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#MAI CON SALVINI

mattia libero

“Dodici barconi carichi di immigrati (tutti pacifici?). Lasciamoli a largo”
Matteo Salvini

Per permettere a Matteo Salvini di rilasciare dichiarazioni razziste analoghe a queste e alle molte altre che quotidianamente leggiamo sui giornali, il 28 marzo scorso la Polizia ha caricato a Torino un corteo che stava contestando il comizio in piazza Solferino del segretario leghista.
In seguito a quei fatti, alle cariche della polizia in via XX Settembre e al fitto lancio di lacrimogeni che ricacciò indietro il corteo, oggi due ragazzi sono stati arrestati e altri quattro sono stati messi ai domiciliari.
Tra loro c’è Mattia, un compagno che ha fatto parte fin dall’inizio del percorso della nostra Assemblea contribuendo a ridare vita alla Cavallerizza, abbandonata dalla malagestione comunale.
Crediamo che l’antirazzismo debba essere un valore trasversale alle lotte che animano le nostre piazze senza richiudersi solo in uno stendardo di facciata. Atteggiamento, quest’ultimo, assunto dalle stesse Istituzioni pronte a mostrare il proprio sdegno per le morti quotidiane di migranti, ma che, allo stesso tempo, continuano a chiudere le frontiere, bloccare i confini e a rendersi sostanzialmente responsabili di quelle morti, reprimendo chi a tutto ciò si oppone.

MATTIA LIBERO! LIBERI/E TUTTI/E!

#‎MaiConSalvini‬ ‪#‎RefugeesWelcome‬

IL PALAZZO DEL LAVORO DI TORINO SARA’ “UNA SHOPVILLE DEL LUSSO PER TUTTI”!

Come volevasi dimostrare ormai Torino si sta trasformado da città industriale a città commerciale.

E’ di oggi la notizia uscita su Repubblica che Il Palazzo del Lavoro (anche questo bene tutelato come la Cavallerizza) sarà trasformato in “due piani di negozi in 18 mesi: Sarà la shopville del lusso per tutti”.

http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/torino/cronaca/2015/08/26/news/due_piani_di_negozi_pronti_in_18_mesi_sara_la_shopville_del_lusso_per_tutti_-121629403/?refresh_ce

Ma Torino ha davvero bisogno di una “Shopville del lusso”?  Il distacco  tra i cittadini e la rappresentanza politica è ormai evidente, non ci si preoccupa più di chiedere loro cosa vogliono e di cosa hanno bisogno; a 6 giorni dall’incendio esce il progetto per il “rilancio di Palazzo Nervi”, ma i cittadini di Torino vogliono davvero questo?

Riportiamo qui l’articolo di Emilio Soave (Vicepresidente e referente per l’Urbanistica di Pro Natura Torino Onlus) del 26 agosto 2015.

palazzoNervi

 Lettera di Pro Natura: “Gli incendi del Palazzo del Lavoro sono colpa della “Burocrazia”?”

–  Al Sindaco del Comune di Torino
–  Alla Giunta Comunale di Torino
– Ai Consiglieri Comunali di Torino
– Al Presidente della Circoscrizione 9 di Torino
–  Al Sindaco del Comune di Moncalieri
–  Ai mezzi di informazione

Ancora una volta l’attenzione mediatica si concentra in questi giorni sul Palazzo del Lavoro di Torino e ancora una volta si dà la colpa del suo abbandono alla “burocrazia” e alla Giustizia Amministrativa, che ne rallenta la trasformazione in un grande centro commerciale, abbandonando l’edificio di Nervi al degrado e al vandalismo: ma non è forse chi ha la titolarità di un bene tutelato dalla Soprintendenza a doverne garantire la sicurezza? Altre volte siamo intervenuti sul tema, ma vogliamo ribadire alcuni elementi importanti, affinché i roghi nonsiano un pretesto per proseguire in scelte urbanistiche sbagliate.

Un progetto nato nel 2008, partito come Variante Parziale al Piano Regolatore, poi ritenuto illegittimo nei suoi fondamenti, è stato riattualizzato sotto forma di Accordo di Programma e
di Variante Semplificata (art. 17bis della Legge Urbanistica Regionale). Se nel progetto originario veniva gravemente compromessa l’area verde e alberata circostante il Palazzo, destinata a essere spianata per costruirvi un parcheggio interrato, la successiva proposta di trasformazione porta la Superficie Lorda di Pavimento da 28.000 a 43.000 metri quadrati, inglobando una buona parte del Parco di Italia ’61, del quale inspiegabilmente in questi giorni si dichiarano l’abbandono (?) e il presunto degrado come “porta Sud della Città”. Così un parco in buone condizioni manutentive, con tutti gli edifici esistenti (tranne il Palazzo del Lavoro) resi fruibili, intensamente frequentato dai cittadini del quartiere e dagli sportivi, viene proposto per una “riqualificazione” che comporterebbe la realizzazione di buona parte dei posti auto necessari al nuovo centro commerciale (1.570) proprio sotto le aree verdi circostanti il Palazzo a Vela. Ennesima riproposizione di “verde su soletta” in luogo del verde in piena terra. Come se non bastasse, si vorrebbe collocare nel parco pure la mitica “Ruota Panoramica”, Il Palazzo del Lavoro diventerebbe un centro commerciale classico, mentre prima era presentato impropriamente come “centro commerciale naturale”.

I problemi viabilistici sono molto complessi, e giustamente la città di Moncalieri teme che in buona parte si scarichino sul suo territorio, mandando definitivamente in crisi l’asse di corso Trieste e la rotonda Maroncelli. Pone come giusta condizione la realizzazione di un sottopasso (costo 8-10 milioni di euro!) che risolva almeno in parte i problemi viabilistici, legati ai nuovi flussi di traffico che si creerebbero nella “Porta Sud” di Torino. Ma Torino ha davvero bisogno di un ennesimo centro commerciale, che segna emblematicamente il definitivo passaggio da “città del lavoro” a città dei “centri commerciali”? Tante funzioni potevano e potrebbero trovare collocazione del Palazzo di Pier Luigi Nervi: funzioni museali ed espositive, attività di ricerca ed aule universitarie, spazi per la “Città della Salute”, attività sportive; e – perché no – il fantomatico “Centro Congressi” da 5.000 posti che dovrebbe sorgere nell’area Westinghouse di Spina 2. Ma nessuno ci ha seriamente provato: l’edificio, di proprietà del Demanio, è stato trasmesso a FINTECNA, e infine ceduto alla Società Pentagramma costituita in quote paritetiche da GEFIM e Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare s.r.l. (pur sempre una società pubblica). Un edificio pubblico, destinato a funzioni pubbliche, viene “valorizzato” dal punto di vista esclusivamente immobiliare e commerciale, mentre nella proposta di Accordo di Programma l’interesse pubblico non è chiaro in cosa consisterebbe.

I problemi ambientali e i danni al patrimonio verde, con ingenti scavi per diversi piani di parcheggi interrati, si scontrerebbero poi con possibili contaminazioni del terreno sottostante, che prima di Italia ’61 ospitava la vecchia discarica della Città. Sappiamo davvero cosa è presente in profondità sotto l’attuale parco? Nel momento in cui i vari Enti titolati sono coinvolti nella fase di specificazione della Valutazione Ambientale Strategica chiediamo che si valutino approfonditamente tutti gli aspetti
ambientali, viabilistici, paesaggistici e socio-economici che si riverserebbero su questa parte di città e del territorio metropolitano, insieme con il Grattacielo della Regione, il raddoppio di Eataly, la realizzazione della “Città della Salute” sull’area della FIAT Avio, i parcheggi di interscambio per la Metro 1 in piazza Bengasi, ed altre trasformazioni in arrivo.

Il 30 agosto alle 21.00 ricorderemo l’incendio de Le Pagliere, parte del complesso della Cavallerizza.

CS: Arriva la soluzione per la Cavallerizza: un super- condominio!

Oggi abbiamo partecipato alla V Commissione Consiliare Permanente, convocata in merito alla questione Cavallerizza e all’audizione delle società Homers ed Equiter (che – ci dicono – aver ricevuto l’incarico dalla Compagnia di San Paolo, su richiesta del Comune senza alcuna procedura di evidenza pubblica).

Nella sala molti cittadin* ma pochissimi consiglieri e solo la società Homers; la società Equiter ha disatteso la chiamata istituzionale perché “in ferie”.

I cittadin* erano presenti per capire qualcosa in più:
l’architetto Robiglio – società Homers – ha reso noto di essere a metà del percorso di definizione del sistema di regole e di assetto degli spazi.
Dapprima ha evidenziato la necessità di guardare Cavallerizza nel suo insieme, tuttavia, dopo trenta minuti di digressione storica e architettonica, è arrivato alla conclusione che la Cavallerizza non ha mai avuto un assetto unitario. Abbiamo dunque compreso che non si è trattato di un semplice sfoggio di erudizione, ma di un artificio per giustificare un futuro smembramento del complesso.

Altro argomento strettamente legato riguarda i vincoli storico – architettonici: il sistema dei vincoli secondo Homers non dovrà essere omogeneo ma dovrà tener conto delle diversità dei luoghi e delle funzioni ad essi adibiti. Immediata la nostra preoccupazione: per hotel/hostel de charme e residenze i vincoli architettonici potranno essere ridotti?

Alla domanda della consigliera Appendino, in merito alla poca chiarezza sullo sviluppo della progettazione partecipata, Homers ha risposto che, ad oggi, la stessa è in una fase di cosiddetto “ascolto”; sono stati intervistati circa 40 soggetti, alcuni appartenenti alla scena culturale torinese e altri provenienti da una così definita “terra di mezzo” tra istituzioni e cittadinanza. Sulle modalità di scelta e l’identità degli intervistati, durante l’audizione, non è stata data alcuna informazione.

L’architetto ha precisato di operare nel perimetro definito dall’amministrazione cittadina, ed ha più volte ribadito il concetto che la funzione di utilità pubblica può essere esercitata anche da un privato.

In tal senso, per rendere appetibili gli investimenti, l’arch. Robiglio ha parlato chiaramente di privatizzazione dei piani superiori. Homers ritiene, inoltre, che sia necessaria la presenza di un soggetto complesso che amministri lo stabile. Per far ciò ritiene imprescindibile che venga adottato il modello del “supercondominio”.
Riguardo i cosiddetti usi temporanei (ossia che non faranno parte del progetto definitivo), si è parlato di un’aula studio e di una residenza per studenti, usi che dovrebbero modificarsi al termine del processo di rifunzionalizzazione.

Tale processo, a giudizio dell’architetto, dovrebbe costare 100 milioni di euro e comporterebbe un cantiere aperto per 25 anni.

Infine, è stato lamentato il rifiuto dell’Assemblea Cavallerizza di partecipare al percorso da loro proposto.

Ci piacerebbe molto prendere parte al percorso se ciò non implicasse l’accettare la privatizzazione dell’80% del complesso, se fossero chiare le modalità di partecipazione, gli obiettivi di progetto e l’effettivo peso della proposte dei cittadini sulle decisioni finali.

Durante l’incontro, Homers ha negato la presenza di qualsiasi interesse speculativo per la Cavallerizza. Nessuno la vuole perché pare si tratti di un cattivo investimento ma, a quanto pare, chi disprezza compra.
Si fanno i nomi di Gustavo Denegri, patron del ristorante “Il Cambio” e uomo più ricco di Torino, con un patrimonio di 1,1 miliardi di dollari, e di Gastaldi Holding, una grande, ma molto discreta, private company multinazionale, attiva nei trasporti, nel turismo con un ramo specializzato nei viaggi incentivo extralusso. Un affare per pochi soggetti che certamente potranno godere di condizioni ancora più favorevoli dopo l’incendio doloso dell’estate scorsa.

Demokratia off – ciclo di incontri

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3 luglio ore 20:30 Beni comuni e sanità pubblica, dove atterranno i tagli delle risorse.
“Razionalizzare i costi” è la locuzione con cui si tenta di dare un valore oggettivo e neutro al taglio delle risorse dirette al settore sanitario. Dove stiamo andando? E soprattutto perché?
Ne discutiamo con:

Eleonora Artesio, già assessora alla sanità della regione Piemonte.
Andrea Giorgis, professore ordinario di diritto costituzionale e deputato del Partito Democratico.
Nerina Dirindin, docente universitario di scienza della finanza e senatrice del Partito Democratico.

5 luglio ore 18:00  Assemblea-dibattito sul Community Land Trust.

Il Community Land Trust può essere una forma giuridica adatta per la Cavallerizza Reale?

Ne parliamo con:

Alessadra Quarta, assegnista di ricerca, Università di Torino
Antonio Vercellone, dottore di ricerca, Università di Milano

8 luglio ore 18:00  Questione amianto. Dopo il processo Eternit, che prospettive?

Davide Petrini, professore di Diritto penale del lavoro, Università degli studi di Torino
Sergio Bonetto, avvocato del lavoro, rappresentante di parte civile nel processo Eternit
Associazione AFEVA

Prossimi appuntamenti:

15 luglio Sovranità alimentare ed economie alternative

16 luglio Narrazioni dall’esperienza della Carovana per il Rojava ore 21:00 – Aperitivo con a seguire dibattito. 
Racconti dalla Carovana: “Dalle strade di Kobane alle piazze di Amed”

Data da definire: Presentazione dell’esperienza “Italia che cambia” con Daniel Tarozzi
http://www.italiachecambia.org/

CHIAMATA ALL’AZIONE: VIVIAMO INSIEME LA CAVALLERIZZA!

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CHIAMATA ALL’AZIONE: VIVIAMO INSIEME LA CAVALLERIZZA!

Ad un anno dalla liberazione della Cavallerizza, Assemblea Cavallerizza 14:45 lancia una chiamata alla cittadinanza.

La Cavallerizza è per tutt*, viviamola insieme!

Assemblea Cavallerizza14:45 Vi invita a costruire una realtà basata sulla condivisione di competenze e di mezzi di produzione culturale, sulla valorizzazione di saperi, sulla formazione e su ogni altro contributo con cui si desidera partecipare.

Vogliamo rendere questo luogo un polo culturale ed artistico aperto davvero a tutt*; artisti, tecnici, artigiani, associazioni, compagnie, collettivi/realtà, gruppi informali etc… Uno spazio liberato, utile per tutt*.

Non abbiamo bandiera o colore partitico, non abbiamo sponsor nella politica locale, siamo frutto di una mobilitazione spontanea de* cittadin* di questa città. Il nostro desiderio e obiettivo è restituire questo bene UNESCO abbandonato al degrado a causa della malagestione dell’amministrazione nonostante l’immenso valore culturale, alla collettività, rendendo protagoniste le realtà/persone che, credendo nel progetto, faranno vivere questo spazio.

Gli spazi, già liberati e utilizzati sino ad oggi, saranno a disposizione di tutt*: Immaginiamo spazi di co-working artistico e culturale, in cui la creazione sarà messa al centro del processo e i mezzi di produzione saranno condivisi. Desideriamo che questo luogo diventi una sperimentazione in Italia di partecipazione cittadina, nel quale trovino spazio i singoli così come la cittadinanza organizzata.

In questa giornata verrà presentato il progetto, la Carta dei valori, i gruppi di lavoro per la progettualità e un modello economico alternativo per la gestione delle attività, basato sul concetto di solidarietà e gruppi di acquisto. Un modello nel quale, per fare bene, si deve fare per il bene comune.

Proponiamo a tutt* coloro che sono interessat* a raggiungere e far parte del progetto Cavallerizza di farsi avanti e partecipare all’Agorà che si svolgerà il 23/24 maggio.

Vi aspettiamo, la Cavallerizza è per tutt*! Occupiamocene insieme!

Le adesioni per l’Agorà del 23/24 maggio vanno inviate a assembleacavallerizza1445@gmail.com.

A seguire vi verrà inviato un form da compilare con le informazioni necessarie sulla vostra compagnia/associazione/singolo/collettivo.

Per maggiori info, venite di persona!

 

COME OGGETTI APPESI A UN FILO

COME OGGETTI APPESI A UN FILO

Ogni oggetto racconta una storia, ogni storia apre una porta e dietro ogni porta vive una casa…

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A pochi passi da qui c’è uno spazio di 22.000 mq che è Patrimonio Unesco.

A pochi passi da qui c’è un magnifico Giardino nascosto e 2 Teatri per 300 spettatori.

A pochi passi da qui ci sono 109 appartamenti.

Il Comune li ha abbandonati e messi all’asta, per risanare un buco in bilancio ben più grande!

Questo posto si chiama Cavallerizza Reale di Torino, attualmente in vendita come un oggetto qualsiasi.

Da 8 mesi un gruppo di cittadini ha deciso di opporsi a questa speculazione, perché crede fermamente che questo luogo debba rimanere uno spazio pubblico a gestione partecipata con tutti gli abitanti di Torino.

Gli oggetti appesi, che vedete su questa via, arrivano dagli appartamenti della Cavallerizza, lasciati in tutta fretta dai propri inquilini sfrattati.

Oggetti appesi a un filo, come appeso a un filo è il futuro della Cavallerizza.

L’Assemblea di cittadini che si oppone alla vendita, insieme agli studenti del Politecnico hanno realizzato un workshop, dal titolo “P di Piazza”, x iniziare ad immaginare una nuova vita per gli spazi esterni della Cavallerizza, e partendo dal suo stato attuale di abbandono, abbiamo pensato anche ad un ruolo diverso per gli oggetti che vedete sopra le vostre teste, perché vogliamo porre l’attenzione sugli appartamenti della Cavallerizza ma anche su tutte le abitazioni e gli edifici sfitti e abbandonati a Torino, a dispetto delle esigenze dei suoi abitanti, famiglie, studenti, precari e lavoratori dello spettacolo.

Mentre la giunta parla di progettazione partecipata radunandosi tra loro attorno a un tavolo, in Cavallerizza Reale il 27-28 Febbraio e 1 Marzo 2015 inizia il Forum delle Idee, 2 giorni in cui scoprire gli spazi e la storia di questo luogo per iniziare un reale percorso di progettazione che parta dalle necessità dei cittadini, in modo che la Cavallerizza diventi un cuore pulsante della nostra città.

Assemblea Cavallerizza 14:45

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Di ostelli, Cavalli e comuni.

Smart, low cost, under 30..manca solo fish&chips! Ma dove è finita la partecipazione della cittadinanza?

Ci sono parole positive per natura: giovani, smart, low cost, arte – soprattutto contemporanea – creatività, grande ostello della gioventù.
Ma anche turismo, promozione culturale, fondi strutturali europei che rilancino l’economia cittadina.

In questi mesi abbiamo visto presentarsi, sulle pagine di vari quotidiani, fantomatici progetti pensati dal Comune per la Cavallerizza Reale, diverse e possibili destinazioni d’uso poi scomparse nello stesso vuoto da cui erano sorte.
Nel mese di Settembre leggevamo di hotel de charme e botteghe per artigiani, in Maggio di residenze di lusso e esercizi commerciali: idee un po’ meno pittoresche o suggestive, forse, sicuramente meno “politically correct”.

Notiamo con piacere come in questi 8 mesi la mobilitazione cittadina abbia portato a qualche passo indietro, se non altro a livello terminologico, sino ad arrivare alla proposta di un ostello della gioventù.
La proposta viene riportata sulle pagine de La Stampa del 12.01.15 e confermata da un articolo sul blog del consigliere di Sel M. Grimaldi. In piena continuità con il passato, purtroppo, il progetto resta indefinito e privo di reale attendibilità: non vi è alcun atto formale ne vi è stato confronto con la cittadinanza. La stessa che da mesi chiede, a seguito dell’occupazione del complesso storico, un dialogo con l’amministrazione e l’avviamento di una progettazione partecipata con le istituzioni. Quello che appare naturale domandarsi è che ruolo abbiano gli abitanti della città per l’amministrazione comunale e regionale.

Durante gli 8 mesi di occupazione, la Cavallerizza è stata attraversata da migliaia di persone, sono state raccolte più di 10.000 firme, si sono susseguiti una serie di incontri con il sindaco Fassino e l’assessore Passoni, tuttavia la “svolta” positiva sul futuro della Cavallerizza viene appresa dalla cittadinanza sotto forma di “voce di corridoio”. Speriamo che questa sia solo una svista dell’amministrazione e che quanto prima le istituzioni comunali e regionali si rendano disponibili ad aprirsi ad un dialogo continuativo e costante e ad una seria progettazione condivisa.

Ci sembra tuttavia rilevante mettere in luce alcune perplessità relative alla proposta. Gli interessati menzionati nell’articolo sarebbero “grandi catene alberghiere”: definizione che, così posta, sembra rispondere all’ennesima richiesta speculativa piuttosto che alle reali esigenze degli abitanti della città ovvero a quelle ipotetiche ondate di giovani citati dall’articolo.
La parte adibita ad ostello sarebbe un terzo del complesso; dei restanti due terzi vengono fatte vaghe menzioni ad aree teatrali ed esercizi commerciali. Speriamo che il comune possa essere più preciso sul significato di queste parole e auspichiamo che la notizia, sbandierata come fiore all’occhiello, non sia solo vetrina politica ma un reale cambio di vedute sul destino del complesso sotto tutela Unesco..

Tuttavia le perplessità, nel caso ci sia un reale intento di collaborazione, potrebbero essere facilmente risolte dalla continuità del dialogo. Per cui vien da chiedersi: quale rapporto l’amministrazione comunale intende costruire con gli abitanti della città?
Solo un mese fa, al convegno “Liberare energie.Rigenerare Torino”, svoltosi al Politecnico di Torino con l’assessora Ilda Curti, in cui si esaminava il caso della Cavallerizza si parlava di rivoluzione nei rapporti fra cittadini e istituzioni e di un’occasione per Torino di diventare la prima grande città italiana in cui cittadini e amministratori collaborino per prendersi cura della città, dei suoi spazi, degli edifici, del verde pubblico.
Che fine hanno fatto quelle parole?
Il comune interpreta come una ‘rivoluzione’ la firma di protocolli d’intesa nelle proprie stanze o intende davvero provare a confrontarsi con i cittadini?
Confidiamo nella seconda ipotesi e per questo invitiamo le istituzioni comunali, regionali, culturali, le associazioni a confrontarsi al FORUM DELLE IDEE e al TAVOLO DI PROGETTAZIONE che avrà inizio da Febbraio 2015 alla Cavallerizza Reale.

Assemblea Cavallerizza 14:45

Invito al futuro: STRIKE X CULTURE!

Dal passato recente un INVITO AL FUTURO
A partire dall’accumulazione prodotta con lo #ScioperoSociale del 14 novembre 2014, ribadiamo la necessità di incontro tra addette/i ai lavori volta alla costruzione di una rete di comunicazione, cooperazione, organizzazione e mutuo sostegno come piattaforma vertenziale e rivendicativa per il tempo a venire. Sottolineiamo l’urgenza di costituirsi come soggetto politico, come categoria di lavoratrici e lavoratori titolari di diritti al fine di rafforzare il potere di negoziazione sociale intorno alle condizioni del lavoro culturale e dello spettacolo, in connessione con le lotte alla precarietà ed allo smantellamento delle esistenze.


Assemblea Cavallerizza 14:45, L’Asilo, Macao, TMO Teatro Mediterraneo Occupato, Teatro Rossi Aperto, Fondazione Teatro Valle Bene Comune, Sale Docks, Angelo Mai.

Fiaccolata di solidarietà in seguito all’incendio alla Cavallerizza Reale

LA CALLERIZZA NON SI BRUCIA! LA CAVALLERIZZA E’ UN BENE COMUNE DELLA CITTADINANZA

Fiaccolata di solidarietà
SERATA DI SOLIDARIETA’ DOPO L’INCENDIO DOLOSO – VENERDI’ 5 SETTEMBRE ORE 20,30

L’Assemblea Cavallerizza 14:45 insieme al Circolo Beni Demaniali, Gioventura Piemontèisa, C.A.S.T. 1983A.L.F.A., La Bela Rosin e la soa Gent, organizza una fiaccolata di solidarietà dopo il grave incendio doloso del 30 agosto che ha reso inagibile l’edificio che ospitava il Circolo Beni Demaniali, con gravi perdite materiali e morali. Al termine della manifestazione presso i locali della Cavallerizza si terrà una serata musicale; i fondi raccolti saranno devoluti in beneficenza al Circolo per una più rapida ripresa delle attività.

Auspichiamo e agiremo affinché il Circolo Beni Demaniali, realtà storica all’interno della Cavallerizza possa trovare al più presto un’adeguata sistemazione all’interno del complesso storico patrimonio dell’UNESCO.

La partenza è prevista venerdì 5 settembre alle ore 20,30 da via Verdi 9 con rientro in Cavallerizza, a fiaccole rigorosamente spente!

Ufficio Stampa – Assemblea Cavallerizza 14:45

Qui anche qualche foto di Luca Di Lotti su Facebook …

Incontro dell’Assemblea con la Soprintendenza per la riapertura dei Giardini Reali di Levante

In data odierna una delegazione dell’AC14:45 ha incontrato il soprintendente ai Beni Culturali ed Architettonici, arch. Rinaldi con alcuni collaboratori, per definire le modalità di stipula di una convenzione avente come oggetto l’accessibilità dei Giardini Reali di Levante alla cittadinanza.

Nel corso dell’incontro sono stati analizzati i contenuti, le condizioni e la formalizzazione della convenzione e la natura giuridica dei soggetti attuatori.

La verifica in atto degli aspetti formali potrà permettere in tempi brevi l’apertura di una prima parte dei Giardini Reali, in attesa della loro completa manutenzione, previa delimitazione di aree percorribili in sicurezza.

La delegazione proseguirà il dialogo nei prossimi giorni per arrivare alla formulazione definitiva e condivisa dell’accordo di convenzione. L’incontro si è concluso con la dichiarazione del comune proponimento di giungere alla restituzione, per la pubblica fruizione da parte della cittadinanza, dello spazio verde dei Giardini Reali di Levante.

Ufficio Stampa – Assemblea Cavallerizza 14:45