Sulla situazione dei Giardini Reali alti ed i rapporti con la sovrintendenza ai Beni Culturali del Piemonte.

Nel tardo pomeriggio di ieri, 18 luglio, nei Giardini Reali riaperti dall’Assemblea dei cittadini il 23 maggio scorso, assieme al complesso della Cavallerizza, si sono presentati una dirigente ed un funzionario della Sovrintendenza i quali, accompagnati da alcuni agenti di polizia fra cui il vice-questore, intendevano procedere alla chiusura immediata dei giardini per questioni di sicurezza architettonico-ambientale.

La nostra presenza e determinata opposizione hanno fatto si che si ipotizzasse di aprire il tavolo di discussione sulla “questione giardini” che l’Assemblea richiede fin dall’inizio dell’occupazione, proprio in virtù delle criticità da noi evidenziate riguardo la sicurezza e l’integrità conservativa dei Giardini Reali.

I presenti dell’Assemblea in quel frangente hanno evidenziato come una chiusura improvvisa dovuta a pressioni della prefettura fosse in evidente contrasto con la volontà di aprire un dialogo sulla progettualità.

Trovando impossibile procedere alla chiusura immediata, i funzionari hanno rinviato il tentativo alla mattina di oggi, 19 luglio.
L’Assemblea ha deciso di organizzare per le prime ore di oggi un presidio sotto forma di colazione comune nei Giardini, ed attendere l’arrivo dei funzionari; si sono presentati oltre cento cittadini i quali, fermi nella convinzione di impedire questa chiusura attraverso la partecipazione e la convivialità, hanno opposto un secco rifiuto alla prepotente intimazione delle forze di polizia a sgomberare i Giardini.

Questo ha portato la Sovrintendenza, nella persona del direttore e del vice-direttore di Palazzo Reale, a cercare finalmente un dialogo con l’Assemblea nella forma di un tavolo di lavoro condiviso per l’inizio delle attività di messa in sicurezza.

Condizione necessaria per poterci sedere a quel tavolo è stata consentire ai funzionari ministeriali di apporre il loro lucchetto, necessario per la loro serenità, almeno fino all’appuntamento, fissato per la prossima settimana, fra noi ed il sovrintendente Rinaldi.
Assemblea Cavallerizza ritiene prioritarie il processo di messa in sicurezza e la contestuale riapertura dei Giardini Reali, ferma restando la volontà di partecipare al processo decisionale e garantire l’avvio immediato dei lavori. In quest’ottica ritieniamo la necessità burocratica di apporre un lucchetto col “sigillo” della Sovrintendenza una formalità irrilevante, ma non vogliamo che questa piccolezza sia impedimento per compiere un primo passo verso il nostro obiettivo: riaprire stabilmente i Giardini Reali.

Per i prossimi quattro giorni dunque i Giardini rimarranno chiusi; dopo il primo incontro l’Assembea valuterà l’effettiva disponibilità della Sovrintendenza a lavorare da subito per rendere i Giardini alla città. Se da parte della stessa non dovessimo riscontrare una vera apertura al dialogo sulle posizioni della cittadinanza cui l’Assemblea dà voce, non indugeremo a riprendere la nostra prassi di legittima illegalità, fatta di esibizioni funamboliche sui fili elettrificati, pascolo di mandrie d’alpaca ed elicicoltura intensiva.

Assemblea Cavallerizza 14:45 ritiene quella di oggi una ulteriore conferma, dopo l’Assemblea pubblica del 16 luglio scorso, tanto della forza delle nostre argomentazioni quanto della partecipazione che nasce dalla volontà di prendersi cura di beni collettivi.

La Cavallerizza non si svende, i Giardini si riaprono.

Ufficio Stampa – Assemblea Cavallerizza 14:45

 

 

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