23 GENNAIO 2016 – RIDE THE WHITE HORSE – BENEFIT RADIO BLACKOUT

Proseguono le attività negli spazi della Cavallerizza Reale di Torino, patrimonio UNESCO, sono stati tolti dal degrado e restituiti alla cittadinanza il 23 maggio 2014 grazie all’Assemblea Cavallerizza 14:45, un gruppo eterogeneo di cittadini (artisti, professionisti, studenti, artigiani….) che sogna la destinazione futura dell’intero complesso come bene comune

benefit raio balckout

ASSEMBLEA CAVALLERIZZA 1445 presenta:

RIDE THE WHITE HORSE benefit RADIO BLACKOUT

Sabato 23 Gennaio 2016 ore 23:00
Manica lunga della Cavallerizza Reale,
Via Verdi 9, Torino

Music selection by:
-BOSTON 168
-ALESSANDRO GAMBO
-A. NIGRO & A. VIETTI
-TITTA
-YASHIN
I video saranno curati da KOBACHI

RIDE THE WHITE HORSE nasce il secondo giorno di occupazione della Cavallerizza nel maggio del 2014 con l’intento di promuovere la musica elettronica come forma conclamata di arte. Vari gli artisti locali, nazionali e internazionali che si sono susseguiti sulla consolle della Cavallerizza occupata dal 2014 a oggi nelle varie feste targate RIDE THE WHITE HORSE.

Per la prima volta RIDE THE WHITE HORSE & Assemblea Cavallerizza ospiteranno un evento benefit per la radio più amata della città:

Dal settembre 1992 facciamo RADIO BLACKOUT. Non siamo stati sempre gli stessi, alcuni di noi sono arrivati nel corso di questi anni, altri se ne sono andati. Ma qualcuno c’è sempre stato dietro questi microfoni, perché qualcuno ha sempre ritenuto che una radio come questa fosse utile o interessante o divertente, e ognuno ha portato i suoi gusti musicali, o i suoi interessi culturali e sociali, o una particolare competenza tecnica. Ora ci siamo noi, sentirete cosa riusciamo a fare. Abbiamo deciso di cominciare raccontandovi qualcosa sulla nostra STORIA, sull’INFORMAZIONE, sui nostri DEEJAY, sul FINANZIAMENTO, sulla FESTA, sulla REDAZIONE e su tutto ciò che facciamo per migliorare la radio. Che non ospitiamo pubblicità chi ci ascolta lo sa già, nessun programma è mai stato interrotto per pubblicizzare rosticcerie, parrucchieri o pompe funebri. Forse non tutti sanno che nessuno di noi è mai stato pagato. Siamo contro l’attuale società fondata sulla divisione in classi, sul lavoro salariato, sull’oppressione di genere, sul profitto, sul carcere, sulla guerra e su altre cose orribili ma su questo punto, invece di usare tante parole difficili e noiose, la cosa migliore è che ci ascoltiate sui 105.250 FM.
Storia della Radio

1992, il movimento della Pantera era finito da poco, era in pieno sviluppo il movimento delle occupazioni delle case (di quel periodo sono le prime occupazioni del Barocchio e del Prinz Eugen) e proprio a Torino Sergio Cofferati, non ancora segretario generale della CGIL, riceveva pomodori e bulloni dai lavoratori in piazza San Carlo. E alcuni soggetti con molto entusiasmo e poca esperienza hanno pensato di provare a usare un microfono, un mixer e un’antenna. Radio Blackout ha sempre avuto molti amici nei centri sociali e nelle case occupate, pur senza escludere altri gruppi, associazioni, movimenti e individui che, in modo diverso, si oppongono al potere (economico, culturale, militare ecc.) o a qualche suo aspetto. Abbiamo sempre annunciato tutte le iniziative dei centri sociali e delle case occupate. Il 10 settembre 1994 abbiamo realizzato la diretta degli scontri di Milano in occasione della manifestazione nazionale promossa dal centro sociale Leoncavallo. Nel 1995 abbiamo anche pubblicato un libro, si intitolava “Ascolta questo libro, leggi questa radio” e conteneva i ricordi, i propositi e le lamentele di tutti coloro che avevano fatto la radio fino a quel momento. Se non l’avete letto ne abbiamo ancora qualche copia, chiedetecelo e ve lo daremo. In seguito abbiamo cercato di raccontarvi i momenti piu’ tristi e quelli piu’ vivi di questa citta’. Dall’omicidio di stato di Sole e Baleno alle ultime occupazioni, da Genova alle street parade siamo stati una voce sempre presente per raccontarvi i fatti da un punto di vista diverso, fieramente privo di quella “oggettività’” giornalistica che non ci interessa perche’ siamo una radio di persone e di idee, che vi piaccia o no, libere di circolare. Spesso siamo stati una voce contro tutti, una stazione contro la nazione! ONE STATION AGAINST THE NATION!

Finanziamento

Abbiamo sempre avuto bisogno di molti, moltissimi soldi. Dobbiamo pagare l’affitto della sede, l’affitto del terreno dove si trova il ripetitore, la corrente elettrica (quella della luce e quella del ripetitore), il telefono (per raccogliere le corrispondenze e i servizi anche da altre città), le piccole (ma sono tante) spese di manutenzione.

In questi ultimi anni abbiamo rinnovato quasi completamente il materiale tecnico, iniziando dal mixer di regia e passando all’ acquisto di nuovi computer indispensabili per dare e ricevere molte più notizie e soprattutto molto più rapidamente, specialmente quelle che non si trovano nei mass media.

Adesso vorremmo continuare a mantenere uno standard più alto nel rinnovo dei materiali che via via vengono sostituiti per l’usura , è inutile avere cose intelligenti da dire se il segnale è debole o disturbato. Il prossimo obiettivo è una nuova sala di registrazione. La stragrande maggioranza dei soldi che ci ha permesso di sopravvivere ci è arrivata sotto forma di biglietti da mille, cinquemila e diecimila lire stropicciate ( quando ancora c’erano!) e poi con gli euro in moneta, portati da tutti coloro che hanno partecipato ai concerti, alle cene, alle serate disco o video di autofinanziamento, organizzati con l’aiuto o dentro i centri sociali e le case occupate. Poi ci sono le offerte piccole e grandi di individui e gruppi, come i 10 milioni che ci sono arrivati, molti anni fa, dal gruppo musicale Chumbawamba.

Ma ci sono molti modi di aiutarci, regalandoci o prestandoci qualcosa che ci può servire, ce ne sono tante, basta pensarci, in caso chiedete.

Blackout ha bisogno di fondi

Partecipa alle nostre iniziative, ai benefit, alle cene, serviti alla nostra distro, potrai così dare attivamente una mano alla tua radio preferita. Se poi proprio vuoi donarci direttamente qualche fondo a noi non spiace!
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