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Tavola rotonda – “La città del futuro” – 11 giugno, 21.00

La città del futuro: una città “smart” o una città “giusta”?
Mercoledì 11 giugno, ore 21.00
Unione Culturale, via Cesare Battisti 4b
(ingresso libero) 

Il gruppo “Città e territorio” dell’Unione Culturale Franco Antonicelli ha elaborato una riflessione sulle trasformazioni urbane recenti, cittadine e nazionali, oggetto di dibattiti pubblici. La questione della qualità urbana viene approfondita da un punto di vista fisico, sociale e ambientale come elemento irrinunciabile di una trasformazione democratica. Interventi di specialisti in dialogo con il pubblico.

Alla tavola rotonda e al dibattito partecipano:

Silvano Belligni, politologo, Università degli Studi di Torino
Federico Boario, ricercatore e collaboratore IRES
Elena Ferro, sindacalista CGIL
Paolo Gallesio, impresa costruzioni DEGA,
Sow Lamine, esperto problemi dell’immigrazione
Rosario Lo Mauro, funzionario ATC
Karl Kraehmer, studente, Assemblea Cavallerizza 14.45

Introduce e modera:
Guido Montanari, storico, docente Politecnico di Torino

http://www.unioneculturale.org/?p=1495

Architectura-in-Città

Cavallerizza: L’incontro con Fassino

“La giornata di oggi ha visto il presidio dell’Assemblea in piazza Palazzo di Città, nel quale abbiamo portato,  fra il grigio manto stradale, un pezzo di verde per contestare la proposta di costruire un parcheggio sotto la storica area verde dei Giardini Reali Bassi.

L’Assemblea Cavallerizza 14e45 ha presentato al Consiglio Comunale ed alla Giunta una proposta di moratoria al processo di vendita della proprietà cartolarizzata da parte del Comune.

Poco dopo il nostro arrivo, il Sindaco ha chiesto di incontrare una delegazione dell’Assemblea, prima dell’inizio del Consiglio Comunale.

L’incontro è durato circa un’ora.

Abbiamo esposto la natura e gli obiettivi dell’occupazione, ribadendo la richiesta di una moratoria al processo di vendita e il netto rifiuto al trasferimento della proprietà del bene ad uno o più soggetti privati.

Nonostante il Sindaco abbia affermato la volontà di riservare gli spazi della Cavallerizza ad un’esclusiva destinazione culturale ha, altresì, ribadito l’intenzione di cercare investitori nel settore privato riducendo, così, la portata delle sue dichiarazioni

Contestualmente abbiamo richiesto un incontro fra l’Assemblea pubblica cittadina ed una rappresentanza ufficiale dell’Amministrazione, sia al sindaco sia successivamente alla vice-Presidente del Consiglio Comunale.

Restiamo in attesa di una risposta da parte del Consiglio e della Giunta; crediamo, come abbiamo detto alla vice-Presidente, che la sede più adatta per tale confronto siano proprio questi cortili, ove proseguiamo con la nostra azione”.

Incontro con Fassino / piazza Palazzo di Città

Domenica 15 – Visita guidata del polo reale

Domenica 15 giugno alle 11:00 e alle 15:00

Appuntamento davanti al portone di Palazzo Reale. La visita guidata di una storica del arte durata ca. 1h 1/2.

La visita intende presentare ai cittadini come si sia formato il centro di comando dal Palazzo Reale sino alla Cavallerizza, espressione architettonica del potere assoluto organizzato dai Savoia in città e sul territorio dal momento in cui spostarono ed inventarono architettonicamente la loro capitale a Torino a partire dal 1563.

No parcheggio / si giardino

 

Lunedì il Consiglio comunale parlerà, tra le altre cose, di una delibera sui giardini reali che autorizzi la costruzione di un parcheggio sotterraneo.
i Reali non sono neanche gli unici giardini su cui si attueranno progetti del genere, al momento sono due le aree verdi designate per diventare parcheggi.

Crediamo che questo passaggio sia importante dell’iter di cartolarizzazione del complesso ex-cavallerizza dato che aumenterebbe il valore dell’immobile diventando più appetibile per eventuali acquirentie che per questo debba essere fermato e solo facendo sentire la nostra voce possiamo farlo!

‘Soluzioni’ di questo genere rispettano in pieno la linea politica che l’amministrazione ha portato avanti fin’ora: non tenere conto del volere degli abitanti della città per offrire il territorio a chi riesce a estrarne il maggior profitto senza badare a che prezzo, per il territorio stesso e per chi lo abita.

I frutti del loro raccolto li abbiamo visti, degrado, sprechi, pezzi di città in vendita oppure vuoti.
noi seminiamo partecipazione, processi decisionali dal basso e nuovi modi di abitare la città!

Artisti, cittadini, alberi e piantine, tutti e tutte a ricordargli che la cavallerizza è reale e che gli spazi di tutti non si toccano!

Confronto aperto: Territori di condivisione. Una nuova città?

Cavallerizza 14.45 parteciperà al convegno di We-Traders / Cedo crisi offre Città!

Territori di condivisione. Una nuova città?
Giovedì 12 giugno 2014, ore 17:30 – 19:30
Toolbox, Via Egeo 18, Torino

A partire da una ricerca di Cristina Bianchetti, il dibattito si propone di discutere potenzialità e fragilità di quelle forme dell’abitare condiviso tese a costruire forme di socialità fuori dal paradigma moderno, dalle sue norme, valori, conflitti e ragioni.

Nello spazio della mostra di We-Traders si confrontano:

Cristina Bianchetti, Professore di Urbanistica e Preside vicario della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Ha insegnato nelle scuole di Pescara, Venezia, Milano.

Ilda Curti, Assessore Politiche Giovanili, Pari Opportunità, Politiche per l’Integrazione, Rigenerazione Urbana, Suolo Pubblico e Arredo Urbano, Fondi Europei, Tempi e Orari della Città di Torino.

Stefano Boeri, architetto e politico, Professore ordinario di Progettazione Urbanistica al Politecnico di Milano. È visiting professor in diverse università tra le quali la Graduate School of Design dell’Università di Harvard, il BerlageInstitute di Rotterdam, il Politecnico di Losanna, lo StrelkaInstitute di Mosca, l’Accademia di Architettura di Mendrisio in Svizzera.

Paolo Naldini, Direttore di Unidee/Fondazione Pistoletto, Biella.

UNESCO e la Cavallerizza Reale 10 giugno ore 18

Incontro – la Cavallerizza: un patrimonio dell’umanità dell’UNESCO in pericolo…

– Giacomo Pettenati, geografo, dottore di ricerca in pianificazione territoriale presso il Politecnico di Torino con una tesi sul rappporto tra patrimonio UNESCO e territorio ci parlerà di esperienze in cui i cittadini sono riusciti a bloccare dei progetti a riguardo di beni UNESCO
– Anna Gilibert, architetto, docente del Politecnico, membro di Italia Nostra e esperta dell’UNESCO

Parliamoci chiaro.

Nelle ultime settimane, dalla Cavallerizza sono passati numerosi funzionari della Pubblica Amministrazione i quali, dichiarando di stare attraversando questi luoghi in qualità di privati, liberi cittadini, hanno cercato varie forme di dialogo con l’Assemblea degli occupanti.

Come Assemblea Cavallerizza 14:45 ribadiamo la disponibilità all’interlocuzione ed al confronto con l’Amministrazione; riteniamo tuttavia necessario chiarire che consideriamo ogni pubblico funzionario come rappresentante e quindi espressione dello Stato, responsabilità che non si esaurisce fuori dagli ambiti istituzionali.

Crediamo che ogni confronto non possa prescindere da una assunzione di responsabilità delle parti: chiediamo quindi che i rappresentanti delle Istituzioni non si presentino in qualità di privati cittadini, ma del ruolo che rivestono durante tutto il loro mandato.

Un dialogo ufficiale con il Comune è stato sinora solo ventilato a mezzo stampa; prendiamo atto di questa mancanza e, nel ribadire la nostra disponibilità attendiamo l’apertura di un confronto nelle forme adeguate ed ufficiali.

Assemblea Cavallerizza 14:45.

CONTRO SPECULAZIONE E SGOMBERI, SOLIDARIETA’ AGLI ARRESTATI E AI DENUNCIATI

La speculazione edilizia non è solo un’opera di Italo Calvino.

Essa è una manovra mercantile creata e strutturata per arricchire chi la compie.

Ogni giorno a Torino come in tutta Italia basta passeggiare (dove possibile) per le strade per accorgersi del cambiamento repentino e dirompente della conformazione delle proprie città.

Le trasformazioni urbanistiche, dal grattacielo che si staglia dinanzi al tuo balcone al centro commerciale che prende il posto dei giardinetti di quartiere, non sono “progresso” ma il frutto di precise dinamiche economiche e di potere.

Sono il frutto di quegli accordi tra società che si muovono nel mercato immobiliare, che falliscono e rinascono, che operano con l’impostazione selvaggia del profitto e quei governi comunali, regionali e nazionali che non conoscono più il senso del loro compito.

Torino ne è un esempio calzante.

La trasformazione da città grigia e industriale a città della cultura, dei giovani e dei grandi eventi è costata molto cara ai suoi cittadini. Nel giro di dieci anni Torino è diventato il Comune più indebitato d’Italia avendone guadagnato cemento e desolazione.

Le palazzine di via Giordano Bruno ne sono esempio lampante: costruite nel 2006 per ospitare gli atleti delle Olimpiadi, abbandonate a se stesse e svendute al fondo privato Città di Torino (Compagnia San Paolo, Pirelli Re) ma fortunatamente ri-occupate da 600 migranti, oppure l’ExDiatto in Zona San Paolo, sgomberato e destinato a trasformarsi nell’ennesimo centro commerciale, o ancora il grattacielo di Intesa San Paolo (proprietaria della nostra città grazie alla frenetica operazione di privatizzazioni del nostro consiglio comunale) costato solo 500milioni di euro a fronte di 3000 licenziamenti, oppure ancora la nostra Cavallerizza Reale svenduta per 11,8 milioni di euro alla C.T.T (Cartolarizzazione Città di Torino s.r.l) di proprietà del comune stesso che per partecipare al gioco delle tre carte ha dovuto chiedere un prestito (l’ennesimo) sempre all’Intesa San Paolo.

Ogni porta chiusa o finestra penzolante della città nasconde dietro uno spazio vuoto, abbandonato da un privato (a fronte di persone senza casa) o da un ente pubblico (venendo meno all’obbligo di agire a vantaggio della cittadinanza).

Ed è a questo punto che le persone bisognose e desiderose di una socialità e di una vita dignitosa decidono di agire direttamente sul proprio territorio, senza affidarne il futuro a chi troppe volte ha dimostrato di infischiarsene.

Nascono le occupazioni, a dimostrazione della capacità di costruire collettivamente uno spazio che sia di chi lo crea e della città tutta.

Nascono delle modalità di partecipazione diretta alla gestione dei beni che trascendono dalle logiche del profitto.

Attraverso un luogo occupato le persone si fanno ricettizie delle esigenze proprie e altrui, escono dalla solitudine dei propri percorsi per scoprire che non è necessaria una sovrastruttura per offrire cultura, intrattenimento, autoformazione. Bastano le capacità di ognuno di noi.

La risposta repressiva non può che farci credere che la nostra sia una posizione scomoda per chi vuole accrescere ricchezza e potere sulla pelle degli altri.

Gli sgomberi forsennati di queste settimane che attraversano l’Italia dimostrano non solo l’enorme capacità attrattiva di ogni occupazione ma soprattutto l’incapacità (molto più spesso la non volontà) istituzionale di recepire le necessità dei cittadini. L’unica risposta rispetto all’autodeterminazione del popolo è il controllo e la violenza. Gli sgomberi, le perquisizioni, le indagini e le condanne fantasiose sono solo alcuni degli strumenti che lo Stato utilizza per colpire gli atti di ribellione e intimidire tutti gli altri.

E noi onestamente negli atti di ribellioni ci crediamo, altrimenti non saremmo in questo cortile da giorni, non faremmo assemblee ogni Domenica per costruire collettivamente il nostro percorso in opposizione alle decisioni prese e calate dell’alto.

Domani, Sabato 7, saremo in corteo con il comitato “Sniarischiosa anche no” per le vie di San Paolo, contro le speculazioni sulle aree Diatto e Westinghouse.

Ripudiamo fortemente la sopraffazione e la prepotenza del potere pubblico tanto nelle stanze decisionali quanto nella risposta all’auto-organizzazione.

Solidarietà agli arrestati, ai perquisiti, agli indagati e a tutti quelli che lottano.
La Cavallerizza sta con gli sfrattati, le famiglie che occupano,gli spazi sociali, i comitati di quartiere e tutte le realtà che lottano per la difesa dei nostri territori.