UMBRELLA FLASHMOB – 31 MARZO ore 8:30 e 12:30

FLASHMOB – MARTEDì 31 MARZO
ore 8:30 – davanti al Comune di Torino,in piazza Palazzo di Città
ore 12.30 davanti al Museo Egizio, via Accademia delle Scienze 6

CALL APERTA A TUTTI GLI ARTISTI e CITTADINI DI TORINO e INVITO AD ESSERCI NUMEROSI PORTANDO UN OMBRELLO
(SULL’ESEMPIO DELLA UMBRELLA REVOLUTION NON VIOLENTA DI BENNIY TAI FATTA A HONG KONG NEL AUTUNNO 2014) I MUSICISTI PORTINO GLI STRUMENTI!

… davanti al Comune di Torino durante la riunione della giunta comunale che approva un Protocollo di Intesa sulla Cavallerizza, fatto in forma privata e senza neanche averlo fatto leggere ai suoi consiglieri… dopo mesi che l’assessore Passoni parla di progettazione partecipata e coinvolgimento della cittadinanza…alla cieca e a porte chiuse??

SIATECI E NUMEROSI.

IL COMUNE FIRMA PER LA VENDITA DELLA CAVALLERIZZA, PRESIDIAMO LA GIUNTA COMUNALE IL 31 MARZO DALLE ORE 8:30

Oggi, 30 marzo alle 9 si è tenuta la Commissione cultura congiunta di Regione e Comune (rigorosamente a porte chiuse).

L’obiettivo dell’amministrazione continua ad essere quello di vendere il complesso della Cavallerizza Reale al migliore offerente! E tutto in gran segreto, limitando il più possibile le critiche (perfino i consiglieri non hanno ricevuto una copia del protocollo d’intesa!). Domani l’intenzione dell’amministrazione è far votare il testo (aberrante) dalla giunta comunale.

Senza tanti giri di parole: il protocollo dichiara che la Cavallerizza verrà lottizzata e venduta, che Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt saranno gli unici veri padroni delle sorti del complesso (il piano di fattibilità sarà il loro).

Non lasciamo che tutto ciò passi in silenzio!

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La soluzione di Passoni per il caso Cavallerizza : c’è n’è per tutti, basta pagare!

In data odierna, è stato presentato durante la Commissione cultura congiunta di regione e comune il Protocollo di Intesa tra enti pubblici e privati per ridefinire il futuro assetto della Cavallerizza.
L’incontro, questa volta, si è tenuto eccezionalmente in regione dove per regolamento le commissioni si svolgono a porte chiuse.
Il protocollo è stato presentato ma non c’è stato dibattito né è stato divulgato il testo integrale dello stesso. L’obiettivo è che sia approvato a scatola chiusa domani dalla giunta comunale.

Il protocollo, presentato come una formalità ormai solo da approvare, sembra la luccicante carta regalo, fiocco compreso, del pacco offerto all’opinione pubblica attraverso la stampa, all’interno del quale la sostanza resta la vendita di un bene comune.
Entrano altri soggetti in gioco ma il potere di decidere, al di là di suggerimenti e consigli su cui tutti si spenderanno, resta in mano agli acquirenti.

“Valorizzazione del bene” per gli assessori Passoni e Parigi resta sinonimo di monetizzazione, nessuno è escluso a priori dal processo purché paghi la sua “fetta”.
In sostanza nessuna delle richieste sino ad ora avanzate dalla cittadinanza (no alla vendita, destinazione e fruizione pubblica, unitarietà dell’insieme e progettualità partecipata), con il supporto di oltre 10.000 firme della popolazione torinese, viene accolta dalle istituzioni, neanche negli intenti.
– Non c’è alcun passo indietro rispetto allo smembramento e alla vendita del bene
– Non è garantita una progettazione e un trattamento unitario delle trasformazioni del complesso
– Il coinvolgimento di una pluralità di soggetti anche pubblici sembra strumentale a nascondere che la progettazione non coinvolgerà direttamente i cittadini nè – aspetto inquietante – passerà neanche attraverso il Consiglio comunale, palesando come le decisioni rispetto ad una questione così delicata e strategica vengano a formarsi fuori dai luoghi che dovrebbero garantire la democrazia.

Gravissima anche la responsabilità della Soprintendenza, il cui silenzio sull’importanza del compendio nella sua unitarietà spiana di fatto la strada al suo smembramento a fini commerciali.
In ogni caso, come recita l’art 5, il protocollo stesso non è vincolante per gli acquirenti.
Per cui, al di là delle belle parole e delle indiscrezioni dei media su interventi salvifici di folcloristici imprenditori, il destino della cavallerizza resta senza garanzie.

L’unica certezza rimane la vendita che rischia di assomigliare alla spartizione di una golosa torta speculativa.

Foto by Barbro Bjoernemalm
Creative Commons Foto by Barbro Bjoernemalm

 

 

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