6/5/2018 – Prima assemblea cittadina uso civico collettivo.

 

PRIMA ASSEMBLEA DELLA CAVALLERIZZA USO CIVICO E COLLETTIVO

6 MAGGIO H 18.3.0

La Cavallerizza Reale è stata occupata ormai quasi 4 anni fa, il 23 maggio 2014, verso mezzanotte. L’obiettivo era bloccare la vendita ai privati ed esigere che il patrimonio collettivo che questa rappresenta rimanesse alla Cittadinanza e non fosse consegnato in mano alle banche.
Fin dai primi giorni di occupazione la cittadinanza, gli spazi sociali, i movimenti, così come le stesse istituzioni hanno sempre considerato Cavallerizza un’occupazione “particolare” proprio per le sue caratteristiche peculiari, proprio perché l’obiettivo primario è sempre stato – prima di tutto – regolare l’utilizzo del bene per aprire uno spazio di libertà per tutta la Cittadinanza.
Proprio per questo, fin dal primo anno di occupazione, questa visione politica si è rappresentata nello striscione appeso all’entrata del complesso: “Cavallerizza è per tutti”.
Cavallerizza è uno spazio che, prima di tutto, accoglie i bisogni, i desideri, i progetti della popolazione che attivamente si auto-organizza e usa il bene secondo quelli che sono dei valori comuni di solidarietà sociale. In questi quattro anni di occupazione la Cittadinanza – nell’uso del bene – ha creato un valore culturale e sociale che emerge dalle sole mura (Già patrimonio UNESCO dal 1997!) ed è per questo che chiamiamo la Cavallerizza Bene Comune Emergente.
Un Bene Comune, per sua natura, deve essere preservato per le generazioni future: ne deve essere garantita accessibilità, fruibilità, attraversabilità, un uso non privatistico e non speculativo.
I principi fondamentali dell’autogoverno del bene, poi, sono il prendersi cura, l’uso non proprietario né perpetuo, la democraticità e orizzontalità del metodo decisionale e l’amministrazione diretta della Cittadinanza.
Per questo ogni utilizzo dello spazio è libero e turnario: chiunque rispetti e condivida principi e regole di utilizzo può contribuire alla costruzione di valore purché ne faccia un uso non privatistico, dagli spazi teatrali (che non potranno mai essere ad appannaggio di un solo soggetto) alle residenze, agli eventi di ogni tipo.
Questo fa della Cavallerizza uno spazio assimilabile a quelle risorse comuni (come i frantoi o i pascoli) che negli spazi rurali venivano chiamati usi civici e così destinati ad essere utilizzati e creare valore PER la cittadinanza. Cavallerizza in tal senso è già un Uso Civico e Collettivo a prescindere dal riconoscimento delle istituzioni.
Cosa comporta l’uso civico? L’uso civico ha comportato la scrittura nero su bianco del modo con il quale la “comunità di riferimento” (aperta e inclusiva perché sempre mutevole nel tempo) dell’Assemblea Cavallerizza prende le decisioni e del modo con il quale si realizzano le attività che si svolgono al suo interno.
Per questo oggi rivendichiamo la nostra esistenza e vogliamo che anche le istituzioni riconoscano che la Cavallerizza è già un Bene Comune e, in quanto tale, destinata all’uso collettivo della Cittadinanza.
Questo riconoscimento non implica che ogni occupazione si trasformi d’emblée in uso civico; il discorso sta su un piano completamente diverso.
Cavallerizza rappresenta un territorio di confine in cui arte, socialità, lotta e politica si intersecano. Uno spazio dialettico permanente nel quale la negoziazione degli orizzonti di lotta è quotidiana. E’ la rappresentazione di quel tutt* reale con il quale non si può evadere il confronto. Una concretezza tanto,a volte, lontana da legittime aspettative politiche quanto invece, altre volte, sorprendentemente rispondente. La partecipazione come sfida della perpetua rimessa in discussione: un territorio cruciale per tutti i movimenti sociali per ricreare spazi diffusi di consapevolezza e di coinvolgimento attivo.
Questo contrapporsi all’individualizzazione dell’uso delle risorse, al massimizzazione del profitto di pochi e all’atomizzazione sociale, lavorativa ed emotiva è uno degli strumenti per rispondere alle esigenze di lotta che il presente
ci impone.
Cavallerizza è, e sarà sempre, uno spazio fuori posto, in cui l’occupazione ha squarciato un fitto velo di indifferenza proprio perché l’atto di occupazione è un atto dirompente, contro-sistema e di liberazione.
Non abbiamo mai preteso di costruire un modello valido per tutt* ma un metodo per estendere le forme di anti-normalizzazione. Per noi quest’uso creativo del diritto è un modo per alimentare e non cristallizzare quegli atti dirompenti e forme di liberazione che nella prassi sociale si danno, e che da oggi possono trovare uno strumento in più per affermarsi e rivendicare la loro legittimità.
Nel contempo per un Bene Comune come Cavallerizza è altrettanto importante pretendere uno spazio di auto-determinazione nel sistemi di riconoscimento e governance dei beni comuni: un terreno storicamente invaso e determinato dall’istituzione ma che con gli usi civici gli viene invece finalmente sottratto a favore dell’amministrazione diretta da parte della Cittadinanza.
L’istituzione si trova a dover riconoscere le regole che l’assemblea stessa si è data e quindi l’azione indipendente dei cittadini all’interno dello spazio.
Questo è un’importante traguardo che obbliga anche l’istituzione ad accettare che alcune risorse non possono essere sottratte al popolo anzi devono restare nella sua piena disponibilità. Così l’acqua, l’aria, il territorio, la salute ma anche il valore culturale e sociale creato dalla popolazione deve essere considerato patrimonio collettivo da preservare.
Da fine novembre 2017 abbiamo dunque raccolto e discusso le consuetudini con cui la comunità agiva all’interno dello spazio e abbiamo prodotto una carta dei valori e un regolamento per l’autogestione degli spazi.
Questo per soddisfare uno dei primi criteri fondamentali ossia garantire l’accessibilità del bene a tutta la cittadinanza: un atto di trasparenza sul “come” si agisce in Cavallerizza affinché chiunque possa partecipare a prescindere da meccanismi clientelari, di favoritismo o altre ambiguità che spesso rivediamo in altri luoghi. La nostra è, e sarà sempre, un’azione di trasparenza, ogni cosa che avviene, dai conflitti interni, alla presa di decisioni, ai rapporti con le istituzioni, tutto in Cavallerizza avviene alla luce del sole, nessun accordo in forma privata. Ed è questa garanzia che permette a chiunque di poter partecipare anche per opporsi a decisioni che ritiene incompatibili con la natura di bene comune della Cavallerizza.
Ma ad una cosa dobbiamo fare molta attenzione: anche qualora il Comune di Torino decida di riconoscere l’esistente – ossia l’uso civico e collettivo degli spazi della Cavallerizza – l’azione politica e sociale che da quattro anni si porta avanti non è finita, anzi, diventa ancora più importante.
Sarà ancora più importante che l’Assemblea della Cavallerizza sia partecipata da cittadini (anche facenti parte di realtà sociali già operanti sul territorio) attivi, consapevoli e in lotta, proprio per continuare a presidiare il comportamento delle istituzioni – che si ricorda sono state le prime colpevoli dell’abbandono e del degrado della Cavallerizza.
Ottenere l’uso civico è una rilevante vittoria politica ma non deve produrre quale risultato la dispersione, l’individualismo, o peggio il pensare pacificato il conflitto… è tutt’altro: è il segno che il livello di attenzione si deve alzare.
La Cittadinanza sarà chiamata – soprattutto in questo primo periodo – a controllare e a difendere lo spazio (come è sempre stato) da eventuali abusi, possibili tentativi di ingerenza o quant’altro.
Per questo facciamo un appello per questa nuova fase di Cavallerizza.
  • Cavallerizza è oggi una realtà con un’esperienza politica e poetica, di partecipazione, conflitti, arte, socialità, bellezza.
  • Stiamo costruendo una nuovo frammento di questa storia.
  • Il percorso lo costruiranno e determineranno le persone che partecipano, che contribuiscono e che lottano affinché Cavallerizza non sia mai un pezzo di valore da spartire tra poteri e potenti ma uno spazio aperto, libero, solidare per tutti e tutte.
Per questo vi invitiamo alla prima Assemblea della Cavallerizza autoproclamata Uso Civico e Collettivo. 6 maggio 2018 ore 18:30 Cavallerizza reale, via verdi 9.
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