La rapace dei Giardini Reali

Al termine di un’ordinaria giornata lavorativa avevo deciso di fare una piccola passeggiata nei Giardini Reali, riaperti dal collettivo della Cavallerizza reale occupata. Non venivo da un po’ in questo bellissimo e selvaggio paradiso nel cuore del centro della città. Appena arrivata un gruppo di ragazzi, probabilmente dei diciottenni, vennero verso di me per chiedere l’ora di chiusura dei giardini. In effetti era quasi ora di chiudere il cancello per la notte. I ragazzi eccitati mi dissero che avevano trovato un uccello che non riusciva a volare e mi condussero verso la vecchia fontana del giardino.

C’era un piccolo falchetto che cercava di saltare inutilmente sul basamento della fontana. I ragazzi mi chiesero cosa si sarebbe dovuto fare con un piccolo caduto dal nido e che non aveva ancora imparato a volare. Mantenemmo una certa distanza dal volatile, per non spaventarlo e siccome io sapevo che il giardino era popolato da una colonia di gatti, si doveva fare al più presto qualcosa per mettere in salvo il falchetto. Chiesi ai ragazzi della Cavallerizza occupata di non chiudere il cancello per risolvere il problema e con il mio fidanzato cercammo il numero di emergenza per soccorso animali.

Il Pronto Soccorso Veterinario dell’Università di Torino era disponibile a prendersi cura del falchetto, tuttavia non avevamo una macchina per portare l’uccello ai loro ambulatori a Grugliasco. Uno dei ragazzi propose di contattare la polizia municipale che garantì di passare con la prima macchina disponibile. Nel frattempo cercammo una scatola di cartone per trasportare il falchetto, che intanto spaventato cercava di nascondersi nei cespugli lungo i bordi della fontana. Impiegammo un po´prima di convincere il falchetto ad entrare nella scatola ma alla fine riuscimmo a portarlo fuori dal giardino per aspettare l’arrivo della polizia.

Dovemmo attendere un po’, tuttavia i ragazzi si sentivano orgogliosi e si impegnarono ad aiutare. Andammo insieme al vicino commissariato di polizia per contattare nuovamente la Polizia Municipale. Finalmente una macchina dei vigili varco`l’entrata della Cavallerizza e consegnammo la scatola con il falchetto che riposero con cura sul sedile posteriore per trasportarla a Grugliasco. Pochi giorni dopo contattammo il pronto soccorso e ci risposero che il falchetto era un piccolo di femmina di gheppio che stavano curando e che sarebbe stato presto liberato. In tal modo si era creata una bella collaborazione per salvare una piccola creatura. Sono sicura che quei giovani hanno lasciato la Cavallerizza con un nuovo sentimento di rispetto e cura per la natura urbana e a lungo parleranno di questo bel ricordo dei Giardini Reali di Torino.

Miriam

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