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I Centri culturali creati dai cittadini non sono una utopia

Trans  Europe  Halles – un network europeo di centri culturali indipendenti

Trans Europe Halles è una rete che unisce e che rappresenta 50 centri culturali indipendenti e multidisciplinari di 24 paesi molto diversi tra loro. Dall’Italia sono presenti i centri  DOM a Bologna, Interzona a Verona,  Manifatture Knos a Lecce,  e OZU a Monteleone Sabino. I centri sono nati dall’iniziativa di cittadini e artisti e dalla riqualificazione di vecchi edifici abbandonati. Molti hanno sede in edifici di archeologia  industriale  e  hanno  portato  avanti  con determinazione una volontà di sfidare il sistema culturale istituzionale.

Tutte le organizzazioni che fanno parte di Trans Europe Halles mantengono le proprie caratteristiche distintive ma condividono l’intenzione di sostenere nuovi talenti, innovazione, giovani artisti, modi alternativi di espressione e scambi culturali. Molti dei centri appartenenti alla rete sono stati tra i primi ad offrire ai giovani l’opportunità di sviluppare e di utilizzare le loro capacità artistiche. I progetti intrapresi all’interno di Trans Europe Halles sono condotti nel contesto locale ma offrono una prospettiva internazionale. Affrontano problemi artistici e sociali e il loro scopo è la promozione della cooperazione e della comprensione tra organizzazioni culturali europee e incoraggiare la collaborazione tra diverse discipline artistiche.

Il  network  TEH, fondato nel 1983, vuole offrire all’arte spazi impossibili da trovare altrove e connettere tra loro le esperienze  culturali più pionieristiche.

Ogni membro  
  • è un centro culturale nato dall’iniziativa dei cittadini
  • è un centro indipendente, senza fini di lucro e con una struttura legale
  • ha una politica artistica multidisciplinare, favorisce l’interazione tra forme d’arte, con particolare attenzione per l’arte contemporanea
  • ha sede in un luogo che si presta all’interazione con i cittadini
  • offre un programma artistico di alta qualità con rilevanza almeno regionaleche includa arte locale e internazionale.
  • pone  l’attenzione al lato sociale e politico delle attività culturali e ha una politica  di pari opportunità ben definita

Qui la mappa dei centri o scarica la lista completa dei membri …

Un esempio per la Cavallerizza Reale?

Le Manifatture Knos o altri centri della rete Trans Europe Halles possono essere un esempio per la Cavallerizza Reale?

“Le Manifatture Knos sono un esperimento culturale e sociale in continuo divenire (…) Il coinvolgimento spontaneo di cittadini, artisti e professionisti, che si sono presi cura di restituire alla città un bene comune, ha dato vita a un centro internazionale di ricerca, formazione e produzione culturale basato sull’autonomia artistica e organizzativa. (…) L’associazione ha guidato il processo di ristrutturazione e di nascita del centro, attivando un progetto urbano che ha visto un largo coinvolgimento della cittadinanza. (…) Ospitano una molteplicità di progetti (…) nell’ambito del cinema, del teatro, della danza, della musica, dell’editoria, dell’infanzia, delle arti applicate, del design, dell’arte contemporanea, della progettazione partecipata.” (Storia delle Manifatture Knos)

Un manuale per progettare centri culturali

Un libro pubblicato di recente presenta le migliori pratiche nel campo dell’architettura dai centri di Trans Europe Halles (TEH) : Il libro è una raccolta di esperienze personali, osservazioni e opinioni ed elenca esempi, situazioni e storie raccolte negli anni 2011- 2013 dall’architetto Peter Lenyi nelle sue visite a 30 dei centri della rete TEH.

Le prime 35 pagine del libro (in inglese) possono essere scaricate qui.

Appello: Difendiamo la Cavallerizza

Ecco l’appello difendiamo la Cavallerizza da firmare su change.org!

Da venerdì 23 maggio la Cavallerizza Reale è stata riaperta alla città. Come abitanti di Torino abbiamo sentito l’esigenza di far rivivere questo meraviglioso pezzo di territorio. Da anni a questa parte, infatti, la Cavallerizza Reale versa in uno stato di degrado sempre più allarmante in seguito al suo progressivo svuotamento, iniziato con lo sfratto di tutti gli inquilini ed ultimato in novembre con la chiusura delle sale gestite dal Teatro Stabile.
Resistono solo poche attività vitali all’interno del complesso, usato ormai per lo più come parcheggio: tra queste lo storico Circolo Beni Demaniali, anch’esso sotto sfratto.

La Cavallerizza Reale è un complesso architettonico unico nel suo genere ed un bene di valore inestimabile, non solo per il suo valore storico ed artistico ma per il significato simbolico che ha assunto negli anni per la città.
È inaccettabile che questo patrimonio di memoria storica e culturale del territorio sia destinato all´abbandono, come dimostrano le pessime condizioni in cui versa, per via di una gestione incurante da parte del Comune che ha trascurato la manutenzione degli stabili. È ancor più inaccettabile che un bene pubblico da sempre attraversato e
vissuto da tutti i cittadini, un luogo di produzione di cultura per tutti gli abitanti, sia stato messo in vendita.
Attraverso un processo di cartolarizzazione, infatti, l’intera area è stata messa all’asta dal Comune di Torino, che l’aveva acquistata dal Demanio per decine di milioni e che nonostante le molte difficoltà incontrate nella ricerca di acquirenti cerca ora di vendere ad ogni costo, anche ad un prezzo decisamente e progressivamente più basso: una
svalutazione che preannuncia una nuova speculazione.

La Cavallerizza Reale è iscritta nell’elenco dei beni Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell´UNESCO come parte integrante dell´area della “Zona di comando”, parte del più ampio insieme delle residenze sabaude: per la tutela sono necessarie l’integrità fisica degli edifici e la loro fruizione pubblica in ambito culturale. Tuttavia l’amministrazione comunale nel 2012 ha deliberato che la Cavallerizza possa essere destinata a usi di carattere privato, come residenze ed esercizi commerciali. In quest’ottica, apprendiamo da La Stampa del 29 maggio che sarebbero presenti due compratori interessati al bene per farne appartamenti di lusso ed esercizi commerciali. Una simile trasformazione è prevista anche per la vicina area dei Giardini Reali, in cui si prospetta la realizzazione dell´ennesimo parcheggio interrato, riducendo un´importante area verde nel cuore della città in un giardino su soletta.
Ci troviamo pertanto di fronte ad un patrimonio della città che dovrebbe essere liberamente vissuto e frequentato da tutti i cittadini e che invece il Comune vuole svendere, privatizzare e destinare al profitto di pochi: una prospettiva che non possiamo tollerare e che ci stiamo impegnando con forza a contrastare.

Per questo:

  • chiediamo che il complesso della Cavallerizza sia rimosso dal programma di cartolarizzazione del Comune di Torino e sia immediatamente bloccata l´asta per la sua vendita, perché tutto il complesso rimanga di proprietà pubblica;
  • chiediamo che la Cavallerizza, in quanto patrimonio della città e dell’umanità, rimanga sempre aperta ed accessibile a tutti i cittadini: la destinazione degli immobili deve rimanere legata ad una funzione pubblica e ad una fruizione collettiva, ne sia conservata e potenziata la valenza socio-culturale e la natura di luogo di aggregazione; sono del tutto incompatibili e inaccettabili usi impropri di carattere privato e speculativo;
  • chiediamo che il futuro della Cavallerizza venga deciso insieme ai cittadini attraverso processi di gestione partecipativa: in questa prospettiva la destinazione degli immobili deve essere decisa in base alle esigenze reali dei cittadini affinché questo luogo torni ad essere uno dei cuori pulsanti della città.

A partire dalla Cavallerizza sentiamo infine la necessità di costruire un ragionamento collettivo sulle contraddizioni legate alle trasformazioni urbane di Torino e sulle politiche che le hanno generate, per riaffermare l´importanza della partecipazione dei cittadini nel governo del territorio.

Invitiamo pertanto tutti i cittadini a sottoscrivere questo appello ed a partecipare attivamente alle iniziative promosse per fare vivere e difendere la Cavallerizza Reale.

Per aderire, inviate una mail a: assembleacavallerizza1445@gmail.com

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