Masterplan Homers Equiter- La risposta di Assemblea Cavallerizza

Il 23 maggio 2016, in occasione della ricorrenza del secondo anniversario della liberazione degli spazi di Via Verdi n. 9, Assemblea Cavallerizza 14 e 45 si è riunita per rispondere pubblicamente al Piano di riqualificazione, valorizzazione e conservazione ad uso pubblico del complesso della Cavallerizza Reale di Torino presentato da Homers ed Equiter con il plauso dell’Amministrazione Comunale. Il documento “strategico”, non a caso presentato in piena campagna elettorale, ripropone un’idea di valorizzazione esclusivamente economica che risponde, da un lato alle esigenze di cassa del Comune, Cassa Depositi e Prestiti e CCT, dall’altro alle logiche del mercato volte a rendere il Patrimonio Pubblico appetibile ad investitori privati.

Assemblea Cavallerizza 14 e 45, da due anni impegnata nella difesa, nella cura e nella rigenerazione culturale degli spazi di via Verdi n.9, crede e pratica un modello di valorizzazione differente basato sulla tutela del bene e sulla promozione della cultura, sulla massima accessibilità e sulla partecipazione attiva della cittadinanza.

A seguito dell’analisi del Piano “strategico” e del suo processo di elaborazione non possiamo che denunciare che

1) Il Masterplan, presentato come frutto di un percorso partecipato, che avrebbe coinvolto i soggetti firmatari del protocollo d’ intesa e la cittadinanza attraverso indagini e interviste, non è altro che un prodotto calato dall’alto da Compagnia di San Paolo incaricato dell’elaborazione (che a sua volta ha indicato Homers ed Equiter). Del percorso partecipativo, delle modalità di coinvolgimento della cittadinanza e della sua espressione, non si ha alcuna testimonianza.

2) A fronte dei proclami elettorali che propinano Cavallerizza come distretto culturale, dal documento emerge chiaramente la natura funzionale e di servizio del complesso all’attuale Sistema Cultura della Città di Torino. Le funzioni suggerite e le possibili destinazioni d’uso rivelano il chiaro intento di attribuire agli spazi un utilizzo prevalentemente residenziale e terziario.Dall’analisi puntuale lascia emergere come solo la Galleria Espositiva, La Cavallerizza alflieriana e le Pagliere assolverebbero a funzioni propriamente culturali.

3) Il modello falsamente pubblicista, presentato dal piano “strategico”, riduce di fatto alla semplice fruizione da parte del pubblico l’uso di alcuni, minoritari, spazi del complesso. Viene dichiarato strumentalmente che l’87 %, compresi i giardini, del solo pian terreno saranno accessibili al pubblico. Dato l’intento di mercificazione del complesso e la conseguente lottizzazione e vendita a privati, la maggior parte degli spazi risulterà di fatto solo attraversabile “con tempi e modi differenti a seconda delle attività insediate”. Si tratta evidentemente di un modello di accessibilità chiuso, che mette a disposizione e magari a pagamento gli spazi e che risponde a logiche del mercato e a fini prettamente economici e di profitto.

4) La lottizzazione prevista per rendere appetibile l’investimento da parte di privati va contro l’idea d’unitarietà del complesso che dovrebbe essere, invece, garantita e tutelata insieme al valore architettonico storico e culturale del bene. Anche il modello di gestione proposto (Agenzia Cavallerizza, in forma di Fondazione di Partecipazione) non realizza una forma di gestione condivisa che garantisca l’integrità di visione. Infatti, se da un lato l’Agenzia Cavallerizza viene presentata come gestore sociale e culturale del complesso, dall’altro si esplicitano compiti e funzioni quali: amministrazione dei soli spazi comuni, creazione e valorizzazione di un brand Cavallerizza, organizzazione di eventi temporanei e permanenti. La logica che sottende alla istituzione di tale ente, oltre a non rappresentare una proposta innovativa, non fa altro che definire un’immagine di Cavallerizza Reale in linea con le strategie di marketing dell’attuale Sistema Cultura volto a soddisfare le richieste di mercato. Tali esigenze, oltretutto, non escludono, la possibilità di realizzare parcheggi e zone di sosta per le auto nel complesso Patrimonio dell’UNESCO. Il modello per il quale da due anni Assemblea Cavallerizza 14 e 45 si batte ha tutt’altra natura e tutt’altro fine. In due anni dalla liberazione, la cittadinanza ha potuto non solo attraversare gli spazi ma abitarli attivamente, partecipando alla realizzazione di un polo culturale innovativo. Realizzando un’idea di accessibilità totale, continua, libera e coinvolgente.

Assemblea Cavallerizza 14 e 45 approvando il seguente documento:

· Disconosce il processo di elaborazione del Masterplan e il suo esito

· si propone di resistere e portare avanti il processo intrapreso attraverso la pratica quotidiana di cura e difesa del bene comune Cavallerizza

· s’impegna per l’elaborazione di un piano di tutela e rigenerazione della Cavallerizza Reale elaborato in maniera realmente partecipativa, attraverso il coinvolgimento attivo della Cittadinanza.

Assemblea Cavallerizza 14 e 45

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