partecipazione crescente della grande maggioranza della popolazione del nostro paese alla gestione
delle società e della propria vita.
4. Grande piano di cura del territorio per generare lavoro, per la difesa dei beni comuni e dell’ambiente.
5. Rinegoziazione radicale delle obbligazioni internazionali, a partire da quelle con Eurogruppo e quelle per le spese
militari.
Il M5S, unica forza che dalle sue origini si è opposta ai fautori delle Larghe Intese, si faccia promotore dell’abolizione delle leggi più infami prodotte negli ultimi anni, instauri il reddito di cittadinanza, fermi la prvatizzazione e la svendita di aziende e servizi pubblici, assicuri la vita di ILVA, Embraco, Rational, Alitalia, FCA, ex Lucchini e di tutte le aziende condannate, nazionalizzando o commissariando dove i proprietari insistono a chiudere o
delocalizzare, impedendo il trasferimento degli impianti, sostenendo i lavoratori che si organizzano, riconvertendo le aziende inutili o dannose e giovandosi dell’applicazione dell’informatica alla produzione per ridurre il tempo di lavoro e fare delle aziende centri di iniziativa, formazione e attività politica, di animazione sociale, di collaborazione con il sistema di
istruzione, centri di cura e miglioramento del territorio. Questo sarà un primo passo verso un rinnovamento radicale del paese, che troverà indubbiamente il sostegno e la partecipazione della maggioranza della sua popolazione, a partire dai lavoratori e dalle lavoratrici, dai giovani, dalle donne, come lo è stato ai tempi della
Resistenza contro il nazifascismo. Il M5S e le forze che ollaboreranno al nuovo governo si facciano rappresentanti di questa maggioranza, dei suoi interessi e delle sue aspirazioni, e in essa troveranno le risorse per superare ogni difficoltà di fronte a ogni forza avversa, interna ed esterna.
Facciamo ugualmente appello a tutte le forze e ai singoli attivi sul piano politico, sindacale, sociale e intellettuale che hanno mantenuto e meritato la fiducia di larghi strati di masse
popolari del nostro paese, per avere agito con coerenza,
determinazione e onestà a fronte dell’attacco dei fautori delle Larghe Intese che a seconda delle opportunità si sono presentati come di sinistra o di destra, e che nell’un caso e nell’altro si sono comportati e si comportano come forza di occupazione, conducendo contro la grande maggioranza della popolazione italiana una sorta di guerra. Facciamo appello a queste forze e ai singoli perché si uniscano in un nuovo Comitato di Liberazione
Nazionale, che liberi il paese da questi occupanti e ne avvii la ricostruzione con criteri nuovi, informati ai valori della condivisione dell’ inclusione sociale, dei beni comuni e dell’ ecologia.
Invitiamo singoli ed organizzazioni alla Cavallerizzadi Torino luogo in cui da quattro anni la lotta per i beni comuni si è concretizzata in un dialogo fecondo fra artisti, giuristi lavoratori precari e altre soggettività sociali in cui le masse popolari si autogovernano nella resistenza al neoliberismo.

Ugo Mattei e Alberto Lucarelli