18/2/2017 – Idee per la Cavallerizza

Idee per Cavallerizza (Torino, 18-02-2017)
Intervento Assemblea Cavallerizza 14:45

La “vicenda Cavallerizza” si colloca all’interno di un sistema in cui le istituzioni, assoggettate agli interessi dei grandi poteri economici, non riescono più a rispondere alle esigenze reali dei cittadini. Cavallerizza rappresenta un esempio emblematico di come l’Amministrazione, per ricevere finanziamenti dagli istituti bancari e far fronte ai debiti, sia arrivata a vendere i Beni Comuni e il patrimonio artistico-architettonico della Città. Il cd. “processo di valorizzazione” del patrimonio collettivo, che ha comportato la vendita del complesso a Società di Cartolarizzazione e a Cassa Depositi e Prestiti, non solo è stato palesemente disatteso, ma si è ribaltato in un processo di privatizzazione del bene pubblico.

Nel centro di Torino, in questi due anni e mezzo, un luogo degradato e abbandonato ha ripreso vita. Al suo interno è nata spontaneamente una comunità aperta, inclusiva e auto-organizzata che, senza costi per l’amministrazione, ha generato una produzione culturale di grandi proporzioni basata su modalità partecipative: dall’accesso completamente libero e gratuito alla cultura, alla messa in condivisione dei mezzi di produzione, alla formazione gratuita di nuove competenze, al coinvolgimento attivo degli abitanti all’autogoverno dei beni pubblici.

Fin dal maggio 2014 il fenomeno “Cavallerizza Reale Occupata” si è inserito in un contesto cittadino di ampio respiro – composto da realtà che agiscono quotidianamente per ridisegnare le relazioni tra le persone il territorio che abitano – con l’obiettivo di rendere la cittadinanza parte attiva nelle scelte che la riguardano.

Per questo, Cavallerizza rappresenta un modello innovativo e un movimento politico, sociale e culturale che ha il sostegno di decine di associazioni e migliaia di cittadini. Cavallerizza è la dimostrazione di come le logiche di mercato possano essere sovvertite dal coinvolgimento diretto della cittadinanza, generando una nuova concezione di accesso al governo della cosa pubblica.


Cavallerizza ha accolto più 1000 incontri tesi alla costruzione del processo di partecipazione

Dai dati raccolti in questi due anni e mezzo emerge chiaramente quanto il valore sociale e culturale generato da quest’esperienza sia inestimabile e non possa essere ridotto ad una mera sommatoria di numeri. Nel contempo, emerge altrettanto chiaramente quanto il potenziale di crescita della Cavallerizza sia ciò che la rende un importante valore aggiunto per il territorio sia in termini socio-culturali che economici oltreché un esempio sul panorama internazionale .


Cavallerizza ha accolto oltre 100.000 abitanti che hanno fruito delle attività

(la Città come avrebbe potuto sostenere l’organizzazione di tutte queste attività in una maniera differente, vista l’attuale situazione di bilancio?)

 

L’esempio forse più noto è stato il progetto del gruppo arti visive: “HERE” (di cui si sta organizzando la seconda edizione prevista per maggio 2017), che nella sua prima edizione ha visto coinvolti 200 artisti, (dai giovani esordienti ad artisti più affermati sul territorio), registrando in 10 giorni più di 9.000 presenze.

Grazie ad HERE la Cavallerizza è stata inserita dal Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma all’interno della mappa mondiale delle realtà culturali indipendenti. E, anche in questo caso la trasversalità, l’inclusione, l’accoglienza di proposte e il confronto sono stati strumenti concreti per realizzare politiche culturali nuove ed efficaci per il territorio.

Per questo la Cittadinanza ha richiesto con la raccolta di più di 10.000 firme che:

  • la Cavallerizza reale venga decartolarizzata, e torni così di proprietà pubblica;

  • la destinazione degli immobili sia legata ad una funzione pubblica e ad una fruizione collettiva;

  • venga mantenuta l’unitarietà del complesso, potenziandone la valenza socio-culturale e la natura di luogo di aggregazione;

  • il futuro della Cavallerizza venga deciso insieme ai Cittadini attraverso processi di gestione partecipativa

Per realizzare questi obiettivi chiediamo che:

  • il protocollo di intesa promosso dalla precedente Giunta PD, venga al più presto annullato, e che vengano disconosciuti tutti i Masterplan realizzati a porte chiuse senza il coinvolgimento della cittadinanza;

  • che ci sia un sostegno reale alla sperimentazione culturale e che si agiscano politiche culturali nuove ed efficaci per il territorio;

  • l’Amministrazione prenda posizione chiaramente in merito all’indagine aperta dall’Unesco che ha messo sotto osservazione il provvedimento di alienazione della Cavallerizza (che permette la costruzione di alberghi, parcheggi e centri commerciali);

  • venga riconosciuto al più presto l’uso civico dell’intero complesso.

Il riconoscimento del potenziale di Cavallerizza in termini culturali, sociali ed economici da parte dell’amministrazione, seguita coerentemente con il riconoscimento giuridico dell’uso civico determinerebbe l’opportunità non solo di preservare la Cavallerizza come Bene Comune – mantenendo l’uso pubblico degli spazi – ma anche l’inestimabile patrimonio di partecipazione e sperimentazione artistica in atto.

Questa è un’occasione, una contingenza storica, un valore che la Città non può perdere.

slide-intervento

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