Seminario: Quale futuro per la Cavallerizza Reale

Giovedì 16 ottobre 2014 – ore 14.00
Salone d’onore – Castello del Valentino
Politecnico di Torino – Viale Mattioli, 39 – Torino

Sito: http://cavallerizzareale.polito.it

Il Seminario, organizzato dai Dipartimenti DAD e DIST del Politecnico di Torino e aperto a studenti, docenti e cittadinanza si propone di esaminare alcuni aspetti relativi alla storia fondativa ed ai suoi usi più recenti del compendio Cavallerizza Reale, fino ad arrivare alle ipotesi di una sua rifunzionalizzazione complessiva a scopi culturali e sociali. L’incontro è un primo passo verso un processo di rinnovamento creativo e democratico per creare un nuovo futuro per la Cavallerizza Reale. I relatori sono esperti provenienti da diversi campi tra cui architetti, storici dell’arte, sociologi e attori politici.

Partecipa e scrivi un Tweet con l’hashtag #CavallerizzaFutura per condividere la tua visione per il futuro della Cavallerizza.

Programma (scarica il pdf)

VIDEO DOCUMENTAZIONE QUI

Seminario-CavallerizzaFuturo

Annunci

3 pensieri su “Seminario: Quale futuro per la Cavallerizza Reale”

  1. Ricevo e pubblico qui un messaggio di Philippe Foulquié, fondatore ed ex-direttore della Friche la Belle de Mai, centro di creazione e promozione culturale di Marsiglia creato nel 1990 ( http://lafriche.org/ ), che ha partecipato al Seminario del 16 ottobre al Castello del Valentino.

    Ritornare da Torino

    Le mouvement d’occupations qui se développe dans des lieux de Culture et d’Art en Italie, animées par des artistes et des techniciens, soutenus par d’autres personnes d’horizons divers et de professions différentes, me paraît exemplaire et porteur, formidablement, d’espérances pour l’Europe que nous ne devons plus laisser gérer par les seuls banquiers et financiers et leurs hommes et femmes liges.
    Faute d’en finir avec l’Europe que nous voulons, l’Europe du Vivre ensemble, libre et gaie, ouverte et accueillante, celle de la Culture et de l’Art, celle dont le Monde entier a besoin.
    La manière dont se sont investis des juristes et des architectes, pour, aux côtés des artistes et techniciens, soutenir ces occupations d’Italie, illustre le caractère extrêmement responsable de ce mouvement.

    Vous avez dés lors une responsabilité qui dépasse le territoire de vos tentatives, votre site, votre Ville, voire votre Pays.

    C’est pourquoi je voulais dire avant tout mon enthousiasme pour ces occupations.

    En second lieu, la Cavalerizza Reale est un lieu magnifique qui doit rester publique et qui propose assez d’espaces pour inventer un mode de fonctionnement artistique et culturel complètement nouveau :

    Il existe là une telle opportunité qu’il serait dommage de compromettre par des précipitations liberticides et des enclavements égoïstes.

    Il vous faut faire beaucoup de choses, et vous ne serez jamais assez nombreux pour les mener à bien. Il vous faut inventer un fonctionnement et une économie, même précaire.

    Il vous faut des projets qui attirent d’autres artistes et du public de plus en plus large.
    Il vous faut des rencontres et des débats qui motivent de plus en plus d’alliés, telles ces rencontres du 16 octobre.

    Il vous faut un fonctionnement qui ait la force de vos projets, qui garantissent un devenir qui est encore menacé, qui trace des perspectives qui puissent convaincre bien des alliés et supporters à venir.

    Il vous faut faire des choix, les plus opportuns possibles et donc, pas toujours les plus faciles.

    Quand j’ai commencé à construire la Friche la Belle-de-Mai, j’ai essayé autant de me préserver du phalanstère étriqué d’artistes introvertis que de laisser les choses aller vers des aventures simplistes et toujours mortifères. Des exemples de grandes friches européennes dont les déchéances ont été pour moi des repoussoirs :

    Le Christiana à Copenhague, le Tacheles a Berlin auraient pu être de grandes histoires. Elles se sont condamnées du dedans en refusant les rêgles les plus élémentaires de l’accueil et de la cohabitation.

    Chers et chères amis et amies italiens et italiennes, vous étes porteurs d’une magnifique opportunité : ne la gaspiller pas par des réflexes assez faciles, des discours soit disant démocratiques qui très souvent cachent des volontés bien réelles de pouvoir, des laissez faire destructeurs.

    Créer une belle histoire, s’aventurer dans un projet inventeur, vivre de résister, voilà qui mérite quelques efforts, quelques responsabilités.
    Courage, nous essaierons de vous aider chaque fois que ce sera nécessaire.

    à bientôt

    Philippe Foulquié
    ARTfactoriesAutrespARTs
    Directeur-Fondateur de la Friche la Belle de Mai (1990-2011)

    Mi piace

  2. Interessante e istruttivo. I mondi ufficiali di accademia, politica e cultura della città costretti ad uscire dai relativi gusci e far presenza, a dimostrazione che la questione Cavallerizza non può essere più ramazzata sotto il tappeto.

    Il fatto che varie facoltà universitarie agiscano in modo coordinato è di per sé un segnale positivo e da incoraggiare.

    Da un punto di vista di cittadino-spettatore alcuni elementi dei vari interventi ufficiali al seminario son saltati agli occhi palesemente creando un panorama abbastanza omogeneo, in particolare:
    • Tutti unanimi, con più o meno convinzione personale, sulla necessità di preservare la funzione pubblica e socio-culturale del complesso come spazio-cuore della città.
    • Tutti molto cauti nell’esprimere le loro opinioni senza sbilanciarsi troppo o azzardare proposte che potrebbero essere criticate.
    • Ciascuno è pronto a partecipare… nel momento in cui qualcun altro avrà trovato delle soluzioni e ne avrà iniziato la messa in atto.

    Gli interventi dei rappresentanti del mondo accademico sono parsi in genere estremamente misurati e cauti. Per chi si ricorda situazioni analoghe negli anni 60-70 la ‘domesticatezza’ di questi interventi non può che apparire significativa, e in certo modo preoccupante.

    La voce dei partecipanti all’occupazione della Cavallerizza è stata limitata, forse volutamente per saggiare le posizioni “ufficiali”, ma una maggior incisività sarebbe forse stata opportuna.

    Le proposte e indicazioni illustrate da vari partecipanti e riferite a possibili usi degli spazi sono tutte interessanti e degne di considerazione nella fase progettuale, ma in genere peccano di una debolezza riguardo l’aspetto finanziario e gestionale, che è cruciale e quello sul quale qualsiasi proposta verrebbe valutata in termini di fattibilità. Un altro elemento che appariva come mancante nelle proposte è l’integrazione e coordinamento delle varie attività ed usi, senza i quali anche le idee più valide rischiano di naufragare.

    Lo studio di esperienze in altri paesi è molto interessante e utile, purtroppo l’Italia presenta alcune condizioni strutturali del tutto particolari che non si riscontrano altrove in Europa, se non in Grecia, che rendono le iniziative dal basso più complesse. Forme di autogestione e autofinanziamento, e micro-progetti modulari che sarebbero probabilmente adatte alla Cavallerizza del futuro e che si sono rivelate efficaci in altri paesi sarebbero pressoché impossibili da attuare in Italia per via di limitazioni burocratiche e legislative peculiari di questo paese. In questo senso l’appoggio ufficiale delle amministrazioni è essenziale per ottenere esenzioni e approvare formule non consuete e difficilmente contemplabili secondo i codici in vigore.
    Una carta vincente per qualsiasi progetto di sviluppo della Cavallerizza potrebbe essere l’offrire diplomaticamente la ‘gloria del successo’ ai politici che spianassero la via a metodologie inconsuete, rendendo fattibili soluzioni che altrimenti sarebbero destinate ad arenarsi nella melma legislativa e burocratica.
    Come ha suggerito Foulquié: ogni situazione è diversa, i modelli sono un riferimento utile, ma uno modello nuovo va creato su misura per ogni nuova situazione.

    L’intervento della soprintendenza ai beni architettonici è stato sfortunatamente irrilevante, e c’è da chiedersi se questo fosse un incidente o un segno di scarso interesse che contrasta con segnali precedenti provenuti dalla soprintendenza.

    L’assessore Passoni ha dimostrato con la sua eloquenza quanto importante sia il linguaggio di una presentazione, al punto di superare l’importanza del contenuto. L’impressione che si può derivare dall’intervento è che qualora una soluzione dal basso fosse trovata questa potrebbe facilmente ottenere l’appoggio politico necessario, a patto che l’amministrazione (o individui al suo interno) potesse ricavarne prestigio senza sostenerne l’onere. La cosa, di per sé alquanto discutibile, potrebbe essere sfruttata a favore del progetto Cavallerizza e tenuta presente in una strategia di sviluppo, posto che solide barriere fossero erette per evitare la successiva e prevedibile colonizzazione dei risultati da parte dell’ufficialità politica.

    Nel video presentato all’inizio Montanari riassumeva l’essenza del problema: in mancanza di una cultura della cultura da parte dello stato l’azione dei cittadini è ostacolata e spesso ridotta alla paralisi.
    Allo stesso tempo però si può osservare che altrove i luoghi del nuovo sviluppo puntano molto sull’arte, e non è solo per ragioni culturali, di cambiamento sociale o della necessità di superare un senso di inferiorità più o meno giustificato nei confronti dei “padroni” del passato, i colonizzatori europei.
    Evidentemente, in un’ottica di sviluppo, arte e cultura hanno un valore direttamente collegato al profitto che generano e con l’aggiunta di effetti collaterali che a loro volta mettono in moto un processo di crescita, con ricadute positive in molte e varie direzioni.
    L’Italia non ha le risorse economiche di Qatar, Dubai o Hong Kong o individui interessati al mecenatismo d’altri tempi, ma ha un gran numero di individui capaci ed entusiasti e sul suo territorio una dovizia di tesori che possono essere sfruttati senza necessariamente ricorrere ad investimenti faraonici.
    La Cavallerizza sarebbe una palestra ideale per dimostrare che modelli diversi, adatti alla realtà presente, sono non solo possibili ma vantaggiosi per tutti.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...